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Sigaretta elettronica, una risorsa preziosa per ridurre i danni da fumo

Comunità medica e classe politica oggi a confronto a Bologna sulle "strategie per una salute intelligente"

Una riduzione importante della tossicità potrebbe avere un forte impatto per il fumatore che non vuole o che non riesce a smettere di fumare. Il governo della salute pubblica richiede che si attuino politiche per la cessazione e per il contrasto della dipendenza. Ma oggi si affacciano nel panorama delle opzioni per la tutela della salute pubblica anche i prodotti alternativi a rischio ridotto che, eliminando la combustione, riducono l’esposizione alle sostanze tossiche tipiche delle sigarette. Nonostante questi prodotti debbano essere sottoposti a una valutazione rigorosa, un loro divieto a priori potrebbe rappresentare un’occasione persa per coloro che in assenza di alternative continuerebbero a fumare. Evitando con cura che essi diventino uno strumento di accesso al fumo, soprattutto per i minori, ma nemmeno negando informazioni corrette per chi cerca soluzioni meno dannose alle sigarette tradizionali, le alternative senza combustione rappresentano una terza via nella lotta contro il fumo. Su questi aspetti si deve dibattere, ricercare e formulare proposte nel rispetto dei compiti istituzionali di ciascun organismo. Questa la sintesi del confronto sul tabagismo organizzato nell’ambito del Festival della Scienza Medica di Bologna: “Strategia per una salute intelligente: riduzione del danno da fumo per un futuro senza fumo”.
Sulle politiche ispirate al principio della riduzione del danno hanno dibattuto oggi l’oncologo Umberto Tirelli; Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG); Salvatore Cardellicchio, coordinatore del Gruppo di Studio Educazionale, Prevenzione ed Epidemiologia dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) per il Tabagismo; Stefano Nardini, pneumologo ed ex Presidente della Società Italiana di Pneumologia 2016-2018; l’onorevole Giorgio Trizzino, membro della V Commissione (bilancio, tesoro e programmazione) e della XII Commissione (Affari Sociali); il senatore Stefano Collina, vicepresidente della XII Commissione permanente Igiene e Sanità.
Secondo Claudio Cricelli: “La comunità medica deve avere come priorità non negoziabile il far smettere di fumare (o il non iniziare), mentre ai regolatori spetta il compito di intraprendere il percorso migliore per la difesa e l’accrescimento del benessere sociale, cercando di generare effetti il più possibile positivi su una porzione sempre più ampia di popolazione”. E aggiunge: “In questi contesti non si tratta di essere né pro né contro ma, se da me viene un paziente fumatore che non riesce a smettere, io ho il dovere di informarlo che esistono anche alternative meno dannose per la salute”.
È emerso poi che al privato, attraverso l’applicazione delle nuove tecnologie, l’innovazione ed una rigorosa metodologia scientifica di ricerca, spetta il compito di sviluppare dispositivi che riducano le esternalità negative per i fumatori adulti. Prodotti la cui validazione deve essere rigorosa, indipendente e scientificamente sostanziata. Obiettivo della tavola rotonda? Il senatore Collina (partito democratico) nel suo intervento lo disegna nell’ottica politica: “Oggi occorre favorire un confronto tra i diversi attori volto a comprendere il ruolo di queste alternative elettroniche nella lotta al fumo, e trovare il giusto equilibrio tra innovazione tecnologica, salute dei cittadini e regolamentazione”. Aggiunge l’onorevole Trizzino (movimento cinquestelle): “Ad oggi il consumatore paga il prezzo di alcuni pregiudizi, che non gli permettono di essere correttamente informato sui possibili rischi e gli eventuali benefici dei prodotti di nuova generazione. A questo proposito mi impegnerò affinché a livello istituzionale ci sia un confronto aperto e basato su solide evidenze scientifiche, in modo da garantire al cittadino fumatore corrette informazioni su questi dispositivi”.
Occorre ricordare che, sebbene leggi, divieti, campagne e deterrenti pubblicitari abbiano in qualche modo influito nel fenomeno sul tabagismo, sono oggi ancora 12,2 milioni i fumatori in Italia (il 23,3% della popolazione). Diminuiscono le donne tabagiste: il 19,2% rispetto al 20,8 dello scorso anno contro il 27,7% degli uomini rispetto al 23,9% del 2017. Gli ex fumatori sono invece il 12,9% e i non fumatori il 63,8%. Tra i 25 e i 44 anni abbiamo la prevalenza più alta di fumatori tra i maschi (35,7), mentre nella fascia d’età 45-64 anni la prevalenza più alta è tra le donne (26,2). Oltre i 65 anni troviamo le prevalenze più basse in entrambi i sessi. Si fumano in media 12,3 sigarette al giorno.
Rispetto all’area geografica la prevalenza di fumatori di sesso maschile è uguale su tutto il territorio, mentre la prevalenza nel sesso femminile è invece più alta al Nord (22,6%) rispetto al Sud (17,8) e al Centro (13,8).
Si fumano principalmente sigarette confezionate (92,3%) sebbene continui costantemente a crescere il consumo prevalente di sigarette fatte a mano (16,9%),
Istituzioni pubbliche di altre Paesi, europei e non, si stanno già muovendo a favore di una regolamentazione che tuteli la salute pubblica inserendo, tra le politiche di cessazione e disassuefazione, anche la riduzione del danno. Inghilterra e Nuova Zelanda hanno già riconosciuto il potenziale di e-cig e prodotti a tabacco riscaldato senza combustione nella lotta contro il fumo, mentre sul tema della riduzione del danno si è espressa, ultima in termini di tempo, l’agenzia regolatoria statunitense Food And Drug Administration (FDA), autorizzando lo scorso 30 aprile, la commercializzazione negli Stati Uniti D’America dei riscaldatori di tabacco che si vanno ad aggiungere alle già presenti sigarette elettroniche. Il mese di maggio è dedicato alla campagna di sensibilizzazione sulla riduzione del danno. Lo slogan #MAGGIOrVAPORE = #minordanno vuole evidenzare l’efficacia degli sttrumenti a rischio ridotto nella lotta al  fumo. Il principio di massima precauzione sinora adottato dalle istituzioni sanitarie italiane si è dimostrato fallace. Occorre cambiare rotta e adottare strategie e politiche alternative, come alternativi al tabacco sono i prodotti a rischio ridotto.

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