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Sigaretta elettronica, quali sono i punti fermi della scienza

Fra disinformazione mediatica, studi incerti e prese di posizione moralistiche, la scienza è riuscita comunque a chiarire molte questioni.

(tratto dalla rivista Sigmagazine #14 maggio-giugno 2019)

Tra i tanti temi oggetto di dibattito nella comunità scientifica mondiale, per quanto si tratti di uno dei più recenti, quello sul vaping è sicuramente uno dei più caldi. Sebbene la sigaretta elettronica rappresenti solo una piccola realtà, magari sconosciuta a molti, si tratta tuttavia di un settore con riflessi potenziali enormi sulla salute della popolazione mondiale. Secondo i dati dell’American Cancer Society, nel mondo sono circa un miliardo i fumatori e il tabagismo provoca la morte di oltre sette milioni di persone all’anno, con un impatto in termini di costi pari al 2 per cento del Pil mondiale. Una vera piaga della società moderna.
Il vaping, per forza di cose, è fortemente connesso al mondo del fumo convenzionale e, specie nell’ultimo quinquennio, si è affermato sempre di più come una reale alternativa e come il vero antagonista del tabacco combusto. Va da sé che i lettori di questo articolo molto probabilmente sono già nel mondo del vaping perché svapatori, veterani o novizi che sia, operatori del settore, o magari entrambi; tutte figure che certamente non hanno bisogno di essere convinte sulla valenza della ecig come miglior strumento di riduzione del danno da fumo.
Eppure è facile immaginare che molti di loro almeno una volta abbiano ingaggiato una discussione con qualche ecig scettico. Può essersi trattato di un semplice scambio di vedute tra amici, o magari di un dibattito acceso tra un sostenitore del vaping e un suo detrattore.mOrmai già da alcuni anni ci sono diverse evidenze e non poche certezze sulla sigaretta elettronica; evidenze che andrebbero mostrate con chiarezza e sottolineate a gran voce. E così quello tra vaping e fumo tradizionale potrebbe assumere le forme di un romanzesco duello, in cui i duellanti, giunti a una radura, avvolta da una fitta bruma, ai margini del bosco si sfidano a singolar tenzone senza esclusione di colpi. In guardia!

LA SIGARETTA ELETTRONICA AIUTA DAVVERO A SMETTERE DI FUMARE?
La sigaretta elettronica è lo strumento più efficace, tra tutti quelli esistenti, per riuscire a smettere di fumare. Secondo una ricerca del 2019 finanziata dal britannico National Institute for Health Research e da Cancer Research UK, coordinata dal professore Peter Hajek e condotta per un anno su un totale di 886 individui, la sigaretta elettronica è risultata due volte più efficace delle altre terapie sostitutive della nicotina come strumento per abbandonare la sigaretta tradizionale e senza un incremento di effetti collaterali.

LA SIGARETTA ELETTRONICA FA MENO MALE DEL FUMO TRADIZIONALE?
La sigaretta elettronica è il miglior strumento per la riduzione dei danni provocati dal tabacco. La prima istituzione sanitaria a stimare la riduzione è stato il britannico Royal College of Physicians, che in rapporto del 2016 valutò che il danno del fumo veniva ridotto del 95 per cento passando al vaping. Public Health England, l’agenzia esecutiva del Ministero della salute britannico, ha fatto suo questo dato, confermato in seguito da numerosi studi e ricerche e accettato da gran parte della comunità scientifica, dando il via ad una campagna di promozione della sigaretta elettronica come strumento di riduzione del danno per i fumatori.

IL VAPORE È DANNOSO E TOSSICO?
Il vapore emesso dalla sigaretta elettronica è molto meno tossico del fumo della sigaretta tradizionale. Sono giunti a queste conclusioni vari studi condotti negli ultimi anni, tra cui si segnalano quello del 2014 a cura del National Institute of Health statunitense e una ricerca del 2017 condotta da University College London e King’s College London, in collaborazione con il Roswell Park Cancer Institute e il Center for Disease Control and Prevention statunitensi. I vari test effettuati in questi studi hanno evidenziato come gli agenti potenzialmente tossici derivanti dal vapore delle ecig sono fino a 450 volte inferiori rispetto a quelli emessi dal tabacco combusto. Inoltre l’uso della sola sigaretta elettronica è associato a livelli di metaboliti, come per esempio le nitrosammine carcinogene del tabacco, quelli delle tossine acroleina, acrilammide e ossido di etilene, significativamente inferiori.

COSA ACCADE ALLA SALUTE GENERALE DI CHI UTILIZZA UNA ECIG?
L’utilizzo della sigaretta elettronica non provoca alterazioni del sistema cardiovascolare e dell’apparato respiratorio, inoltre migliora la salute dell’ex fumatore riducendo al minimo il rischio di ricadute e di ritorno al fumo analogico.
Sono numerose le ricerche a supporto di questa tesi. Uno studio del 2016 condotto dall’equipe di Riccardo Polosa, professore ordinario di medicina interna presso l’Università di Catania e direttore del primo Centro di ricerca italiano per la riduzione del danno da fumo e promosso dalla LIAF, la Lega Italiana Antifumo, ha evidenziato una significativa riduzione delle riacutizzazioni della broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia polmonare progressiva tipica del fumatore convenzionale.
Un altro studio condotto da un gruppo di ricercatori greci e coordinato dal cardiologo Konstantinos Farsalinos su un campione di 309 individui ha mostrato come i livelli di monossido di carbonio esalato da ex fumatori passati alle ecig erano scesi drasticamente sotto la soglia di rischio di 7 ppm. Inoltre la stragrande maggioranza dei partecipanti ha riscontrato benefici per la salute, tra i quali si segnalano un miglioramento dello stato fisico generale, della capacità di esercizio e un miglioramento dei sensi olfattivi e gustativi.

IL VAPORE INQUINA L’ARIA?
Il vapore emesso da una ecig non è dannoso e non inquina. È significativo a tal riguardo lo studio del 2012 condotto dallo statunitense Consulting for Health, Air, Nature, & a Greener Environment che ha analizzato le concentrazioni inquinanti del vapore emesso da ecig e da fumo di tabacco, raccolte all’interno di una camera di 40 m³, per il rilevamento di fattori di rischio specifici. Emblematiche le conclusioni: nessun rischio significativo per la salute umana per i campioni di vapore da eliquid. Con riferimento al rischio specifico di cancro, nessun campione di vapore emesso da sigaretta elettronica ha superato le soglie nocive stabilite per adulti e bambini, al contrario dei campioni di fumo da tabacco, dove tali soglie sono state abbondantemente oltrepassate.

CON LO SVAPO SI RISPARMIA?
Il risparmio in termini personali è soggettivo e dipende da quanto si fumava prima e dai dispositivi di svapo utilizzati. Ma il risparmio più significativo è quello che può essere realizzato dai sistemi sanitari dei singoli Stati. Uno studio predittivo del 2019 condotto dal Dipartimento di salute pubblica della University of Otago in Nuova Zelanda e da istituti australiani come la School of Medicine del Centre for Applied Health Economics, la School of Public Health della University of Queensland e la School of Population and Global Heath della University of Melbourne, mostra come, prendendo come modello il sistema sanitario della Nuova Zelanda, un ambiente normativo piuttosto permissivo nei confronti dei prodotti con nicotina vaporizzata, consentirebbe di realizzare guadagni netti in termini di sanità e risparmio dei costi.

Sei affondi sferrati nei confronti del vaping, che dal canto suo para e risponde con altrettante stoccate vincenti. La difesa del vaping rappresenta una battaglia importante per tutti coloro che hanno a cuore questo settore. Tuttavia spesso essa viene vista solo come una difesa incondizionata, priva di veri elementi probanti, se non l’esperienza personale del vaper. È dunque fondamentale, per infondere consapevolezza soprattutto nei fumatori o in chi ha tutto l’interesse a screditare il settore, mostrare argomenti solidi che mirino a promuovere nel tempo una seria e sana cultura dello svapo. È così che va difeso l’onore di questo settore.

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