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“La sanità non può permettersi di sottovalutare le sigarette elettroniche”

Sul quotidiano Tagesspeigel, il chirurgo cardiovascolare tedesco Storck chiede alla politica un cambio di passo sulla riduzione del danno.

Di fronte ai pesi enormi per il sistema sanitario e per i pazienti e agli alti costi economici, non possiamo permetterci di sottovalutare sistematicamente le sigarette elettroniche e le altre efficaci alternative al fumo”. È quanto scrive, nero su bianco, uno dei massimi chirurghi cardiovascolari tedeschi, Martin Storck, in un editoriale pubblicato su uno dei quotidiani tedeschi più influenti, il Tagesspiegel di Berlino.
Storck, in forza allo Städisches Klinikum di Karlsruhe (in Baden-Württenberg), l’ospedale più grande della regione dell’alto Reno, è intervenuto nella settimana in cui la sigaretta elettronica è stata catapultata in maniera sensazionalistica sulle prime pagine di molti quotidiani internazionali per la notizia della prima presunta morte dovuta al vaping. Una notizia poi risultata falsa e manipolata dalle ricostruzioni che sono state fatte dopo un rapido accertamento delle fonti, ma che non ha impedito al primo quotidiano italiano di sparare a tutta pagina allarmismo sulla morte attraverso il vapore (diversamente dallo stesso Tagesspiegel, che ha relegato la notizia in una breve, dando fin da subito conto dei dubbi che venivano avanzati sulla vicenda).
Su questo punto il chirurgo non si nasconde: “È sorprendente e poco plausibile che a oltre dieci anni dall’apparizione dell’e-cig, improvvisamente si verifichino malattie acute frequenti”. Nel suo articolo, il chirurgo si richiama alla sua esperienza sul campo, raccontando le condizioni dei pazienti in stato avanzato di malattie legate al consumo di tabacco, i disturbi circolatori periferici alle arterie e gli interventi chirurgici che risolvono solo temporaneamente i problemi senza eliminare i danni permanenti. Di fronte a questi scenari quotidiani, il vasto mondo della sanità deve cambiare radicalmente l’approccio verso i metodi alternativi al fumo, deve accettarli e fare in modo che i fumatori possano conoscerli e provarli per raggiungere con maggiori possibilità di successo l’obiettivo di liberarsi dalla dipendenza dal tabacco.
L’editoriale di Storck è un appello innanzitutto ai politici, poi ai medici stessi, quindi ai dirigenti delle assicurazioni sanitarie. La politica sanitaria nel suo complesso deve confrontarsi e focalizzarsi sul tema delle alternative al fumo: “Essa deve fornire un’istruzione efficace e obiettiva e così si potrebbe favorire l’uscita dal fumo di una parte enorme dei fumatori”, aggiunge il chirurgo, riproponendo tutti i più recenti studi di fonte britannica che stimano il vaping per il 95% meno dannoso rispetto al fumo di tabacco. Queste sono le fonti serie e scientifiche su cui fondare una politica antifumo. Di fronte alla diffusione del sensazionalismo, la strategia deve essere una sola: “La sigaretta elettronica deve essere attentamente monitorata e controllata scientificamente e dallo Stato”, conclude Storck, “è stata concepita come alternativa al fumo e non come porta di ingresso”.

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