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Sigaretta elettronica, la confusione avrà un prezzo: “Migliaia di morti da fumo”

Secondo Gerard Dubois, “Il primo decesso attribuito al vaping era sulle prime pagine di tutti i giornali. Eppure quello stesso giorno negli Usa sono morti 1500 fumatori e 22 mila in tutto il mondo. Su questo non abbiamo letto una riga”.

Il primo decesso attribuito alla sigaretta elettronica era sulle prime pagine di tutti i giornali. Eppure quello stesso giorno, negli Stati Uniti sono morti 1500 fumatori per colpa del tabacco e 22mila in tutto il mondo. Su questo non abbiamo letto una riga”. A evidenziare questo controsenso in un’intervista al settimanale francese Le Point è il professore Gerard Dubois. Docente di salute pubblica, presidente onorario dell’Alliance contre le tabac dal 2007, del Comité national contre le tabagisme dal 2003 e della commissione sulle dipendenze dell’Academie de medicine, l’accademico francese fa nuovamente sentire la sua voce in difesa della sigaretta elettronica come strumento alternativo per i fumatori.
Già lo scorso luglio, Dubois (che, fra i numerosi incarichi del passato annovera anche la partecipazione, fra il 1999 e il 2002, alla Commissione per un’Europa senza fumo dell’Oms) criticò pubblicamente il rapporto sul tabacco redatto da Bloomberg per l’Organizzazione mondiale della sanità, divulgato in un comunicato alla stampa con un comunicato che poneva l’attenzione sulla “incontestabile nocività” della sigaretta elettronica. Al suo interno, poi, il rapporto riconosceva la minore tossicità del vaping rispetto al fumo, una precisazione che però ha fatto fatica a raggiungere le colonne della stampa generalista. Un aspetto che Dubois vuole affermare con forza: “La questione non è nemmeno in discussione: svapare è meglio che fumare. Alla domanda se la sigaretta elettronica è meno pericolosa del tabacco, la risposta è ufficialmente sì”. E poi sottolinea come studi sempre più seri, come quello randomizzato di Peter Hajek, dimostrino anche che l’e-cigarette è più efficace per aiutare a smettere di fumare rispetto ad altri sostituti della nicotina, come cerotti e gomme.
Per essere efficace – spiega Dubois – un sostituto della nicotina deve essere ben accetto ai fumatori. Il cerotto è efficace, ma lo usano talmente in pochi che è poco utile a livello collettivo”. La sigaretta elettronica, continua il professore, funziona perché è stata creata da fumatori per i fumatori. “È il risultato di un colpo di genio – dice il professore – che parte da una semplice osservazione: cosa uccide il tabacco? La combustione del tabacco produce monossido di carbonio (infarto) e catrame (cancro). Cosa ti rende dipendente? La nicotina. L’idea era di creare un prodotto che fosse fumato come il tabacco, ma senza sostanze pericolose”. La giornalista Gwendoline Dos Santos chiede anche un parere sulla pericolosità delle componenti dei liquidi. “I due elementi principali utilizzati – spiega Dubois – sono glicerina e glicole propilenico. Questo è un prodotto molto popolare, perché è lo stesso che viene utilizzato per creare nebbia negli spettacoli o per fumare piste da ballo nei locali notturni. Se fosse stato un prodotto altamente pericoloso, lo avremmo saputo da molto tempo”.
L’accademico francese lamenta il momento di “confusione totale” sulla sigaretta elettronica. Dopo la “sfortunata terminologia” utilizzata dall’Oms, l’epidemia di patologie polmonari scoppiata negli Stati Uniti e attribuita alla sigaretta elettronica: “In questa atmosfera generale, è come se questa epidemia rafforzasse questa falsa idea di ‘incontestabilmente dannoso’ contenuta nel rapporto Oms”. Ma, secondo Dubois, è un’equazione sbagliata: “La sigaretta elettronica è in commercio dal 2010. Improvvisamente, sembrando provenire dal nulla, appare un focolaio di 400 casi di gravi lesioni polmonari con sei morti. L’epidemia è brutale e localizzata. Faccio parte di un’alleanza globale contro il tabacco. Non appena è scoppiata l’epidemia negli Stati Uniti, è stato lanciato un allarme per identificare rapidamente casi simili in altre parti del mondo. Per il momento, non ce n’è ancora nessuno”.
E questo non sorprende, perché “le indagini hanno mostrato molto rapidamente – puntualizza l’accademico francese – che, in oltre l’80 per cento dei casi, i malati negli Stati Uniti hanno deviato l’uso della loro sigaretta elettronica per mettere prodotti oleosi contenenti Thc (il molecola attiva di cannabis)”. E poi afferma: “Le sigarette elettroniche non sono destinate alla combustione di sostanze oleose che uccideranno i polmoni. Deve essere chiaro: nessun prodotto legale è implicato in questa epidemia americana, nessuno”. Per questo, l’idea di vietare la sigaretta elettronica è “un’assurdità totale! È come se volessimo vietare la produzione di bicchieri, perché qualcuno è morto mentre beveva acqua ragia in un bicchiere”.
Ma il danno di questi due mesi estivi, del combinato disposto delle dichiarazioni dell’Oms, della gestione dell’epidemia da parte delle istituzioni sanitarie americane, fino alle esternazioni del presidente Trump sarà, secondo Dubois, enorme. “Le persone che stavano per sostituire il fumo con la sigaretta elettronica esiteranno. Peggio ancora, alcuni abbandoneranno l’e-cigarette e torneranno al tabacco, che li ucciderà. Avremo migliaia di morti a causa di questo episodio”. E poi conclude: “Il tabacco uccide la metà dei suoi fedeli consumatori, è il prodotto peggiore, il più pericoloso prodotto in vendita. Non bisogna sbagliare il nemico”. E cioè: non bisogna fare la guerra alla sigaretta elettronica, lasciando campo libero al fumo.

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