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Public Health England in campo per difendere la sigaretta elettronica

L'agenzia sanitaria britannica: "In nessuna circostanza è meglio per la salute continuare a fumare che passare al vaping".

Con il tradizionale mese di campagna antifumo alle porte e l’ondata di panico sulla sigaretta elettronica che, partita dagli Stati Uniti, sta lambendo anche i Paesi europei, Public Health England scende in campo per sgombrare il campo da dubbi e timori. Da alcuni anni la campagna Stoptober, coordinata dall’agenzia sanitaria esecutiva del Ministero della salute britannico, si avvale della collaborazione delle associazioni di categoria del vaping e consiglia apertamente ai fumatori di passare alla sigaretta elettronica come alternativa al fumo. Medici, operatori sanitari, centri antifumo, produttori di liquidi e negozi specializzati uniscono gli sforzi per trenta giorni con l’obiettivo comune di ridurre il numero dei tabagisti. E con buoni risultati.
Anche per questo da ieri sul profilo Twitter ufficiale di Public Health England sono stati pubblicati una serie di messaggi, volti a rassicurare i vaper e i fumatori che potrebbero passare all’e-cigarette, ribadendo i punti fermi della sua posizione. “Il nostro parere sulle sigarette elettroniche rimane immutato: il vaping non è completamente esente da rischi ma è molto meno dannoso del fumo di tabacco, – si afferma – in nessuna circostanza è meglio per la salute continuare a fumare che passare al vaping”. L’intervento è corredato da un articolo dello scorso febbraio pubblicato sul sito governativo di Phe, in cui si sfatano sette pervicaci miti sulle sigarette elettroniche. per esempio che svapare causa il “popcorn lung”, la bronchiolite obliterante causata dal diacetile; o che non si sa cosa contengono i liquidi perché non esiste una regolamentazione; o ancora che la nicotina delle sigarette elettronica fa male; o che il vapore passivo sia dannoso, che la sigaretta induca al fumo o non serva a smettere di fumare. Insomma, tutto il corollario di fantasiose accuse contro il vaping che non ha mai trovato un serio riscontro nelle evidenze scientifiche.
Nel Regno Unito – come in tutta Europa e anche in Italia, aggiungiamo – “la qualità e la sicurezza dei prodotti per sigarette elettroniche – spiega sempre Public Health England sul suo profilo Twitter – è strettamente regolamentata”. “È importante – continua Phe – consumare liquidi regolamentati e non correre rischi svapando liquidi fatti in casa o illegali o aggiungendo sostanze, che potrebbero essere dannose”. Cioè quello che, a quanto si sa fino ad oggi, sta causando l’esplosione di gravi malattie polmonari negli Stati Uniti.
Le istituzioni sanitarie britanniche sono determinate a raggiungere l’obiettivo dichiarato nel Libro Verde del Ministro della salute Matt Hancock: sconfiggere il fumo entro il 2030. Nel Regno Unito il tabacco è ancora responsabile di una morte su sei, un prezzo che il Paese non vuole più pagare. “Il fumo uccide migliaia di persone ogni anno – scrive ancora Phe – e una delle nostre priorità è creare una generazione di non fumatori è una delle nostre priorità”. E poi conclude: “La sigaretta elettronica comporta una frazione del rischio del fumo e aumenta le probabilità di riuscire a smettere rispetto alla sola forza di volontà. Prima riuscirai a smettere di fumare completamente, meglio sarà”.

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