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Studio Usa, topi bombardati con l’equivalente di 450 anni di svapo a secco

Lo pneumologo Dautzenberg critica aspramente il lavoro americano che associa sigaretta elettronica e cancro al polmone.

Ancora polemiche e reazioni allo studio condotto da un’équipe dell’Università di New York su topolini da laboratorio, che avrebbe evidenziato l’insorgenza di tumori al polmone e alla vescica dopo la prolungata esposizione (di tutto il corpo) al vapore prodotto da sigaretta elettronica con nicotina. Dopo Fabio Beatrice e i docenti inglesi John Britton e Peter Hajek, è lo penumologo francese Bertrand Dautzenberg a rilevare i pesanti limiti della ricerca.
Tang&Lepor (i principali autori, ndr) – scrive il medico – esponendo dei topi (una specie sensibile al cancro al polmone) all’equivalente di 450 anni di utilizzo della sigaretta elettronica, in modalità di surriscaldamento e dunque con aldeide cancerogena e acroleina (odore di bruciato), trovano che il 22% di essi ha sviluppato un adenocarcinoma”. Dautzenberg scherza e consiglia ai consumatori: “Non svapate a secco per più di 100 anni!”.
Un errore metodologico che, sempre secondo lo pneumologo, il team di ricerca ha già commesso in passato, con un altro studio che fece molto rumore, quello dei danni al Dna dell’epitelio polmonare. “Nel 2018 – spiega Dautzemberg – l’equipe di Tang&Lepor ha creato danni alle celluele dei topi surriscaldando dei liquidi e creando formaldeide e acroleina, e spiegando che erano dovuti alla decomposizione della nicotina in nitrosamina nei polmoni. Ma non è il colpevole giusto”.
Insomma, secondo lo penumologo francese, come altri suoi colleghi i risultati sono dovuti a condizioni estreme che non riproducono nemmeno lontanamente il normale utilizzo della sigaretta elettronica. Non solo. Da più parti si mette in guardia sul fatto che i risultati ottenuti dai test sugli animali, in particolare sui topi, non siano automaticamente traslabili sull’uomo. Ma in questo caso c’è di più. Dautzenberg cita infatti uno studio pubblicato nel 1996 sul giornale specializzato Toxicologic Pathology sui topi FVB/N, quelli utilizzati nello studio. Si tratta di un ceppo di topo sviluppato negli anni ’70 per gli esami di laboratorio, soprattutto per la ricerca transgenica. Lo studio in questione si intitola “Lesioni spontanee nei topi FVB/N con l’invecchiamento” e rileva che il 20% di questi topi sviluppa spontaneamente il cancro al polmone dopo un anno di vita, il 55% per cento dopo due.
Nello studio americano i topi sono stati esposti al vapore per 54 settimane, cioè per oltre un anno. E infatti Il medico francese conclude: “Tang sceglie questo topo per esporlo all’equivalente di 450 anni di svapo surriscaldato e, da un 22,5% di topi con il cancro, conclude che è la sigaretta elettronica a causarlo. Non è vero!

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