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Lotta al fumo, sigaretta elettronica: maggiore efficacia e meno costi anche per sanità

Secondo una ricerca inglese, l'e-cig non solo è più efficace delle terapie sostitutive con nicotina, ma comporta anche un risparmio per lo Stato.

Utilizzare le sigarette elettroniche come ausilio per smettere di fumare, associate ad un sostegno comportamentale standard, nei centri antifumo inglesi è probabilmente più conveniente che utilizzare le terapie sostitutive a base di nicotina”. Lo stabilisce una ricerca pubblicata sul sito della rivista specializzata Addiction e condotta da 13 accademici britannici – fra cui spiccano i nomi di Peter Hajek e Lynne Dawkins – l’americano Maciej Goniewicz e Louise Ross, ex direttrice dello Stop smoking centre di Leicester. Questo lavoro dimostra fra l’altro che, mentre mezzo mondo perde il senno inseguendo le notizie (vere e false) provenienti dagli Usa, il Regno Unito è fermamente intenzionato a continuare ad avvalersi della sigaretta elettronica per combattere il fumo.
Lo studio di partenza è quello ormai molto noto pubblicato sul New England Journal of Medicine lo scorso gennaio. Sui suoi risultati, è stata elaborata una analisi dei costi su un periodo di 12 mesi e su quello di un’intera vita, dalla prospettiva del Servizio sanitario nazionale e dei Servizi sociali alla persona. In pratica si è cercato di capire se alle autorità sanitarie pubbliche convenisse dal punto di vista economico puntare sull’e-cigarette o su altri strumenti, mettendo sulla bilancia costi e benefici per la salute. L’analisi a 12 mesi viene da una prova controllata randomizzata, mentre per quella più a lungo termine ci si è basati su un modello. La misurazione è avvenuta in base a standard internazionali.
Il setting della ricerca è stato fornito da tre Centri anti-fumo inglesi, presso i quali si sono recati 886 fumatori in cerca di aiuto per smettere di fumare. I partecipanti sono stati divisi casualmente in due gruppi: 439 hanno ricevuto una sigaretta elettronica per principianti e i restanti 447 terapie sostitutive a base di nicotina. Entrambi i gruppi hanno ricevuto sostegno comportamentale standard. Dopo un anno aveva smesso di fumare il 18 per cento di chi aveva utilizzato l’e-cig e il 9,9 per cento di chi aveva usato altre terapie.
Ma questo era già noto. Quello che questo studio aggiunge è che, nelle stesse condizini di utilizzo, la sigaretta elettronica garantisce un migliore rapporto fra costi e benefici rispetto alle altre terapie a base di nicotina. Quindi, secondo questa analisi, ad una maggiore efficacia per il fumatore che vuole smettere, corrisponde anche una convenienza economica per la sanità pubblica.

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