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Sigarette elettroniche, resoconto della Commissione europea: nessun caso simile agli Usa

È quanto si legge nel resoconto di un incontro fra la DG Salute della Commissione europea e gli Stati membri. Sul tavolo anche la questione aromi.

Un giro di tavolo ha rivelato che finora nessun caso simile a quelli accaduti negli Stati Uniti è stato riportato nell’Unione europea (a eccezione di un caso “importato” riguardante un cittadino americano)”. A riferirlo il resoconto, pubblicato in questi giorni, di un incontro fra la Direzione generale per la salute della Commissione europea e gli esperti nazionali del controllo del tabacco. Il meeting si è svolto lo scorso 15 ottobre a Bruxelles con l’obiettivo di fare il punto sulla Direttiva europea sui prodotti del tabacco (Tpd) e affrontare il tema della crisi di malattie polmonari in corso negli Usa. Per l’Italia erano presenti funzionari del Ministero della salute.
Gli Stati membri – si legge nel documento – hanno relazionato sulle misure prese a livello nazionale, in seguito agli incidenti e alle morti legati all’uso di sigarette elettroniche negli Stati Uniti (…). Nessun caso simile a quelli accaduti negli Usa è stato riportato nel Rapex (Rapid Alert System) o nel Icsms (Information and Communication System for Market Surveillance“, i due strumenti messi a disposizione dalla Commissione europea.
Il resoconto contiene anche un passaggio non proprio rassicurante sugli aromi, intesi come ingredienti che conferiscono ai liquidi un gusto diverso da quello di tabacco. “È stato ricordato agli Stati membri – si legge – che rimane nelle loro facoltà la regolamentazione (compreso il divieto) degli aromi. Gli Stati membri possono anche utilizzare le disposizioni dell’articolo 24(3) della Tpd e applicare le misure della normativa per i medicinali”. “Alcuni Stati membri – conclude il documento – hanno già attuato un divieto per gli aromi e altri stanno valutando se farlo. Uno Stato membro ha presentato l’esperienza e l’approccio del suo Paese nell’attuazione del divieto per gli aromi”.
Per il resto dell’incontro si è discusso principalmente dell’applicazione della Tpd nei singoli Stati, degli obblighi spettanti all’industria (per esempio raccogliere informazioni su eventuali effetti collaterali e prendere misure correttive nel caso un prodotto si rivelasse non sicuro) e della pubblicità, con particolare attenzione ai Paesi che ospitano le gare di Formula 1 e del MotoGP. La discussione continuerà nel prossimo incontro, calendarizzato per l’inizio del 2020.

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