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UK, sigarette elettroniche: il caso di polmonite è solo un episodio allergico

Fa discutere il caso studio pubblicato su una rivista pediatrica, ma gli esperti rassicurano: condizioni rare dovute a allergie individuali.

Un caso di studio pubblicato sulla rivista Archives of Disease in Childhood sta facendo molto discutere. Un gruppo di medici pediatri britannici riporta il caso non recente di un sedicenne che ha sviluppato una polmonite da ipersensibilità, che potrebbe essere stata causata da una risposta immunitaria esagerata ad una delle sostanze presenti nei liquidi per sigarette elettroniche. Dunque una reazione severa dovuta ad una ipersensibilità individuale. Il giovane era stato ricoverato con febbre, tosse persistente e difficoltà respiratorie. La diagnosi iniziale era stata quella di asma e la terapia applicata non aveva sortito alcun effetto e aveva, anzi, peggiorato le condizioni del ragazzo. Durante il ricovero, però, il giovane ha rivelato di aver utilizzato la sigaretta elettronica e gli esami del sangue hanno rilevato un numero maggiore di anticorpi verso uno dei due liquidi utilizzati. Dopo 14 mesi, riporta il caso di studio, i sintomi sono completamente spariti e le condizioni dei suoi polmoni sono tornate nella norma.
Gli stessi medici che riportano il caso ammettono di non poter concludere con certezza che la causa scatenante sia stato l’uso della sigaretta elettronica, ma questo non impedisce loro di concludere che “consideriamo la sigaretta elettronica molto più sicure del tabacco a nostro pericolo”. Considerazioni che il professor John Britton, direttore dello UK Centre for Tobacco and Alcohol Studies dell’Università di Nottingham, respinge con forza. “Il fumo uccide la metà dei fumatori, – dice – condizioni rare come quella descritta nello studio devono essere riconosciute, ma non c’è confronto: la sigaretta elettronica è molto meno rischiosa”.
Anche sul caso Britton ha dei commenti da fare. “Non è assolutamente chiaro – spiega – cosa è successo, ma sembra che si sia trattato di un’allergia verso una sostanza inalata. C’è stato un numero molto piccolo di casi di questa condizione riportati da svapatori nel mondo, quindi penso che possiamo concludere che succede, ma per fortuna molto raramente”. Qualcuno ricorderà forse un caso simile registrato nel 2018 a Pittsburg, quando una giovane donna sviluppò una condizione analoga. “L’eventocommentò allora il professor Fabio Beatrice dell’Ospedale S. Giovanni Bosco di Torinoè da inscriversi nel capitolo delle allergie, non certo delle sigarette elettroniche”.
Anche il dottor Nick Hopkinson, direttore medico della British Lung Foundation e docente presso l’Imperial College di Londra, solleva delle perplessità. “È possibile – dichiara – che la malattia del paziente sia dovuta a una reazione allergica a un componente del vapore di e-cigarette. Tuttavia in questo tipo di condizione è spesso difficile fare una diagnosi accurata o sapere con certezza quale sia stata la causa. Questo tipo di malattia polmonare può a volte insorgere spontaneamente senza nessun fattore scatenante”. E poi aggiunge: “In Gran Bretagna svapano 3,6 milioni di persone e l’uso fra i minori rimane basso. Se questo fosse un problema comune o un rischio significativo ci dovremmo aspettare molti più casi. Ma, a meno che non vi sia un grosso numero di altri casi nella stessa zona – che non sarebbe passato inosservato – questo caso sembra associato più a una allergia individuale che a una particolare sostanza tossica presente nel vapore di sigaretta elettronica”.
I due medici britannici ribadiscono la loro posizione sulla sigaretta elettronica. “Passando completamente dal fumo al vaping – dice Hopkinson – si riduce in maniera sostanziale il rischio per la salute, perché le sigarette elettroniche non contengono tabacco e qualsiasi componente dannosa è presente a livelli molto inferiori. Chi ha fatto il passaggio, nel lungo periodo dovrebbe cercare di smettere anche col vaping, ma non a costo di ricadere nel fumo e i non fumatori non dovrebbero iniziare a svapare”. Lo stesso consiglio espresso da Britton: “Se fumate, passate alla sigaretta elettronica; se non fumate non svapate”. Ricordando anche che in Gran Bretagna, come in Italia, l’uso della sigaretta elettronica è vietato ai minori.

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