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Le sigarette elettroniche non rinormalizzano il fumo fra i minori

Nuovo studio britannico su ragazzi di 14 e 15 anni: la diffusione del vaping non cambia la percezione del danno del tabacco.

La diffusione della sigaretta elettronica nel Regno Unito non sta rinormalizzando il fumo fra i giovani. Detto in altre parole, non sta rendendo il consumo di tabacco socialmente accettabile, rendendo quindi possibile che il fumo si diffonda fra le nuove generazioni. A dirlo è uno studio qualitativo britannico, condotto dell’ambito di una più ampia valutazione dell’impatto delle norme previste dalla Direttiva europea sui prodotti del tabacco (Tpd) sul fumo e l’uso dell’e-cigarette fra i giovani. Il lavoro, finanziato dal National Institute for Health Research, è stato coordinato da Rachel Brown della Cardiff Metropolitan University e sarà pubblicato nel numero di gennaio 2020 dell’International Journal of Drug Policy.
Non è la prima volta che i ricercatori britannici si occupano di questa questione, spesso addotta come giustificazione a politiche restrittive sul vaping. Lo scorso aprile uno studio simile, e con simili risultati, si occupò di analizzare le reazioni dei giovani nel periodo pre Tpd, fra il 1998 e il 2015. Fra gli autori vi era Linda Bauld dell’Università di Edimburgo, che ha dato il suo contributo anche a questa nuova ricerca. In questo nuovo lavoro sono state condotte 21 interviste di gruppo su ragazzi di 15 e 16 anni in Galles, Inghilterra e Scozia, nel 2017, il periodo in cui finiva il periodo di transizione ed entrava pienamente in vigore la Tpd.
I risultati mostrano che gli intervistati fanno una netta differenza fra il tabacco e le e-cigarette, che preferiscono chiamare con il termine “vapes”. L’uso sperimentale o occasionale era abbastanza comune in contesti sociali, mentre l’uso regolare al di fuori di queste situazioni era largamente disapprovato, tranne che allo scopo di smettere di fumare. “L’aumento della diffusione della sigaretta elettronica – scrivono gli autori – non aveva impatto sulle opinioni fortemente negative riguardo il fumo, né riduceva la percezione del danno da esso causato, con un livello di disapprovazione che rimaneva alto”.
Dunque, concludono gli autori, i risultati dello studio in questione non offrono alcuna conferma a chi sostiene che il vaping possa rinormalizzare il fumo fra i giovani. Questo, almeno, nel Regno Unito, dove sono state adottate politiche pubbliche sensate, che hanno da subito presentato la sigaretta elettronica come uno strumento per aiutare i fumatori a smettere.

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