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Quanti fumatori e svapatori in Cina? Lo pianifica il partito

È la capitale mondiale dell’industria del vaping. Ma, nonostante questo, negli ultimi tempi l’amministrazione della metropoli di Shenzhen sta stringendo il cappio attorno alla sigaretta elettronica. Nell’ambito della sua campagna “città senza fumo”, l’amministrazione ha annunciato il divieto di vendita di prodotti a base di tabacco e nicotina entro 50 metri dalle scuole primarie e medie. Una misura che potrebbe anche essere vista in ottica di prevenzione e di tutela dei minori, se non fosse che presto sarà avviata anche una analoga campagna che riguarderà le famiglie e le abitazioni private. Sì, perché in Cina è possibile anche questo: pianificare il numero dei fumatori e degli svapatori a secondo della volontà del Partito Comunista di Xi Jinping. L’obiettivo è dimezzare il numero dei nuclei familiari che hanno al loro interno almeno un fumatore. Il programma si chiama “famiglie senza fumo” e verrà attuata nell’arco dei prossimi tre anni quando dovrebbero essere ridotte del 50% rispetto ai dati del 2018.  Shenzhen è rinomata per la produzione di circa il 95% delle sigarette elettroniche del mondo e ospita la più importante e partecipata fiera internazionale di settore.

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