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Conclusa la Cop9: nuovo fondo per finanziamenti esterni al settore sanità

La Conferenza sul tobacco control si è occupata soprattutto di fondi. Donazione di 130 mila euro dal Ministero della salute italiano.

Si è appena conclusa, con un giorno di anticipo, la nona Conferenza delle parti della Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’Oms. Lo si è appreso questa mattina dal profilo Twitter ufficiale dell’Fctc ed è appena stato poi confermato dal presidente della Cop9, l’ambasciatore iraniano Esmaeil Baghaei Hamaneh in diretta streaming. Dunque le uniche parti visibili al pubblico dell’incontro sono stati i discorsi di apertura e di chiusura della presidenza e del capo del segretariato, la brasiliana Adriana Blanco Marquizo. Quest’anno per la prima volta la Conferenza è stata aperta ai media, quelli che sono stati ammessi. Rimane comunque un po’ poco per una organizzazione che avrebbe forse il dovere ad una maggiore trasparenza. Ma l’Fctc giustifica l’estrema riservatezza con la necessità di proteggersi dall’interferenza dell’industria del tabacco, come ha ripetuto più volte Blanco Marquizo.
Il principale risultato di questa Cop svolta in modalità virtuale è stata l’adozione della “Declaration on Who Fctc and recovery from the covid-19 pandemic”, proposta dalla Repubblica Islamica dell’Iran, che – spiegano le dichiarazioni ufficiali – “sottolinea la necessità di proteggere le politiche di salute pubblica dagli interessi commerciali dell’industria del tabacco e che le misure di controllo del tabacco, in particolare gli aumenti delle tasse sul tabacco, dovrebbero essere parte integrante degli sforzi di recupero dalla pandemia”.
Via libera anche al nuovo fondo d’investimento di cui abbiamo riportato ieri, che consentirà all’Fctc di raccogliere contributi finanziari al di fuori del tradizionale settore sanitario, istituendo un fondo di investimento capitale per sostenere le attività della Convenzione e dare stabilità finanziaria. Porte aperte, dunque agli interessi più disparati, purché non siano quelli dell’industria del tabacco e di chi l’Fctc considera affini. Questi fondi si aggiungeranno a quelli che provengono dalle parti, cioè dai Paesi, che aderiscono alla Convenzione.
Il delegato dell’Unione europea Filip Borko ha colto l’occasione per far sapere che il Ministero della salute italiano ha messo a disposizione una donazione di 130 mila euro per finanziare il lavoro del Gruppo di esperti sugli articoli 9 e 10 della convenzione. Vale a dire: regolamentazione della composizione dei prodotti del tabacco (9) e regolamentazione delle informazioni che devono figurare sui prodotti del tabacco (la traduzione è quella che si trova sul sito dell’Istituto superiore di sanità, ndr).
Durante la chiusura dei lavori è stata anche approvata la candidatura di Panama ad ospitare la Cop10 del 2023. È qui, dunque che si ritroveranno le parti sotto la presidenza dell’eSwatini (ex Swaziland) nell’Africa meridionale, coadiuvata da Oman, Olanda, Uruguay, Sri Lanka e Australia che copriranno gli altri posti nella Conferenza. Ci sarà anche Adriana Blanco Marquizo, rieletta a capo del Segretariato dell’Fctc, che nel discorso ha mostrato il suo entusiasmo per le nuove possibilità di finanziamento che si apriranno, continuando a professare cieca fiducia nella Convenzione come soluzione contro la diffusione del tabacco.
Insomma, da quanto appare finora e a meno di clamorose sorprese nei documenti che verranno pubblicati nei prossimi giorni, sembra che in questa Cop9 l’Fctc si sia occupato molto della sua sopravvivenza. Per portare avanti le ragioni della riduzione del danno da fumo e dei fumatori, tutto pare rimandato al 2023.

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