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Eurobarometro 2024: il 3% degli europei usa la sigaretta elettronica

Secondo l'ultima indagine a livello continentale i dispositivi preferiti rimangono quelli aperti e i liquidi con aromi fruttati.

È pari al 3% la proporzione dei cittadini europei che usa la sigaretta elettronica, a fronte di un tasso di fumatori di sigarette tradizionali che si attesta al 24%. Sono i dati riportati dall’ultimo Eurobarometro, il 539, sul consumo di tabacco e prodotti correlati della popolazione europea. L’indagine della Commissione europea è stata condotta fra maggio e giugno del 2023, è stata pubblicata ieri e rappresenta il quadro più aggiornato per il nostro continente.
Come detto, il 3% degli europei dichiara di utilizzare la sigaretta elettronica, mentre l’8% l’ha provata almeno una o due volte. È un dato che si ricava dalla media di situazioni nazionali molto diverse: in Estonia, Lituania e Francia l’uso è rispettivamente al 9%, 8% e 7%, mentre arriva all’1% in Romania, Ungheria, Svezia e Finlandia o addirittura al di sotto in Portogallo. L’Italia è nettamente nella media con il 3% di consumatori. A fare un uso quotidiano della sigaretta elettronica sono è soprattutto chi consuma liquidi con nicotina (55%), mentre solo il 14% di chi svapa senza nicotina la utilizza ogni giorno.

Atomizzatori generici (foto d’archivio)

I dispositivi preferiti rimangono quelli con tank ricaricabile, scelti dal 77% degli utilizzatori. Una percentuale minore ma importante, il 41%, usa e-cig monouso, mentre il 40% sceglie dispositivi ricaricabili con cartucce pre-riempite. L’uso è più probabile nella fascia di età che va dai 15 ai 39 anni (fascia per la verità piuttosto ampia, che magari sarebbe stato utile dettagliare meglio), pari al 5-6%, e meno fra chi ha più di 40 anni (2-3%). Gli aromi preferiti nei liquidi per gli utilizzatori regolari (quotidiani o almeno settimanali) si rivelano ancora una volta quelli fruttati (48%, in aumento di cinque punti), seguiti da quelli al tabacco (38%, in calo di 2 punti), da quelli a menta e mentolo (31%) e infine da quelli dolci come caramella, cioccolato e vaniglia (20%). Nelle analisi nazionali l’Italia risulta invece ultima per la scelta di liquidi al gusto di frutta (14%) e menta e mentolo (13%) e seconda, dopo la Grecia, nell’uso di quelli al tabacco (58%)
Perché gli europei usano la sigaretta elettronica? Il 36% degli intervistati dichiara di averlo fatto per smettere di fumare o per ridurre il consumo di tabacco; il 30% perché lo facevano gli amici e il 28% perché la ritiene meno dannosa del fumo. Fra le motivazioni seguono l’apprezzamento dei gusti, il fatto che siano meno care del tabacco, che siano attraenti, che si possano usare dove è vietato fumare e siano socialmente più accettabili del fumo.
L’indagine ha anche chiesto se la sigaretta elettronica e gli altri strumenti simili hanno effettivamente aiutato i fumatori. Nel complesso la metà degli utilizzatori, il 50%, dichiara di aver smesso di fumare o di aver ridotto il consumo di tabacco. Più in dettaglio è il 21% degli intervistati ad aver abbandonato completamente il tabacco, il 23% ne ha ridotto il consumo e il restante 6% ha smesso di fumare per un po’ e poi ha ricominciato. Un altro dato che emerge dall’indagine europea è che la sigaretta elettronica e gli altri prodotti a rischio ridotto non risultano attrattivi per chi non li ha mai provati: solo il 5% degli europei che non ha mai svapato trova l’e-cig allettante, mentre solo il 3% pensa lo stesso dei riscaldatori di tabacco e l’1% delle bustine di nicotina.
Secondo la rete di associazioni dei consumatori di sigarette elettroniche World Vapers’ Alliance, questo Eurobarometro rivela il fallimento dell’approccio dell’Unione Europea in vista dell’obiettivo di contenere il tasso dei fumatori sotto il 5% entro il 2030. “Con il trend attuale – dichiara il direttore Michael Landl – raggiungeremo questo tasso solo nel 2100, settant’anni dopo la data prefissata”. Secondo Landl è necessario un netto cambio di rotta. “Prendendo di mira ostinatamente i prodotti per la riduzione del danno invece di concentrarsi sul problema reale – conclude – l’Ue non solo sta fallendo, ma sabota attivamente gli sforzi per la salute pubblica. Questo approccio disastroso deve finire subito. Invece di combattere prodotti come la sigaretta elettronica o le buste di nicotina, deve farli diventare una pietra angolare delle future strategie di salute pubblica. Altrimenti, la lotta contro il fumo sarà persa”.

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