Testata giornalistica destinata agli operatori del settore delle sigarette elettroniche - Registrazione Tribunale di Roma: 234/2015; Registro Operatori della Comunicazione: 29956/2017 - Best Edizioni srls, viale Bruno Buozzi 47, Roma - Partita Iva 14153851002

Parte l’indagine parlamentare sul mercato e la fiscalità delle sigarette elettroniche

Pubblicato nel Bollettino delle giunte parlamentari il programma delle audizioni che si terranno in Commissione finanze della Camera dei deputati.

Non soltanto le istituzioni e gli organi di controllo ma anche rappresentanti di categoria ed esperti di settore saranno ascoltati dalla Commissione finanze della Camera dei deputati in occasione dell’indagine conoscitiva sulla fiscalità e sul regime concessorio per la vendita al dettaglio dei prodotti del tabacco e dei prodotti da fumo di nuova generazione. Lo ha stabilito la presidenza della commissione dandone formale evidenza nel Bollettino delle giunte parlamentari. Si tratta del primo formale appuntamento che la politica dà alla filiera, riconoscendole così uno status di interlocutore riconosciuto, cosa mai avvenuta fino a ora.
Il programma deliberato dalla Commissione parte dal presupposto che “secondo un’indagine dell’istituto di ricerca Format Research, il 91,7 per cento dei cittadini reputa importante la presenza di una tabaccheria nella propria zona, con percentuali ancora più alte nei centri con popolazione fino a 5.000 abitanti. Ciononostante, nell’ultimo quinquennio circa 5 mila tabaccherie – quasi una su dieci – hanno cessato la propria attività. Il sistema di rivendite al dettaglio dei generi di monopolio – con riferimento ai tabacchi lavorati – è diretto ad assicurare la distribuzione sul territorio, sulla base di una pianificazione definita dagli Uffici territoriali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ed è considerato un servizio pubblico essenziale ai sensi della normativa vigente. A causa di fattori prevalentemente esogeni (crisi economica e politiche antitabagismo sempre più rigorose), l’area del commercio al dettaglio di generi di monopolio – in particolare le tabaccherie – è da tempo in costante flessione, più marcata nel corso degli ultimi vent’anni e solo in parte compensata dagli aumenti del prezzo di vendita al pubblico, che a loro volta hanno riflesso le modifiche nell’applicazione delle imposte indirette (IVA, accise)“. La Commissione, prende atto che “il mercato dei generi di monopolio sta cambiando” anche perché “i prodotti tradizionali del tabacco a combustione, in particolare le sigarette, perdono terreno a favore dei prodotti di nuova generazione che, in soli quattro anni, dal 2019 al 2023, hanno conquistato una percentuale di mercato che dal 4 per cento è balzata al 18 per cento. È da rilevare tuttavia che, a livello europeo, non esiste una regolamentazione unitaria dei prodotti alternativi. Ciò determina una disparità di tassazione che, secondo le stime della Commissione europea, incoraggia gli acquisti transfrontalieri e persino il contrabbando.
In considerazione dei comportamenti assunti dai consumatori e dei mutamenti nei trend di vendita, che hanno influito anche sul gettito fiscale, negli anni il legislatore italiano ha ridelineato il tax design dei prodotti da fumo. Già nel corso della XVII Legislatura, oltre a riformare la struttura e la misura della tassazione sui tabacchi lavorati, sono stati sottoposti ad accisa anche i tabacchi da inalazione senza combustione; è stata assoggettata a imposta di consumo la categoria dei prodotti succedanei, cioè i liquidi costituiti da sostanze diverse dal tabacco immessi nelle cosiddette sigarette elettroniche. La misura dell’imposta di consumo su tali categorie di prodotti è stata più volte rideterminata nel tempo. La legge di bilancio 2020 ha poi introdotto un’imposta di consumo sui prodotti accessori al consumo dei tabacchi da fumo, cioè i filtri e le cartine. Dal 1° maggio 2024 si applica un’imposta di consumo anche sui prodotti privi di nicotina destinati ad essere utilizzati come componenti della miscela liquida idonea alla vaporizzazione, volti a conferire un odore o un gusto ai prodotti liquidi da inalazione senza combustione.
In tale contesto – si legge sul Bollettino – appare utile verificare, attraverso lo strumento dell’indagine conoscitiva, se le circostanze richiamate consentano di mantenere l’integrità della filiera, con riguardo allo specifico interesse pubblico alla distribuzione efficace dei generi di monopolio; al contempo occorre analizzare l’evoluzione del tax design del settore nel corso degli anni, anche per verificarne la coerenza con le regole eurounitarie. Appare inoltre opportuno acquisire elementi di valutazione in ordine al fenomeno delle vendite illegali e di contrabbando, rilevato che – come segnalato dalla Federazione Italiana Tabaccai (Fit) – il mercato illegale dei prodotti da fumo e dei prodotti da inalazione ha prodotto un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro, con una perdita di gettito stimata pari a 620 milioni di euro per lo Stato ed a circa 120 milioni di euro per i tabaccai. Alla luce di tali considerazioni, l’indagine conoscitiva intende acquisire elementi di valutazione sulle condizioni del settore, con particolare riferimento alla struttura del sistema di tassazione e alla composizione del prezzo dei tabacchi e dei prodotti sostitutivi, nonché all’incidenza dei fenomeni di contrabbando, anche al fine di valutare l’opportunità di interventi normativi, di natura fiscale, idonei a mantenere un’adeguata copertura del servizio, anche eventualmente tenendo in considerazione le conseguenze di tali politiche sull’aggio e sulle altre componenti dei prezzi al dettaglio“.
L’indagine, che si concluderebbe entro il 31 dicembre 2024, si articolerebbe nel seguente programma di audizioni: Ministro dell’economia e delle finanze; rappresentanti dell’Agenzia delle entrate; rappresentanti dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli; rappresentanti delle organizzazioni sindacali; rappresentanti della Federazione italiana tabaccai (FIT); rappresentanti dell’Unione italiana tabaccai (UIT); rappresentanti dell’Assotabaccai; rappresentanti di altre associazioni di categoria ed operatori del settore; esperti del settore.

Articoli correlati