L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dall’11 al 17 agosto

La Germania è il mercato trainante in Europa per le sigarette elettroniche; intanto è inesorabile il calo dei consumi delle usa e getta.

GermaniaÈ il mercato tedesco a trainare il settore del vaping in Europa
È la Germania il mercato trainante in Europa per le sigarette elettroniche. Lo confermano i numeri più recenti dell’Ufficio federale di statistica Destatis, l’organo del governo tedesco che elabora i dati statistici del paese (il corrispettivo italiano dell’Istat). Si riferiscono al 2022, quando le vendite di sigarette elettroniche hanno raggiunto circa 600 milioni di euro, con aspettative di crescita continua anche nei due anni successivi. Nonostante l’introduzione graduale di una tassa sui prodotti del vaping, il costo che resta più basso rispetto alle sigarette a combustione è uno dei fattori del successo. A differenza delle sigarette tradizionali infatti, che hanno subìto un rialzo del 30%, i prezzi dei liquidi e delle pod sono rimasti sostanzialmente stabili negli ultimi anni, ad eccezione di un piccolo aumento del 5% registrato a luglio di quest’anno. La fascia di età con il maggior numero di utenti è quella tra i 25 e i 34 anni, la cui quota è pari al 27,3%.

La Germania si conferma locomotiva (a vapore) d’Europa

 

MalesiaLa Malaysian Vapers Alliance (MVA) esorta il governo ad adottare un approccio equilibrato verso il vaping
Con la nuova legge che regolerà il settore del vaping in fase di revisione finale presso la Camera del Procuratore generale – il Control of Smoking Products for Public Health Act 2024 (Act 852) – la Malaysian Vapers Alliance (MVA) esprime preoccupazione per il potenziale impatto di norme più restrittive sia sugli svapatori in generale, che in particolare sugli ex fumatori che hanno smesso di fumare passando all’e-cig. Secondo l’associazione, che promuove le politiche di riduzione del danno nel paese asiatico, l’ipotesi che sostanzia la nuova legge di classificare i prodotti per lo svapo nella stessa categoria delle sigarette, comprendendo misure severe come il divieto di esposizione dei prodotti per lo svapo, potrebbe spingere gli ex fumatori a tornare a fumare sigarette. E la MVA ha ricordato un sondaggio condotto lo scorso anno secondo il quale il 73,7 per cento degli svapatori in Malesia è costituito da ex fumatori. Khairil Azizi Khairuddin, presidente della Malaysian Vapers Alliance, ha sottolineato l’importanza di normative separate tra i prodotti da svapo e quelli da tabacco per prevenire una regressione nei risultati di salute pubblica e ha sottolineato come la nuova normativa comprometterebbe gli sforzi della sanità pubblica per ridurre i tassi di fumo. “Regolamentazioni severe che non distinguono tra svapo e fumo, come il divieto di esposizione di prodotti da svapo, potrebbero vedere molti svapatori, che hanno smesso con successo di fumare tabacco tradizionale, tornare alle loro vecchie abitudini“, ha detto Khairil Azizi Khairuddin, “esortiamo dunque il governo ad adottare un approccio equilibrato che riconosca il potenziale di riduzione del danno dello svapo e fornisca un ambiente di supporto per gli svapatori per stare lontani dal tabacco“. L’attuazione di normative severe, che non considerano questi fatti, potrebbe minare i progressi nella riduzione dei tassi di fumo nel paese.

Stati UnitiLa Fda propone numeri di tracciamento per le importazioni di sigarette elettroniche
La Food and Drug Administration degli Stati Uniti e il Dipartimento del Tesoro hanno annunciato la proposta di una norma che richiederà a un importatore di inviare il Submission Tracking Number (Stn) emesso dalla Fda dei prodotti del sistema di erogazione elettronica della nicotina (Ends) al sistema di importazione elettronico gestito dalla U.S. Customs and Border Protection, la struttura doganale degli Stati Uniti. Il nuovo requisito, secondo quanto affermato sul sito web della stessa Fda, aiuterà a semplificare il processo di revisione dell’ammissibilità dei prodotti Ends negli Stati Uniti.

ThailandiaGuerre di retroguardia, dal governo spinte a rafforzare il contrasto alle sigarette elettroniche
Dal governo thailandese si sollevano voci a favore di una nuova legge mirata per contrastare il settore del vaping. È stato il vice ministro alla Salute pubblica Thanakrit Jitareerat ha lanciare un appello in tal senso nel corso di una recente audizione all’ufficio della Commissione sanitaria nazionale. Per il vice ministro la diffusione del vaping è un fenomeno preoccupante e che va contrastato e l’attuale legislazione, che affida reponsabilità di controllo a varie agenzie che applicano misure in modo indipendente in base a leggi diverse, non è adeguata allo scopo.  Jitareerat ritiene il vaping una minaccia seria per la società (non gli alti tassi dei fumatori) e il presidente dell’ufficio della Commissione sanitaria nazionale Banjerd Singkaneti pare sulla stessa linea, avendo affermato che il governo dovrebbe perfezionare le leggi esistenti per fornire linee guida più chiare alle autorità, come il divieto di possesso di sigarette elettroniche, in modo che la polizia non abbia più margini per non intervenire. Nel frattempo l’incertezza legislativa fa volare il mercato del contrabbando: nel 2023, l’Ufficio per la tutela dei consumatori ha sequestrato 100.000 sigarette elettroniche illegali, rispetto alle 27.000 del 2020. C’è da scommettere che un eventuale divieto, oltre a pregiudicare politiche di riduzione del danno da fumo, faccia da ulteriore volano al mercato nero.

Gran BretagnaIl mercato agisce in maniera preventiva, crollano le richieste delle monouso
L’ormai probabile divieto delle vendite delle sigarette elettroniche monouso sta già incidendo sul declino del loro mercato. Secondo un rapporto di Better Retailing condotto nella prima decade di agosto, le preoccupazioni tra i rivenditori per l’imminente divieto di vendita di sigarette elettroniche usa e getta stanno diminuendo man mano che sempre più clienti si rivolgono a alternative riutilizzabili. È una tendenza che si sta registrando un po’ ovunque e particolarmente in quegli Stati dove i governi stanno discutendo leggi che in tempi brevi vieteranno le “usa e getta”. Sempre in Gran Bretagna, scondo uno studio di Action on Smoking and Health (Ash) il loro utilizzo nel primo semestre di quest’anno è diminuito dal 69 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un segnale in tal senso era confermato da dati in arrivo da pechino già il mese scorso, quando i numeri delle esportazioni cinesi segnavano un valore assoluto negativo. Di conseguenza anche le aziende stanno tornando a proporre sul mercato oggetti ricaricabili, sia batterie che cartucce con il liquido.

Sigarette elettroniche usa e getta, il tracollo è rapido e inesorabile

 

TaiwanLe autorità costrette a ribadire di non aver rilasciato ancora autorizzazioni per sigarette elettroniche o HTP
La Health Promotion Administration (HPA) taiwanese ha rilasciato un comunicato per avvisare fornitori e consumatori di non aver finora rilasciato alcuna approvazione per sigarette elettroniche o prodotti a base di tabacco riscaldato (HTP). L’avvertimento è stato necessario dopo che un filmato delle telecamere di sicurezza aveva mostrato un legislatore mentre utilizzava un riscaldatore di tabacco nei corridoi di una sede istituzionale. I nuovi prodotti a base di tabacco e nicotina richiedono a Taiwan l’approvazione da parte dell’HPA che, per restare ai riscaldatori di tabacco, ha ricevuto finora domande di autorizzazione da 12 aziende. Otto le ha respinte, quattro richieste sono ancora pendenti, per due di esse è stato richiesto un supplemento di informazioni. L’HPA ha un gruppo di esperti in tossicologia, salute pubblica e dipendenza per valutare le richieste di uso autorizzato degli HTP. La legge taiwanese è decisamente restrittiva (non solo verso gli HTP ma anche con le sigarette elettroniche) e punisce la fabbricazione, l’importazione, la vendita, la fornitura, l’esposizione o la pubblicità di nuovi prodotti a base di tabacco non autorizzati con una sanzione massima di 5 milioni di nuovi dollari taiwanesi (pari a quasi 141 euro), mentre gli utenti possono essere multati con 10.000 nuovi dollari taiwanesi (la sanzione è in questo caso di appena 30 centesimi di euro).

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