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Vietare le immagini o particolari parole sulle confezioni dei liquidi da inalazione per sigarette elettroniche è una limitazione alla libertà di parola. La Corte d’appello dell’Oregon ha scritto una pagina importante nella legislazione amministrativa americana: accogliendo il ricorso di una azienda di produzione ha quindi annullato le restrizioni statali. Una norma analoga a quella che insiste anche in Italia, dove nelle confezioni dei liquidi (sia pronti all’uso che da miscelare, ndr) non si possono utilizzare immagini che riproducono cibi, dolciumi o personaggi dei fumetti, così come non possono essere utilizzate parole che esulano dalla pura descrizione del gusto.
Anche in Oregon una legge approvata nel 2017 proibisce alle aziende del vaping di vendere prodotti “in un modo che sia attraente per i minori” affidando all’Oregon Health Authority (Oha) il potere di creare regolamenti specifici, così come in Italia è successo con l’Agenzia delle dogane e monopoli. L’elenco delle immagini proibite è molto simile a quello italiano. Si legge testualmente: “Cartoni animati; celebrità, atleti, mascotte, personaggi fittizi interpretati da persone o altre persone che potrebbero attrarre i minori; cibo o bevande che potrebbero attrarre i minori come caramelle, dessert, bibite, cibo o bevande con sapori dolci tra cui frutta o alcol; termini o parole descrittive per sapori che potrebbero attrarre i minori come aspro, piccante, dolce, fresco, fuoco, ghiaccio, acceso, piccante, scoppiettante, succoso, caramella, dessert, bibite, sapori dolci tra cui frutta o aromi alcolici; o la forma di qualsiasi animale, giocattolo commercialmente riconoscibile, attrezzatura sportiva o caramella commercialmente riconoscibile“. La decisione della corte d’appello invalida dunque tali regole, a meno che lo Stato non decida non decida di fare ricorso alla Corte suprema dell’Oregon e vinca in ultimo grado.
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