© Sigmagazine, rivista d'informazione specializzata e destinata ai professionisti del commercio delle sigarette elettroniche e dei liquidi di ricarica - Best edizioni srls, viale Bruno Buozzi 47, Roma - P. Iva 14153851002 - Direttore responsabile: Stefano Caliciuri - Redazione: viale Angelico 78, Roma - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma al numero 234/2015 - Registro Operatori della Comunicazione: 29956/2017
I fumatori che smettono di fumare, sia completamente che passando ad alternative come le sigarette elettroniche o i prodotti a tabacco riscaldato, riportano una sintomatologia respiratoria significativamente inferiore rispetto a chi continua a fumare. Questi sono i risultati di un nuovo studio condotto dal Coehar (Centro di eccellenza per l’accelerazione della riduzione del danno) dell’Università di Catania, Intitolato “Assessing the Italian version of the respiratory symptom experience scale (IT-RSES) in smokers and former smokers: a validation study” e pubblicato su Bmc Public Health.
“Passare dalle sigarette ad alternative a rischio ridotto come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato può portare a reali miglioramenti dei sintomi respiratori – ha affermato il professore Pasquale Caponnetto, autore principale dello studio – questo è un passo avanti fondamentale nelle strategie di riduzione del danno da tabacco”. Tra gli ex fumatori, coloro che utilizzavano prodotti senza combustione hanno riportato livelli di sintomatologia respiratoria paragonabili a quelli dei non fumatori. I risultati suggeriscono che tali alternative non peggiorano la salute respiratoria, se utilizzate come sostituti delle sigarette tradizionali.
Un elemento chiave dello studio è stata la validazione della versione italiana della Respiratory Symptom Experience Scale (IT-RSES), uno strumento clinico sensibile progettato per rilevare i primi segni di distress respiratorio nei fumatori. “Fino ad ora, non esisteva uno strumento validato in italiano per valutare sintomi respiratori lievi ma importanti nei fumatori – ha affermato la coautrice Graziella Chiara Prezzavento – L’IT-RSES colma questa lacuna e apre nuove opportunità per il monitoraggio clinico e la ricerca in sanità pubblica”.
“Questi risultati si aggiungono al crescente numero di prove che dimostrano che smettere di fumare, o passare a prodotti meno dannosi, può portare a benefici misurabili per la salute, anche a breve termine – ha aggiunto il professore Riccardo Polosa, autore senior dello studio e fondatore del Coehar – L’IT-RSES fornisce a medici e ricercatori uno strumento indispensabile per monitorare in modo affidabile questi miglioramenti”.
Anche la collaborazione internazionale è stata fondamentale per lo studio, come sottolineato dal coautore Saul Shiffman dell’Università di Pittsburgh: “La versione italiana dell’RSES rispecchia le prestazioni dello strumento originale in inglese, confermando che la valutazione dei sintomi respiratori è rilevante e applicabile in tutte le lingue e le culture. Rappresenta un passo importante verso la comparabilità della ricerca internazionale”.
Lo studio rafforza il potenziale ruolo dei prodotti più sicuri a base di nicotina, come i dispositivi per lo svapo e il tabacco riscaldato, nella riduzione dei rischi per la salute dei fumatori adulti e sottolinea l’importanza di strumenti validati per la misurazione degli esiti respiratori nella ricerca sulla riduzione del danno.



