L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Bruxelles, i ministri Ue chiedono stretta su sigarette elettroniche e nicotina

Pressioni sulla Commissione europea per rivedere con urgenza la normativa. E c'è chi addirittura chiede un divieto di vendita totale in tutta l'Unione.

I ministri della salute dell’Unione europea lanciano un appello deciso alla Commissione europea: servono nuove regole più rigide su sigarette elettroniche e sacchetti di nicotina. Durante il Consiglio Epsco (occupazione, politica sociale, salute e consumatori) tenutosi a Lussemburgo, i rappresentanti di numerosi Paesi membri hanno chiesto una revisione urgente della Direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd), ferma da oltre un decennio e ormai considerata inadeguata a fronte dell’esplosione sul mercato di nuovi prodotti a base di nicotina. La richiesta è stata inoltrata da Irlanda, Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna. “L’attuale direttiva non è più al passo con la realtà – ha dichiarato l’Irlanda – e le nuove abitudini di consumo impongono un intervento normativo tempestivo”.
Al centro del dibattito, le sigarette elettroniche usa e getta, i liquidi aromatizzati e le nicotine pouches.

Il ministro della salute belga Vandenbroucke

Tra gli interventi più duri, da segnalare quello del ministro della salute e vice primo ministro belga Frank Vandenbroucke che ha addirittura invitato gli Stati membri dell’Ue a vietare completamente la vendita di sigarette elettroniche in tutta Europa. “La Commissione Europea ha definito un programma aggressivo contro il cancro – ha spiegato Vanderbroucke – Riteniamo sia importante includere anche le sigarette elettroniche in questa campagna. Ciò che sta accadendo attualmente è preoccupante: l’industria del vaping sta rendendo una nuova generazione di giovani dipendenti dalla nicotina vendendo sigarette elettroniche con ogni tipo di aroma. Sembrano tutte salutari, ma in realtà sono pericolose e creano dipendenza”.
Come riportato da Ali Anderson su Claring The Air, la Slovenia ha messo in evidenza le difficoltà di far rispettare i divieti nazionali, mentre la Germania ha parlato di “risposta europea urgente” da costruire su basi legislative comuni. La richiesta dei Paesi membri non si ferma ai divieti sugli aromi: si punta anche a norme più stringenti sulla pubblicità, in particolare quella veicolata attraverso influencer e social media, e al divieto assoluto delle vendite a distanza transfrontaliere. Più ragionevole la posizione della Repubblica Ceca, che ha invitato a trovare un “equilibrio tra tutela dei giovani e sostegno agli adulti che cercano alternative meno dannose al fumo tradizionale”.
La Commissione europea ha riconosciuto le preoccupazioni: “Condividiamo l’urgenza della situazione”, ha affermato. Citando dati dell’Oms 2024, ha ricordato che oltre il 30% dei quindicenni europei ha già provato le sigarette elettroniche e uno su cinque le ha usate nell’ultimo mese.

Sacchetti di nicotina (nicotine pouches)

La Commissione ha inoltre ricordato la necessità di intervento nel 2023 quando ha vietato a livello Ue alcuni prodotti a tabacco riscaldato. Tuttavia, ha sottolineato che la regolamentazione delle bustine di nicotina e degli aromi è invece ancora di competenza nazionale. “Una valutazione complessiva è in corso – ha concluso – per garantire un accesso più sicuro e controllato ai nuovi prodotti e proteggere in particolare i giovani”.
La Francia ha definito “deplorevole” l’assenza di una proposta concreta da parte della Commissione, mentre la Romania ha ribadito che una direttiva aggiornata “rafforzerebbe significativamente la protezione della salute pubblica”. Cipro ha chiesto un potenziamento dei controlli a livello europeo e una maggiore condivisione dei dati tra gli Stati.
In attesa che Bruxelles concluda la revisione della Tpd, l’Europa resta divisa tra l’urgenza di tutelare i più giovani e l’esigenza di non ostacolare strumenti di riduzione del danno per chi vuole smettere di fumare. Il compromesso, ancora una volta, si giocherà nel delicato equilibrio tra libertà individuale e salute pubblica.

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