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Una nuova e autorevole revisione scientifica, pubblicata sulla rivista Addiction, getta luce su un tema di crescente interesse per medici, dentisti e fumatori: l’impatto dei prodotti a base di nicotina non combustibili sulla salute orale. Lo studio, intitolato “Oral health effects of non‑combustible nicotine products: a systematic review and network meta‑analysis of randomized controlled trials”, è stato condotto da un team internazionale composto da Giusy Rita Maria La Rosa dell’Università di Catania, Cinzia Del Giovane dell’Ospedale universitario di Modena e Reggio Emilia e dell’Università di Berna, Silvia Minozzi del Sevizio sanitario regionale del Lazio, Jan Kowalski dell’università di Varsavia, Iain Chapple dell’Università di Birmingham, Amaliya Amaliya dell’Università di Padjadjaran, Konstantinos Farsalinos dell’Università dell’Attica Occidentale e Riccardo Polosa, fondatore del Centro di eccellenza per l’accelerazione della riduzione del danno (Coehar) dell’Università di Catania.
Analizzando 36 studi clinici randomizzati controllati, 21 dei quali inclusi in una meta-analisi a rete, i ricercatori hanno confrontato sigarette elettroniche, gomme, spray alla nicotina e snus con placebo e trattamenti standard. Dai risultati emerge che nessuno dei prodotti a base di nicotina non combustibili ha causato effetti avversi gravi o costanti a carico della salute orale tali da scoraggiarne l’uso o limitarne l’efficacia nel processo di disassuefazione dal fumo. Gli effetti collaterali, quando presenti, si sono rivelati lievi, autolimitanti e simili a quelli del placebo. Tra questi: secchezza delle fauci, afte, irritazioni leggere, disturbi che gli autori attribuiscono non alla nicotina in sé, ma alla modalità di somministrazione, come la masticazione o l’inalazione.
“Non è stata trovata alcuna chiara evidenza di danni orali severi”, scrivono infatti i ricercatori, sottolineando come gli eventi avversi raramente abbiano portato all’interruzione del trattamento. Le gomme, ad esempio, sono risultate leggermente più associate ad afte; gli spray, a irritazioni orali; mentre lo snus ha mostrato qualche segnale di fastidio in alcuni casi. Tuttavia, gli effetti sono risultati variabili e mai clinicamente rilevanti. Il messaggio chiave è che questi prodotti a rischio ridotto come la sigaretta elettronica sembrano offrire un’alternativa molto più sicura rispetto al fumo tradizionale, almeno per quanto riguarda l’impatto su gengive, mucosa e altri tessuti orali. Un dato particolarmente importante se si considera che il fumo combustibile è una delle principali cause di malattie parodontali, lesioni orali e cancro del cavo orale.
Oltre alla valutazione del rischio, lo studio offre anche indicazioni pratiche per i professionisti sanitari: ad esempio, evitare gomme alla nicotina nei pazienti con dolori mandibolari o consigliare spray a chi non gradisce vaporizzatori. Il suggerimento è chiaro: personalizzare la scelta del prodotto in base alle esigenze cliniche e alle preferenze del paziente può migliorare l’aderenza al trattamento e favorire la riduzione del danno. Gli autori evidenziano, però, anche i limiti dell’analisi: molti studi – spiegano – sono di piccole dimensioni e si basano su sintomi auto-riferiti. La certezza complessiva delle evidenze viene quindi giudicata bassa. Tuttavia, la coerenza dei risultati attraverso differenti prodotti e studi rafforza l’idea che i prodotti a base di nicotina non combustibili siano generalmente sicuri e ben tollerati per i tessuti orali, in netto contrasto con i danni causati dal fumo combustibile.
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