L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 22 al 28 giugno

Uno studio Usa smentisce ancora il gateway effect ma 12 Paesi europei chiedono alla commissione una stretta sulle sigarette elettroniche. Il Coehar in Indonesia per parlare di riduzione del danno.

UsaStudio, il vaping non è la porta d’ingresso al fumo per i minori
Una nuova ricerca americana smentisce la teoria del gateway effect, secondo cui l’uso della sigaretta elettronica spingerebbe i giovani verso il fumo tradizionale. Lo studio, intitolato “Adolescent Behaviors and Experiences Survey” e condotto da Arielle Selya e Sooyong Kim di Pinney Associates e Raymond Niaura della Scuola di salute pubblica della New York University,  analizza i dati di 7.700 adolescenti e rivela che il passaggio inverso – dal fumo allo svapo – è statisticamente più probabile. Entrambi i comportamenti – scrivono gli autori – derivano da fattori di rischio comuni (come consumo di alcol o cannabis) piuttosto che da un rapporto causa-effetto. Attraverso analisi multivariate e cross-validazioni, i ricercatori dimostrano che i modelli che partono dal fumo per prevedere il vaping classificano meglio i comportamenti giovanili rispetto all’ipotesi contraria. Lo studio critica l’approccio riduzionista nelle ricerche precedenti, sottolineando come un’analisi più ampia dei fattori correlati (salute mentale, contesto familiare) possa evitare conclusioni fuorvianti. Gli autori invitano a rivedere le politiche di prevenzione, puntando su screening più accurati e interventi multifattoriali. La ricerca è stata  pubblicata su Drug and Alcohol Dependence e Sigmagazine ne offre una sintesi ampia.

Studio smentisce effetto gateway: sigaretta elettronica non porta i minori al fumo

IrlandaVaper in protesta simbolica alla conferenza Oms: date voce ai consumatori
Con il nastro adesivo sulla bocca, i manifestanti della World Vapers’ Alliance (Wva) hanno simbolicamente denunciato la loro esclusione dal dibattito durante la Conferenza mondiale sul controllo del tabacco a Dublino. I consumatori vengono sistematicamente ignorati e messi a tacere su decisioni che impattano sulla loro salute, ha dichiarato Michael Landl, direttore dell’associazione, chiedendo politiche equilibrate che proteggano i giovani senza ostacolare chi vuole smettere di fumare. La protesta riflette le critiche all’approccio restrittivo dell’Oms nei confronti della riduzione del danno, che ora punta al divieto dei prodotti con nicotina aromatizzati, minacciando i progressi finora raggiunti. “I prodotti con nicotina alternativi al fumo possono salvare vite, se accompagnati da regolamentazioni di buon senso, basate sull’evidenza scientifica”, ha detto Alberto Gómez Hernández, responsabile delle politiche e dell’advocacy di Wva. La richiesta, in vista della Cop11 di Ginevra, è di garantire una reale inclusione dei consumatori nelle politiche di controllo del tabacco.

Consumatori di sigarette elettroniche protestano alla Conferenza sul tobacco control

Regno UnitoTensioni commerciali Washington-Pechino spingono le sigarette elettroniche cinesi verso il mercato britannico
Le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti potrebbero portare a un’ondata di sigarette elettroniche cinesi a basso costo nel Regno Unito, secondo un’analisi del Guardian, giacché i produttori asiatici sono alla ricerca di alternative dopo che i dazi statunitensi al 60% hanno reso meno accessibile il mercato americano. L’industria cinese del settore, valutata attorno agli 11 miliardi di dollari, sta affrontando pressioni crescenti a causa delle restrizioni interne e della riduzione degli ordini dagli Usa, spingendo i produttori a puntare sul Regno Unito, ha spiegato al quotidiano inglese Deborah Arnott dell’University College di Londra. Steve Shaowei Xu, esperto del settore, sottolinea che l’industria cinese è “sofisticata e reattiva” e troverà soluzioni per sopravvivere, incluso lo spostamento della produzione all’estero a lungo termine.

IndonesiaPrima conferenza Asia-Pacifico, scienziati a confronto su riduzione del danno da fumo
Per la prima volta in Indonesia, la Padjadjaran University di Bandung ha ospitato la Conferenza Asia-Pacifico su fumo e riduzione del danno, promossa dal Coehar, il Centro di eccellenza per l’accelerazione della riduzione del danno di Catania. L’evento ha riunito esperti e istituzioni per discutere strategie basate sulla scienza. Tra i relatori, il governatore di Giava Occidentale Dedi Mulyadi e il rettore Arief Sjamsulaksan Kartasasmita, mentre il fondatore del Coehar Riccardo Polosa ha sottolineato l’urgenza di politiche innovative in un Paese che negli ultimi dieci anni ha visto il numero dei fumatori aumentare fino a 8,8 milioni. Sul palco, il direttore del Coehar Giovanni Li Volti ha evidenziato l’importanza del confronto scientifico, mentre sono stati presentati progetti targati Coehar come Replica, che ha stabilito nuovi standard nella ricerca sulla tossicità comparata, e lo Smile Study, sugli effetti del passaggio a prodotti alternativi. “La risposta è stata straordinaria – ha detto Polosa – in Indonesia servono dati e dialogo per cambiare le abitudini”. La conferenza ha consolidato il ruolo del Coehar come ponte tra ricerca e istituzioni, rilanciando l’impegno per una società senza fumo.

Conferenza Asia-Pacifico: la riduzione del danno da fumo al centro del cambiamento

 

UeMinistri della Salute di 12 Paesi europei chiedono stretta su e-cig e sacchetti di nicotina
Dodici Paesi Ue hanno sollecitato alla Commissione europea un urgente aggiornamento della direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd), ritenuta ormai superata dall’arrivo sul mercato di sigarette elettroniche usa e getta, liquidi aromatizzati e sacchetti di nicotina. La normativa attuale non è più adeguata, ha sostenuto l’Irlanda durante il Consiglio Epsco a Lussemburgo, sottolineando la necessità di regole più severe per proteggere i giovani. Il Belgio ha spinto per un bando totale delle sigarette elettroniche in tutta l’Ue, mentre la Slovenia ha evidenziato le difficoltà nell’applicare i divieti nazionali senza un coordinamento europeo. La Commissione ha riconosciuto l’emergenza, annunciando una valutazione in corso, ma ha rimarcato che la regolamentazione di aromi e sacchetti di nicotina resta per ora competenza degli Stati membri. Posizione più equlibrata da parte della Repubblica Ceca, che ha invitato a bilanciare le misure, evitando di penalizzare gli adulti che usano questi prodotti per smettere di fumare. La partita resta aperta sul delicato equilibrio tra libertà individuale e salute pubblica.

Bruxelles, i ministri Ue chiedono stretta su sigarette elettroniche e nicotina

GermaniaBerlino valuta un divieto di fumo su modello francese. E le e-cig?
Il fumo è un rischio per la salute, questo è certo. Il partito Spd e i Verdi vogliono ora estendere nella città di Berlino il divieto di fumo, prendendo come modello la Francia. A partire da luglio, in Francia vigerà infatti un divieto totale di fumo nei luoghi pubblici come parchi, spiagge e fermate degli autobus, ovvero ovunque possano potenzialmente trovarsi dei bambini. La misura non prevede per il momento l’estensione di tale divieto alle sigarette elettroniche. Berlino discute di introdurre una normativa restrittiva come quella francese. E se finora dal dibattito sembra esclusa la sigaretta elettronica, le recenti dichiarazioni della ministra federale che ha confuso ed equiparato il fumo allo svapo non lasciano molto tranquilli sulla piega che la legge potrebbe prendere nella capitale tedesca.

FranciaIstituto tedesco solleva dubbi sull’efficacia del divieto di fumo in pubblico
Ma è proprio un istituto tedesco, il Berliner Rockwool Foundation (RFBerlin), a mettere in dubbio l’efficacia del divieto di fumo in pubblico francese. L’argomento riguarda strettamente il fumo, non il meno dannoso vaping, ma le osservazioni dei ricercatori berlinesi possono essere estese in generale a ogni tipo di politica proibizionista e meritano di essere sottolineate anche in una rubrica come questa. A parlare è il professor Jérôme Adda, che oltre a essere ricercatore alla RFBerlin è anche ordinario di Economia all’Università Bocconi di Milano e uno degli economisti di fama internazionale, mette in discussione proprio l’efficacia del divieto di fumo in luoghi pubblici che la Francia introdurrà dal 1° luglio su raccomandazione Ue. “L’intenzione è buona, ma spingerà il fumo negli spazi privati, aumentando l’esposizione dei bambini”, avverte Adda. Il giudizio, pubblicato sull’American Economic Journal, si basa sull’analisi che divieti simili negli Usa hanno incrementato il fumo in luoghi privati come auto e case, peggiorando l’esposizione infantile al fumo passivo. “Tasse più alte sul tabacco sarebbero più efficaci dei divieti”, conclude l’esperto. Come sostenere il passaggio ad alternative molto meno dannose come il vaping, aggiungiamo noi.

 

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