L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

L’opposizione al vaping fa crescere i fumatori fra i giovani australiani

Un'indagine dell'istituto Roy Morgan mette ancora una volta in luce il fallimento delle politiche proibizioniste.

L’Australia continua ad offrire un esempio lampante dell’inefficacia e della dannosità delle politiche proibizioniste. L’ultima conferma – in ordine di tempo – arriva da un’indagine di Roy Morgan appena pubblicato. Secondo i dati dell’istituto di ricerca australiano, il quasi divieto de facto delle sigarette elettroniche ha portato negli ultimi mesi a un aumento non solo degli svapatori ma soprattutto dei fumatori. E, cosa ancora più preoccupante, questo aumento si è verificato per la maggior parte nella fascia di età fra i 18 e i 24 anni.
Il Paese ha sempre osteggiato il vaping, adottando di volta in volta politiche che si sono rivelate fallimentari. Dopo aver tentato la via della prescrizione medica, risultata impraticabile, il modello attuale prevede la vendita delle sigarette elettroniche esclusivamente nelle farmacie e solo a scopo terapeutico. Anche questa strada, però, non sta dando i risultati sperati un po’ per la tortuosità del percorso (bisogna sottoporsi a colloqui e la capacità di acquisto è limitata), un po’ per la scarsissima adesione delle farmacie (secondo i dati solo 2000 su 38000 hanno completato la procedura per la vendita di prodotti del vaping) e anche perché la scelta è limitata a pochi prodotti. Nel frattempo il governo ha anche vietato i dispositivi usa e getta.
Invece di diminuire il numero dei consumatori, gli sforzi del governo hanno finora fatto la fortuna del contrabbando e delle organizzazioni criminali, che inondano il mercato parallelo di prodotti non controllati e che non devono rispettare alcuno standard di sicurezza. Ora i nuovi dati di Roy Morgan aggiungono un nuovo, serio motivo di preoccupazione. Nella popolazione adulta australiana in generale fino a dicembre 2024 il tasso complessivo di fumo e svapo era del 16,8% mentre oggi ha toccato il 17,1%. A guidare l’aumento è stata la crescita del tasso di fumatori di sigarette tradizionali, visto che quello degli svapatori è calato dello 0,2%.
I numeri diventano più preoccupanti se si osserva esclusivamente la fascia dei giovani adulti, fra i 18 e i 24 anni. Fra questi il tasso complessivo di fumatori e svapatori era al 25,1% fino a settembre del 2024 e oggi ha raggiunto il 28%, con un aumento di 2,9%, attestandosi come il tasso più alto fra tutte le fasce di età. Gli utilizzatori di sigaretta elettronica sono passati nello stesso periodo dal 19% al 20,5%. Purtroppo i fumatori hanno avuto, invece, una crescita più marcata, passando dall’8,2% all’11,1%. “La legge introdotta in Australia nel 2024 – commenta Michele Levine, amministratore delegato di Roy Morgan – ha avuto scarso impatto sui tassi di vaping e ha coinciso con un aumento dei tassi di fumo fra i giovani”. Un altro buco nell’acqua del governo australiano.

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