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“Equilibrio e meno ideologia”. È l’appello che Confagricoltura rivolge alle istituzioni europee nel pieno del dibattito sulla riforma della direttiva sulle accise per il tabacco e i prodotti a base di nicotina (Ted). Un monito che arriva da un settore che in Italia vale oltre 40mila tonnellate annue di produzione e che coinvolge più di 25mila addetti, ma che ora guarda con crescente preoccupazione a Bruxelles.
Tra i nodi più controversi della revisione in corso, spicca infatti la proposta di un aumento generalizzato della tassazione su tutti i prodotti contenenti nicotina, comprese le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato. Una misura che, secondo la Confederazione, rischia di avere effetti controproducenti, sia in termini economici sia di salute pubblica.
“Servono scelte fondate su dati e analisi d’impatto, non decisioni ideologiche che rischiano di colpire un comparto produttivo strategico per il Paese” avverte Confagricoltura. Proprio la tassazione delle sigarette elettroniche è tra i punti più sensibili della riforma. Questi dispositivi, sempre più diffusi come alternativa a minor impatto sanitario rispetto al fumo tradizionale, rischiano di vedere aumentare significativamente il loro prezzo al consumo. Una scelta che, denuncia Confagricoltura, potrebbe paradossalmente spingere i consumatori verso il mercato illecito, minando gli stessi obiettivi di salute pubblica perseguiti dall’Ue.
Il timore non è infondato: oggi in Italia il commercio illecito di prodotti del tabacco rappresenta appena l’1,8% del totale, un dato tra i migliori d’Europa (dove la media sfiora il 10%). Un risultato raggiunto grazie a un mix di prezzi equilibrati e controlli rigorosi. “Alzare indiscriminatamente le accise – sostengono gli agricoltori – rischia di invertire questa tendenza, con effetti deleteri per imprese legali e casse pubbliche”.
L’Italia è il primo produttore europeo di tabacco, con oltre il 30% della produzione europea concentrata tra Umbria, Campania, Veneto e Toscana. Oltre 11mila ettari coltivati e 1.200 aziende agricole che chiedono regole chiare e non punitive.
Un altro aspetto sollevato riguarda la classificazione delle tipologie di tabacco. Confagricoltura chiede di escludere il tabacco greggio e semilavorato dalle accise, per evitare ambiguità interpretative che negli ultimi anni hanno creato difficoltà alla libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione. Confagricoltura invita infine il Governo italiano a difendere una linea pragmatica nel negoziato con gli altri Stati membri, puntando a un compromesso che tuteli la salute pubblica, ma anche la sostenibilità economica di un settore strategico.



