L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

In Gran Bretagna 5,5 milioni di vaper ma il problema è la disinformazione

I nuovi dati diffusi da Ash gettano luce sulla crescita della errata percezione dei danni della sigaretta elettronica.

Sono 5,5 milioni, pari al 10,4% della popolazione, gli adulti che utilizzano la sigaretta elettronica in Gran Bretagna. A dirlo è una scheda informativa appena pubblicata dalla fondazione Ash (Action on smoking and health), basata sull’indagine Ash Smokefree GB condotta su 13.314 intervistati. Il dato sugli svapatori rappresenta un momento di stallo di stallo, dopo una prevalenza che era stata in costate crescita dal 2012 al 2024, passando dall’1,7% al 10,7%. A utilizzare la sigaretta elettronica sono soprattutto ex fumatori: tre milioni di persone, pari al 55%. Fra questi il 58% svapa da più di tre anni. Il 40% degli utilizzatori, invece, è un utilizzatore duale, cioè non ha abbandonato del tutto il fumo. Il 5% è composto da persone che non avevano mai fumato, pari allo 0,9% del totale dei mai fumatori. Il vaping è più diffuso nelle fasce della popolazione socioeconomicamente più avvantaggiate.
I device più utilizzati sono quelli a sistema aperto ricaricabile, scelti dal 50% degli utilizzatori, seguiti dai sistemi a pod (25%) e dalle monouso (24%). Per quanto riguarda queste ultimo, la loro diffusione in Gran Bretagna ha toccato il punto massimo nel 2023 per poi iniziare a calare, fino ad arrivare al divieto entrato in vigore lo scorso giugno. Gli aromi preferiti nei liquidi sono i fruttati (51%), seguiti da menta e mentolo (20%), tabacco (11%), dolci (10%) e bevande (9%). Queste preferenze indicano una inversione di tendenza dal 2016, quando il 33% dei consumatori utilizzava liquidi al tabacco e il 22% alla frutta. Per quanto riguarda la nicotina, l’84% dei consumatori usa una concentrazione entro i limiti legali (20 mg/ml) e il 30% l’ha ridotta nel corso del tempo.
Quali sono i motivi per usare la sigaretta elettronica? Gli ex fumatori lo fanno soprattutto per smettere di fumare (26%) o per evitare di ricadere nel fumo (20%). I duali, invece, svapano principalmente per ridurre il fumo (16%), per piacere (13%) e anche per avere un aiuto a smettere (10%). Chi non ha mai fumato adduce come motivazione per il vaping quella di affrontare lo stress (35%), il piacere (31%) e solo per provare (14%). Veniamo al grado di soddisfazione degli utilizzatori. Il 65% dei vaper ex fumatori trova le sigarette elettroniche soddisfacenti come il fumo o di più. La pensa così anche il 57% degli utilizzatori duali. Tre quarti dei fumatori che hanno provato la sigaretta elettronica e l’hanno poi abbandonata, il 74%, hanno trovato invece il vaping meno apprezzabile del fumo.
Ma vi sono altri motivi per cui i fumatori non passano alle sigarette elettroniche. Fra il 26% di loro che non ha mai provato a svapare, il 25% dichiara di non voler sostituire una dipendenza con un’altra, il 15% teme che non siano abbastanza sicure, il 10% non pensa che possano aiutarlo a smettere di fumare o a ridurre il fumo e un altro 10% non ne sa abbastanza. E qui entra in gioco il grande problema della errata percezione dei danni della sigaretta elettronica. Il 53% del pubblico britannico ritiene che la sigaretta elettronica sia dannosa come il fumo o addirittura di più. Questa errata percezione raggiunge addirittura il 63% fra i fumatori che non hanno mai provato l’e-cig ed è particolarmente diffusa nelle fasce sociali più svantaggiate.
Sebbene sia improbabile che svapare sia completamente privo di rischi – si legge nel documento – è noto che il livello di rischio è molto inferiore a quello del fumo. Tuttavia, nonostante le crescenti prove a sostegno di questa ipotesi, il fatto che le istituzioni sanitarie raccomandino la sigaretta elettronica come strumento per smettere di fumare e gli investimenti governativi nel programma “swap to stop”, le percezioni errate del danno sono al livello più alto mai raggiunto da quando viene condotta questa indagine”. Questa pericolosa crescita, verificatasi soprattutto negli ultimi due anni, potrebbe essere dovuta, secondo Ash, alla copertura mediatica del vaping fra i minori degli ultimi due anni.
I dati diffusi da Ash hanno già suscitato alcune reazioni. Alice Rutter, direttrice dl programma Fresh per ill controllo del tabacco per il nord-est del Paese, chiama in causa il governo, affinché i fumatori abbiamo una corretta informazione sul vaping. “Nessuno vuole che i minori inizino a svapare – ha dichiarato – ma il problema dello svapo giovanile non deve essere confuso con quello degli adulti che usano la sigaretta elettronica come aiuto per smettere di fumare. Il messaggio per chi fuma è chiaro: svapare nicotina comporta una frazione dei rischi del letale fumo di tabacco. Pur non essendo totalmente privo di rischi, lo svapo è un modo efficace per aiutare chi fuma a smettere. È fondamentale dare ai fumatori ogni possibilità di smettere e di allontanarsi dalla principale causa di cancro e malattie prevenibili”.

 

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