L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica è una svolta per la salute pubblica

Nel libro "Vaping: Behind the Smoke and Fears" il medico canadese Mark Tyndall contesta le narrative anti-vaping partendo dalla sua esperienza personale.

La sigaretta elettronica deve essere riconosciuta per quello che è: una svolta per la salute pubblica urgentemente necessaria per salvare milioni di vite”. A sostenerlo è il medico canadese Mark Tyndall, docente di medicina presso la School of Population and Public Health dell’Università della British Columbia in Canada. Con oltre 250 pubblicazioni accademiche e numerosi riconoscimenti, Tyndall è stato, fra l’altro, direttore esecutivo del Center for Disease Control e vice funzionario Sanitario Provinciale per la British Columbia, responsabile del Dipartimento di malattie infettive presso il St. Paul’s Hospital di Vancouver e l’Università di Ottawa e direttore del Programma di epidemiologia presso il British Columbia Centre for Excellence in Hiv/Aids.
Ed è stato proprio questo percorso che lo ha portato a essere un “involontario attivista del vaping” – come egli stesso si definisce – e a scrivere il libro appena pubblicato “Vaping: Behind the Smoke and Fears”. Il medico racconta che appena arrivato a Ottawa, nel 2010, la sua ricerca verteva sulle persone che facevano uso di droghe illegali e su come ridurre i danni alla salute e alla società. A questo scopo, istituì un gruppo consultivo, al quale parteciparono, appunto, consumatori di droga. Tutti fumavano e Tyndall si rese subito conto di quanto le sigarette fossero importanti per loro, dovendo contrattare a lungo quando e dove fosse consentito fumare durante gli incontri.
Nei primi tre mesi dalla costituzione del gruppo, racconta, si persero tre membri su otto a causa di malattie legate al fumo: infarto, cancro ai polmoni e Bpco. Tutti morirono entro un anno e Tyndall si trovò a dover riflettere sui danni del fumo. Poi nel 2012 scoprì la sigaretta elettronica e per lui fu “una rivelazione”. “La sigaretta elettronica – scrive – incarna la definizione stessa di riduzione del danno. Sostituisce un metodo mortale per somministrare la nicotina con uno molto meno dannoso”. Le implicazioni erano enormi per i fumatori di rutto il mondo e i vantaggi così travolgenti che Tyndall era sicuro che il vaping si sarebbe rapidamente diffuso con la benedizione della comunità scientifica.
Ma le cose, come sappiamo, sono andate diversamente. Invece di essere salutata come una svolta, la sigaretta elettronica è stata presentata come un nemico della salute. “Gli esperti e le istituzioni per il controllo del tabacco – scrive Tyndall – hanno enormemente esagerato il rischio dello svapo, creando il panico sull’uso giovanile e diffondendo teorie cospirative su come l’industria del tabacco stesse pianificando di far diventare una nuova generazione dipendente dalla nicotina”. I medici, continua, si sono pigramente adeguati senza mettere in discussione quello che veniva loro detto e le voci di chi era riuscito a smettere di fumare con la sigaretta elettronica sono state ignorate e messe a tacere.
Non sarà facile correggere questa narrativa, spiega Tyndall: “Governi, funzionari sanitari, leader medici e riviste influenti hanno già fatto di tutto per screditare lo svapo e i prodotti a base di nicotina più sicuri. A questo punto, un cambiamento sarebbe un’ammissione di fallimento e le istituzioni sanitarie pubbliche temono questo più di ogni altra cosa. Lo svapo è diventato una minaccia per la loro stessa esistenza”.
Eppure è assolutamente necessario invertire la rotta. “Ci sono più di un miliardo di fumatori nel mondo e la stragrande maggioranza morirà prematuramente a causa della dipendenza da nicotina. Ciò che la maggior parte delle persone ignora però è che esiste una cura: il vaping, un modo non tossico per fornire la nicotina di cui le persone hanno bisogno, senza i sottoprodotti patogeni della combustione del tabacco”, scrive Tyndall. E poi conclude: “La sigaretta elettronica deve essere riconosciuto per quello che è: una svolta per la salute pubblica urgentemente necessaria per salvare milioni di vite”.

Articoli correlati