L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Pakistan, l’Alta corte di Lahore annulla divieto su sigarette elettroniche

Il giudice Anwaar Hussain si è espresso contro il governo che aveva emesso il provvedimento senza nessuna base giuridica.

Ancora un giudice salva la sigaretta elettronica, i diritti dei cittadini e la legalità in Asia. Dopo che la settimana scorsa l’Alta corte di giustizia del Nepal aveva imposto al governo di revocare le restrizioni sull’importazione e la vendita di prodotti del vaping, è la volta del Punjiab, massiccia provincia del Pakistan che con i sui più di 110 milioni di residenti rappresenta oltre la metà degli abitanti del Paese.

Alta corte di Lahore

All’inizio di giugno il capo dei ministri della regione Maryam Nawaz aveva annunciato una stretta sulla sigaretta elettronica: vietate la vendita, la distribuzione, la pubblicità e persino l’uso personale di tutti i prodotti per il vaping, mentre si obbligava alla chiusura tutti i negozi specializzati. Secondo il quotidiano Pakistan Era, le autorità provinciali avevano ricevuto l’ordine di applicare il divieto in modo rigoroso. Nawaz aveva giustificato l’azione con la necessità di proteggere i giovani dal rischio di malattie croniche e dipendenze, senza però, curiosamente, imporre alcuna restrizione sulla vendita di sigarette tradizionali o altri prodotti del tabacco a combustione.
Immediata è stata la reazione delle attività del settore. Un centinaio fra negozianti e altri operatori hanno presentato ricorso contro la decisione del governo provinciale presso l’Alta corte di Lahore. Il 24 giugno la corte ha emesso una sentenza provvisoria, che consentiva ai negozi di sigarette elettroniche di riaprire fino all’udienza definitiva, che si è svolta lo scorso 3 luglio. In questa sede, il giudice Anwaar Hussain ha dato ragione ai negozianti, intimando alle autorità di non intraprendere alcuna azione punitiva nei loro confronti fino a quando non verrà emanata una legislazione adeguata per regolamentare il settore.
La decisione del governo, ha spiegato Hussain, non poggia su alcuna base legislativa, mentre sussiste l diritto costituzionale degli individui a condurre attività commerciali lecite, chiedendosi anche come era possibile prendere di mira le attività del vaping, mentre queste pagavano regolarmente i dazi doganali. “Finché non verrà stabilito un quadro giuridico, non verrà intrapresa alcuna azione contro i ricorrenti”, ha concluso Hussain nel suo verdetto.

LEGGI ANCHE:

C’è un giudice a Kathmandu: le sigarette elettroniche tornano legali

 

Articoli correlati