© Sigmagazine, rivista d'informazione specializzata e destinata ai professionisti del commercio delle sigarette elettroniche e dei liquidi di ricarica - Best edizioni srls, viale Bruno Buozzi 47, Roma - P. Iva 14153851002 - Direttore responsabile: Stefano Caliciuri - Redazione: viale Angelico 78, Roma - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma al numero 234/2015 - Registro Operatori della Comunicazione: 29956/2017
Passare dalla sigaretta tradizionale a quella elettronica ha un effetto positivo sulla fertilità maschile. È quanto conclude uno studio sudcoreano, intitolato “Impact of conventional cigarette and electronic cigarette use on sperm quality and IVF/ICSI outcomes”. Gli autori del lavoro, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, sono Hye Kyeong Kim, Won Yun Choi, Jin Il Lee e Tae Jin Kim, dei dipartimenti di ostetricia e ginecologia, urologia e fertilità presso la Cha University di Goyang. I ricercatori, in particolare hanno paragonato la qualità dello sperma e la quantità di concepimenti falliti in coppie che tentavano la fecondazione in vitro e nelle quali gli uomini erano fumatori o svapatori esclusivi.
A questo scopo sono state esaminate le cartelle cliniche di una struttura per l’infertilità di 296 coppie sottoposte a fecondazione in vitro o iniezione intracitoplasmatica (Icsi) di spermatozoi tra maggio 2022 e gennaio 2024. Tutti gli uomini erano fumatori esclusivi (151) o svapatori esclusivi (145) da almeno sei mesi, mentre tutte le donne erano non fumatrici e simili per età. Per tutte le coppie selezionate esisteva un problema di infertilità femminile era attribuita a patologia tubarica, sindrome dell’ovaio policistico, disfunzione tiroidea, iperprolattinemia o precedente inseminazione intrauterina fallita. Sono state, invece escluse dallo studio tutte le coppie in cui le donne avevano età materna avanzata, endometriosi, adenomiosi, scarsa risposta ovarica, aborti ricorrenti, anomalie genito-urinarie congenite, grave infertilità maschile o qualsiasi storia di passaggio da un tipo di sigaretta all’altro.
I risultati dimostrano che, rispetto ai fumatori, gli svapatori, pur avendo una minore concentrazione spermatica, presentavano una maggiore motilità. Agli utilizzatori di sigaretta elettronica, inoltre, era associato un calo degli aborti spontanei dal 36,3% al 12%, una riduzione di circa due terzi. Contemporaneamente, per gli svapatori i tassi dei nati vivi sono aumentati dal 41,1% al 55,9%. In sintesi, quindi, l’uso di sigarette elettroniche da parte di partner maschili che provano la fecondazione in vitro appare essere meno dannoso per il successo riproduttivo rispetto al fumo tradizionale. Sebbene la concentrazione seminale fosse leggermente inferiore, la motilità progressiva era maggiore e la prolattina inferiore tra gli svapatori, il che si traduce in un minor numero di aborti clinici e in un aumento di quindici punti nel tasso di nati vivi.
“I nostri risultati – concludono quindi i ricercatori – suggeriscono che l’uso di sigarette elettroniche da parte dei partner maschili durante la fecondazione in vitro può comportare minori rischi rispetto al fumo tradizionale, in particolare per quanto riguarda la motilità del liquido seminale, i tassi di aborto spontaneo clinico e i tassi di nati vivi nelle coppie sottoposte a fecondazione in vitro/Icsi”, aggiungendo poi che sono necessarie altre ricerche per confrontare gli effetti del vaping sulla qualità e funzionalità dei gameti e confrontarli con quelli osservati nei non fumatori.



