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Ucraina – Studio: il vaping potrebbe salvare fino a oltre 13 milioni di anni di vita persi a causa del fumo
L’adozione di mirate strategie con l’utilizzo delle sigarette elettroniche in Ucraina potrebbe salvare fino a oltre 13 milioni di anni di vita persi a causa del fumo. È quanto risulta da uno studio intitolato “Potential impact of e-cigarettes on life-years lost from conventional smoking in Ukraine”, pubblicato sul Central European Journal of Public Health e coordinato da due ricercatori della Ngo Healty Initiatives: Giorgi Mzhavanadze, di base a Tblisi in Georgia, e Vladimir Dubrovskiy, di base a Kiev, proprio in Ucraina che è il Paese su cui si focalizzano le ricerche della Ong. Lo studio si basa su simulazioni e l’88% degli scenari analizzati hanno mostrato un impatto positivo. La riduzione media stimata è di 3,17 milioni di anni di vita, con un calo del 4,55% del totale degli anni persi, mentre nei casi più plausibili il beneficio oscilla tra 2,73 e 4,88 milioni di anni. I dati indicano anche che i tassi di fumo a lungo termine potrebbero stabilizzarsi tra il 5,5% e il 6,4%, grazie alla transizione verso i vaporizzatori. Gli autori sottolineano che i benefici netti per la salute pubblica sarebbero significativi e incoraggiano il governo ad adottare politiche di riduzione del danno che integrino lo svapo come alternativa per i fumatori adulti. Con circa 75.000 morti l’anno legate al tabacco in Ucraina, lo studio evidenzia l’urgenza di approcci innovativi per contrastare questa emergenza sanitaria. E per quanto la guerra di difesa contro la Russia sia oggi l’assoluta priorità politico-militare, è bene non perdere di vista anche le prospettive di politica sanitaria. Per un’Ucraina futura in cui la popolazione sia libera e in buona salute.
Canada – Indagine Imperial Tobacco: a un anno dal bando, il 76% dei vaper in Quebec acquista prodotti illegali
La principale e più preoccupante conseguenza del divieto di aromi nei prodotti per sigarette elettroniche introdotto in Quebec è che il mercato illegale continua a prosperare. Lo rivela un sondaggio commissionato da Imperial Tobacco Canada (Itc) e condotto da Leger tra il 10 e il 24 aprile 2025, secondo cui il 76% degli utenti adulti ha ammesso di aver acquistato nell’ultimo anno prodotti vietati. Un dato in aumento rispetto al 68% del 2024. Le vendite nei negozi specializzati sono cresciute dal 40% al 52%, mentre quelle online sono diminuite, confermando così i risultati di un’inchiesta indipendente del Montreal Daily. Éric Gagnon, vicepresidente degli Affari normativi di Itc, ha espresso preoccupazione per i rischi per la salute, evidenziando il pericolo di una crisi simile a quella dell’Evali negli Usa, che causò migliaia di ricoveri e 68 decessi. Questi prodotti illegali, ha aggiunto, sfuggono ai controlli, non permettono di verificare l’età degli acquirenti e non rispettano standard di sicurezza: il mercato illegale è fiorente e rappresenta una minaccia non solo per i giovani, ma per tutti i consumatori.
Global – Caphra contesta l’approccio dell’Oms sul controllo del tabacco: servono politiche di riduzione del danno
Un nuovo rapporto della Coalizione per la riduzione del danno da tabacco in Asia-Pacifico (Coalition of Asia Pacific Tobacco Harm Reduction Advocates, Caphra) critica la strategia globale dell’Oms, accusandola di trascurare strumenti come lo svapo, nonostante siano previsti dalla Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Fctc). Il documento evidenzia come Paesi come Thailandia e India, fedeli alle linee guida Mpower dell’Oms – ovvero il pacchetto di misure politiche finalizzate a contrastare l’epidemia globale del tabacco – abbiano ottenuto risultati limitati. Al contrario, Paesi come Regno Unito, Giappone, Nuova Zelanda e Canada, con politiche più aperte alla riduzione del danno, hanno registrato cali più significativi dei fumatori. Con oltre un miliardo di fumatori nel mondo, Caphra chiede soluzioni pragmatiche e basate sulla scienza, denunciando l’esclusione dei sostenitori della riduzione del danno dai dibattiti politici. “Dobbiamo sostituire il dogma moralistico con soluzioni pratiche. È ora di considerare il fumo, la forma più letale di consumo di tabacco, come il nemico pubblico numero uno e di adottare la riduzione del danno come strategia di prima linea”, conclude il rapporto, sollecitando un cambiamento di rotta nelle politiche internazionali.
Stati Uniti – La Food and Drug Administration dà via libera a Juul per vendita e-cig al tabacco e mentolo
Dopo anni di incertezza e battaglie legali, la Food and Drug Administration (Fda) ha autorizzato Juul a continuare la vendita delle sigarette elettroniche nei gusti tabacco e mentolo. Un’ancora di salvezza per l’azienda che ha affrontato anni di accuse per aver favorito lo svapo tra i giovani. La decisione si basa su studi presentati da Juul, che suggeriscono minori rischi per i fumatori adulti che passano completamente allo svapo. L’azienda aveva già ritirato gli aromi fruttati più attraenti per gli adolescenti, e con questa nuova autorizzazione si posiziona come una delle sole due aziende negli Stati Uniti a poter vendere sigarette elettroniche al mentolo, una preferenza di molti fumatori adulti rispetto al gusto tabacco. La Fda chiarisce che l’autorizzazione non è un’approvazione all’uso generalizzato, ma riconosce i potenziali benefici per i fumatori. K.C. Crosthwaite, CEO di Juul, ha espresso la sua soddisfazione definendo la decisione un “traguardo importante” e ribadendo la validità scientifica degli argomenti a favore del ruolo del mentolo nei prodotti da svapo.
Regno Unito – Nonostante il calo dei fumatori a rischio l’obiettivo smoking-free entro il 2030
Ogni giorno in Inghilterra, Galles e Scozia vengono fumati oltre 78 milioni di sigarette, circa 900 al secondo. Lo rivela una ricerca dell’University College London (Ucl), finanziata da Cancer Research UK. Lo studio, pubblicato su Nicotine & Tobacco Research, evidenzia forti disuguaglianze: le persone con un reddito più basso fumano in media 11 sigarette al giorno, contro le 9,4 dei gruppi più abbienti. A livello regionale, il Nord Est e la Scozia guidano la classifica con 11,7 sigarette giornaliere, mentre Londra è all’ultimo posto con 8,4. Nonostante il calo dei fumatori (dal 18,8% nel 2013 all’11,9% nel 2023), il Regno Unito rischia di mancare gli obiettivi: l’Inghilterra punta a una quota fumatori del 5% entro il 2030, ma di questo passo potrebbe raggiungerlo solo nel 2039, mentre la Scozia non prima degli anni ’40. E la tendenza alle restrizioni per alcuni prodotti del vaping rischia di rendere più arduo il percorso, in quello che per lungo tempo è stato il Paese precursore nelle politiche di riduzione del danno.
Unione Europea – Farsalinos accusa Bruxelles: la tassa sulle e-cig danneggia la salute pubblica
Il cardiologo greco Konstantinos Farsalinos, tra i massimi esperti di riduzione del danno da fumo, attacca la Commissione Ue per la proposta di tassare sigarette elettroniche e prodotti a rischio ridotto come il tabacco, definendola un pericoloso allontanamento dalle evidenze scientifiche. “L’attacco della Commissione Europea alla riduzione del danno da tabacco danneggerà tutti i fumatori europei – scrive su X – ma soprattutto i gruppi più vulnerabili e socialmente svantaggiati”. Farsalinos punta il dito in particolare contro il commissario alla salute Olivér Várhelyi, criticando le sue dichiarazioni che equiparano i rischi dei prodotti senza combustione a quelli del fumo: ignora gli studi, una riduzione del rischio del 95% (o superiore) viene presentata erroneamente dall’Ue come rischi per la salute comparabili. La replica del ricercatore arriva dopo un post di Várhelyi in cui il commissario sostiene che i nuovi prodotti presentino “rischi comparabili” a quelli tradizionali.
Il medico Farsalinos: “L’Europa ha scelto di ignorare la scienza e il buon senso”
Unione Europea – Mercato dei liquidi per sigarette elettroniche in crescita, ma i consumi divergono tra Stati membri
Il mercato Ue dei liquidi per e-cig continua a espandersi, e nel 2023 ha raggiunto i 2,9 milioni di litri. Secondo i dati forniti dalla Commissione europea, il mercato è dominato per l’83% dai sistemi aperti mentre il restante 17% comprende ricariche chiuse e monouso. I consumi, però, variano sensibilmente tra i diversi Paesi: nei Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) prevalgono i sistemi chiusi, mentre altrove resistono quelli aperti. L’Estonia guida la classifica d’uso con il 9% degli adulti, seguita da Lettonia (8%) e Francia (7%), mentre Portogallo, Finlandia e altri registrano tassi sotto l’1%. L’analisi evidenzia dunque un’Europa ancora divisa nelle preferenze di vaping. Nell’articolo di Sigmagazine un ulteriore approfondimento sui dati e il confronto con la situazione dell’Italia.
Numeri e trend del mercato europeo delle sigarette elettroniche e liquidi



