L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 6 al 12 luglio

Importante studio sudcoreano ha rilevato che il passaggio dalla sigaretta tradizionale alla elettronica migliora i parametri riproduttivi maschili. Intanto in Pakistan il vaping torna legale per merito di un giudice.

Corea del SudStudio: il passaggio alla sigaretta elettronica migliora i parametri riproduttivi maschili
Il passaggio dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche migliora i parametri riproduttivi maschili. È l’esito di uno studio sudcoreano condotto da un quartetto composto da Hye Kyeong Kim, Won Yun Choi, Jin Il Lee e Tae Jin Kim, tutti ricercatori della Cha University di Goyang. La ricerca, intitolata “Impact of conventional cigarette and electronic cigarette use on sperm quality and IVF/ICSI outcomes”, ha analizzato 296 coppie sottoposte a fecondazione in vitro o iniezione intracitoplasmatica (Icsi), confrontando fumatori e svapatori esclusivi. Dal risultato emerge che questi ultimi, pur con una minore concentrazione spermatica, presentavano una motilità degli spermatozoi superiore e un tasso di aborti spontanei ridotto dal 36,3% al 12%, insieme a un aumento del 15% dei nati vivi. Gli autori concludono che il vaping potrebbe essere meno dannoso per il successo riproduttivo rispetto al fumo tradizionale, sebbene siano necessari ulteriori studi per valutare gli effetti a lungo termine e il confronto con i non fumatori. Lo studio ha escluso coppie con fattori confondenti, focalizzandosi su casi di infertilità femminile per isolare l’impatto del fumo maschile sui risultati della fecondazione in vitro. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports.

Passare dal fumo alla sigaretta elettronica migliora la fertilità maschile

 

Unione EuropeaAccise su sigarette elettroniche e tabacco, Bruxelles vuole incassare direttamente le tasse
La Commissione europea starebbe concependo la Direttiva sulle accise dei prodotti del tabacco in modo da dirottare verso il bilancio Ue i conseguenti proventi da sigarette tradizionali, e-cig e prodotti a tabacco riscaldato, strappandoli agli Stati membri. Lo rivela un documento interno ripreso dal sito Clearing The Air. La proposta, che dovrebbe fare parte del Quadro finanziario pluriennale dell’Unione, dovrà poi essere approvata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. Ma con questi ultimi si prevede un negoziato difficile. Italia, Grecia e Romania avevano già espresso il loro scetticismo sulle norme proposte per le accise sui prodotti sostitutivi con nicotina. Ma sugli scudi sono saliti ora gli svedesi, preoccupati da voci di alte accise sullo snus. La proposta, attesa per il 16 luglio, rischia così di innescare una battaglia fiscale tra istituzioni europee e governi nazionali.

L’Ue vuole per sé gli introiti delle tasse su e-cig e prodotti del tabacco

 

MalesiaAvviata revisione per la registrazione di sigarette elettroniche e nuovi prodotti del tabacco
Il ministero della Salute malese sta valutando le domande di registrazione per nuovi prodotti del tabacco, comprese le sigarette elettroniche, ai sensi del Regolamento sui prodotti del tabacco del 2024. Hairul Nizam Abd Hamid, alto funzionario del ministero, ha annunciato che le approvazioni sono attese entro il 1° ottobre. “Nessun prodotto è stato ancora approvato – ha chiarito – e dopo quella data saranno vietati quelli non registrati”. I prodotti in fase di revisione, una volta autorizzati, saranno venduti solo attraverso canali approvati, come negozi di tabacco autorizzati o minimarket. Il ministero ha sottolineato che tutti gli esercizi commerciali dovranno assicurarsi di vendere solo prodotti registrati, pena il diniego della licenza da parte delle autorità locali. Haru ha inoltre ricordato che i permessi per i punti vendita devono rispettare le normative sulle distanze tra esercizi.

 

Regno UnitoCorreggere i falsi miti sul vaping per ridurre il fumo
Correggere le percezioni errate sui rischi della sigaretta elettronica è una priorità urgente per salvaguardare la salute pubblica. È la sostanza di un articolo pubblicato sul British Medical Journal da Sarah Jackson, Katherine East e Jamie Brown dello University College London, insieme a Hazel Cheeseman, direttrice di Action on Smoking and Health (Ash), tutte esperte di riduzione del danno da tabacco. Le autrici denunciano che la maggioranza dei fumatori adulti britannici (ma questa osservazione vale purtroppo in generale, ben al di là del Regno Unito) crede erroneamente che il vaping sia tanto o più dannoso del fumo, nonostante prove scientifiche indichino una minore esposizione a sostanze tossiche. La disinformazione mediatica, spesso alimentata da studi non verificati e titoli allarmistici, contribuisce a tale percezione, ostacolando il passaggio definitivo dei fumatori alla sigaretta elettronica, specie tra gli utilizzatori duali, il gruppo più incline a smettere di fumare. Solo il 42% di questi ultimi ritiene il vaping meno pericoloso, un dato che frena il potenziale calo del tabagismo. Le ricercatrici sollecitano dunque interventi istituzionali decisi: campagne informative basate sull’evidenza, linee guida chiare e una strategia nazionale per favorire la transizione dal fumo allo svapo.

È urgente correggere la disinformazione sulla sigaretta elettronica

 

Stati Uniti – North Carolina, in vigore nuove regole sui prodotti per vaping
Con l’inizio di luglio, lo Stato del North Carolina ha applicato le nuove norme sullo svapo approvate con l’House Bill 900. Tali norme introducono regole più stringenti per la vendita di sigarette elettroniche e liquidi. Il provvedimento, varato appena due mesi fa, aveva dato ai rivenditori 60 giorni di tempo per smaltire le scorte di prodotti non inclusi nel catalogo ufficiale dello Stato. Al centro della riforma c’è l’avvio di un registro pubblico, curato dal Dipartimento delle entrate, con l’elenco dei produttori e dei dispositivi autorizzati. Per ottenere l’inserimento nel registro, i produttori hanno dovuto dimostrare di aver ricevuto l’approvazione della Fda o di avere una domanda in valutazione con eventuali ricorsi ancora pendenti. Una mossa che ha ridotto la disponibilità di alcuni prodotti, ma che punta a contrastare il mercato illegale. Intanto – scrive la stampa locale – i negozianti si stanno adeguando alle nuove regole, mentre i consumatori notano già i primi cambiamenti negli scaffali.

 

PakistanPunjab, Alta Corte di Lahore annulla il divieto sulle sigarette elettroniche
Il divieto totale sui prodotti per vaping imposto dal Punjab, la provincia più ricca e industrializzata del Pakistan, è stato bloccato in via definitiva dalla Corte Suprema di Lahore, che ha confermato la riapertura dei negozi sigillati già concessa in via temporanea alla fine di giugno. Un centinaio di esercenti aveva infatti presentato ricorso contro il provvedimento voluto dal capo dei ministri del Punjab Maryam Nawaz che vietava vendita, distribuzione, pubblicità e finanche l’uso personale di tutti i prodotti per il vaping. L’Alta Corte di Lahore ha evidenziato che il governo non è riuscito a produrre una base giuridica solida per il divieto, che era stato giustificato con una presunta emergenza sanitaria per i giovani e ha ordinato alle autorità di non intraprendere alcuna azione punitiva nei confronti dei negozianti ricorrenti fino a quando non verrà emanata una legislazione adeguata per regolamentare il settore.

Pakistan, l’Alta corte di Lahore annulla divieto su sigarette elettroniche

 

Stati Uniti – Illinois, su le tasse su sigarette e prodotti per vaping
Lo Stato del’Illinois ha innalzato dal 1° luglio le accise su tutti i prodotti a base di nicotina, dai tradizionali pacchetti di sigarette (ora tassati 1 dollaro a pacchetto) fino a sigarette elettroniche, pouch e sigari, tutti soggetti a una nuova aliquota unica del 45%. Il provvedimento, che raddoppia anche il costo delle licenze annuali per i rivenditori (da 75 a 150 dollari), punta a generare 30 milioni di dollari di entrate aggiuntive per lo Stato. Una mossa che rischia di pesare sia sui consumatori, con rincari attesi sui prodotti da svapo, sia sugli esercenti, già alle prese con un mercato in trasformazione. E che peserà ancor di più sulla salute dei fumatori, sempre più ostacolati nella possibilità di ricorrere a prodotti alternativi al fumo.

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