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La Commissione europea ha presentato la sua proposta di aggiornamento della direttiva Ue sulla tassazione dei prodotti del tabacco. Come previsto, oltre che per le sigarette e i prodotti a tabacco tradizionale, la direttiva prevede l’introduzione per la prima volta di una tassazione anche per quelli che definisce i nuovi prodotti, vale a dire sigarette elettroniche, bustine di nicotina e riscaldatori di tabacco.
Per quanto riguarda la sigaretta elettronica, la proposta della Commissione coincide con una delle tre ipotesi che avevamo anticipato lo scorso 12 giugno, grazie a un documento trapelato e prevede due aliquote a seconda del contenuto di nicotina. Per i liquidi con nicotina da 0 a 15 mg si applicherebbe un minimo fisso di 0,12 euro per ml o, in alternativa, un minimo relativo pari al 20% del prezzo di vendita al dettaglio comprensivo di tutte le imposte. L’aliquota minima sarà invece pari a 0,36 euro per ml per i liquidi con concentrazione di nicotina superiore ai 15 mg/ml oppure pari al 40% del prezzo di vendita al dettaglio, imposte comprese. Si tratta, specifichiamo, di aliquote minime e gli Stati membri possono decidere di aumentarle.
La direttiva aggiornata entrerà in vigore nel 2028 ma, per quanto riguarda le sigarette elettroniche, agli Stati membri è concesso un periodo di transizione per adeguarsi fino al 31 dicembre 2031. L’iter prevede ora che le proposte della Commissione vengano trasmesse al Consiglio per accordo e al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale per consultazione.
Ieri, inoltre, dopo una giornata di passione che ha visto rinvii, malumori, dissidi interni e voci non confermate che si rincorrevano, La Commissione di Ursula von der Leyen ha presentato l’atteso budget pluriennale dell’Unione che copre il periodo 2028-2034. Le slide proiettate dal commissario al bilancio Piotr Serafin, confermano le anticipazioni della scorsa settimana. E cioè che la Commissione intende aumentare le cosiddette “risorse proprie”, intascando, fra gli altri, i profitti delle imposte sul tabacco e i nuovi prodotti, comprese le sigarette elettroniche, che dovrebbero fruttare, secondo le ipotesi, 11,2 miliardi all’anno.
La prima a reagire è stata, ancora una volta, il ministro delle finanze svedese Elisabeth Svantesson, che promette battaglia. “Ieri la Commissione europea – ha scritto sul sup profilo X – ha presentato una proposta per un nuovo bilancio a lungo termine che include un’imposta sul tabacco. Purtroppo, è pessima, proprio come hanno dimostrato le fughe di notizie. La proposta prevede un forte aumento delle tasse sullo snus bianco che colpirebbe duramente molti svedesi. Inoltre, la proposta prevede che il gettito fiscale vada all’Ue, anziché al Tesoro svedese. Questo è del tutto irragionevole. Il gettito fiscale svedese dovrebbe andare a beneficio del popolo svedese. I negoziati con gli altri Stati membri sulla proposta stanno ora iniziando. Il popolo svedese può essere certo che mi batterò contro la proposta ora sul tavolo”.
Ma i malumori sul nuovo bilancio pluriennale sono molto diffusi e vanno ben al di là del prelievo fiscale sul tabacco.
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