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La Thailandia dichiara guerra alle sigarette elettroniche e mobilita direttamente i cittadini per far rispettare i divieti. Con un’iniziativa lanciata ad aprile, il governo offre una ricompensa in denaro a chi segnala l’uso o la vendita illegale di dispositivi da svapo: fino a 3 mila baht, circa 90 dollari, per ogni denuncia andata a buon fine.
La misura, riportata dal quotidiano locale Phuket News, punta a rafforzare i controlli sul territorio sfruttando la collaborazione dei cittadini e premiando i cosiddetti “whistleblower”, le “vedette civiche” del contrasto al fenomeno.
Chiunque noti un’attività illecita può utilizzare l’applicazione mobile ufficiale del governo, chiamata Thang Rath, per inviare la propria segnalazione alle autorità. Se il controllo conferma la violazione, il segnalante ha diritto a incassare una quota pari al 60 per cento della multa inflitta, fino a un massimo appunto di 3 mila baht per ogni caso.
L’obiettivo dichiarato dal governo è duplice: da un lato “rafforzare l’efficacia dei controlli, dall’altro aumentare la consapevolezza pubblica sui rischi delle sigarette elettroniche e dissuadere consumatori e commercianti dall’aggirare la legge. Attraverso incentivi economici vogliamo coinvolgere direttamente la comunità nella tutela della salute pubblica e rendere più capillare l’applicazione delle regole“.
In Thailandia, le sigarette elettroniche sono oggetto di una delle legislazioni più severe al mondo. Introdotti nel 2014, i divieti proibiscono sia la vendita che l’importazione di e-cigarette e liquidi da svapo. Non solo: anche l’uso personale dei dispositivi in pubblico è considerato illecito e può comportare multe salate e perfino la detenzione. Chi viene sorpreso a vendere sigarette elettroniche rischia fino a 10 anni di carcere e una multa equivalente a cinque volte il valore del prodotto sequestrato. Per chi le usa in pubblico, la sanzione può arrivare a 30 mila baht (quasi 900 dollari) o fino a cinque anni di carcere. Nonostante ciò, negli ultimi anni il mercato nero è fiorito, spinto soprattutto dalla domanda turistica e dall’errata percezione che le e-cig siano legali o comunque tollerate. La nuova campagna di segnalazioni punta proprio a colpire questa zona grigia, aumentando la pressione sui trasgressori. L’iniziativa ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato c’è chi plaude alla linea dura, ritenuta necessaria per proteggere i giovani e la salute pubblica; dall’altro, critici e associazioni per i diritti civili mettono in guardia dal rischio di abusi e di un clima di delazione. Il governo, tuttavia, difende la misura come una strategia innovativa e necessaria. Secondo i dati ufficiali, le e-cigarette sono in costante crescita anche in Thailandia, nonostante i divieti: un trend che le autorità vorrebbero invertire ma certamente non vi riusciranno con proibizioni e spionaggio.



