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Riduzione del danno da fumo: la Svezia vince e l’Europa chiude gli occhi

Nonostante i successi del paese scandinavo, della Repubblica Ceca e della Grecia, le politiche comunitarie appaiono sempre di più volte al proibizionismo. E in vista c'è la revisione della Tpd.

L’Unione Europea chiude gli occhi sui Paesi che hanno dimostrato che la riduzione del danno funziona. Invece di imparare dai successi, Bruxelles è ossessionata dal proibizionismo e da idee superate. Mentre festeggiamo i progressi di Svezia e altri Paesi, l’UE si impegna solo a rendere la vita più difficile a chi vuole smettere di fumare”.
Con queste parole Michael Landl, direttore della World Vapers’ Alliance (Wva), ha lanciato un duro attacco alla politica comunitaria sul tabacco, durante un evento a Place Luxembourg, nel cuore delle istituzioni europee.
L’occasione è stata la celebrazione dei risultati ottenuti da tre Paesi europei, veri campioni della riduzione del danno.
La Svezia ha fatto la storia diventando il primo Paese ufficialmente smoke-free al mondo: appena il 4,5% degli adulti svedesi fuma, un tasso cinque volte inferiore alla media europea, raggiunto ben 16 anni prima dell’obiettivo Ue. La Repubblica Ceca ha registrato un calo del 23% dei fumatori in soli tre anni grazie a politiche pragmatiche e basate sulla scienza. Anche la Grecia ha segnato un -14% nello stesso periodo, grazie a una strategia nazionale che ha posto la riduzione del danno al centro.

Michael Landl

Eppure, mentre questi Paesi sollevano la coppa dei vincitori, “l’Ue continua a mancare gol a porta vuota” ha commentato la Wva, citando anche le recenti dichiarazioni del premier irlandese Micheál Martin, che ha paragonato la sigaretta elettronica al fumo tradizionale, a testimonianza — secondo l’associazione — di quanto i leader europei siano “fuori dal campo rispetto ai veri vincitori”.
Anche Alberto Gómez Hernández, responsabile politiche della Wva, ha puntato il dito contro Bruxelles: “La legislazione deve basarsi su prove scientifiche e sui successi dei Paesi che hanno adottato la riduzione del danno. L’ostinazione dell’Ue nel non riconoscere questi risultati è un torto a milioni di europei che meritano opzioni migliori per smettere di fumare“. Nel corso dell’evento, sono stati premiati attivisti e consumatori provenienti da Svezia, Repubblica Ceca e Grecia per il loro impegno nel sostenere i fumatori nella transizione verso alternative più sicure. Il messaggio lanciato da Place Luxembourg è stato chiaro: l’Europa non può più ignorare le storie di successo e deve finalmente sostenere la riduzione del danno per salvare vite umane in tutto il continente.
Con la conferma da parte del commissario Varhelyi che la Tobacco Products Directive (Tpd) sarà rivista entro la fine del mandato, la Wva ha lanciato un appello: Bruxelles colga questa occasione, prenda esempio dai Paesi virtuosi e scenda finalmente in campo prima che altre vite vadano perse.

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