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L’Ue vuole per sé gli introiti delle tasse su e-cig e prodotti del tabacco

L'intenzione emerge da un documento trapelato ieri e dovrebbe concretizzarsi in una proposta la prossima settimana.

La Direttiva europea sulle accise dei prodotti del tabacco – da lungo tempo in discussione e che dovrebbe includere prelievi fiscali anche sui nuovi prodotti come la sigaretta elettronica – potrebbe essere concepita in modo tale da andare a finanziare direttamente il bilancio dell’Unione europea. I proventi di questi prelievi fiscali, cioè, non andrebbero agli Stati membri ma direttamente a Bruxelles.
È quanto riporta il sito Clearing the air, in base a un documento trapelato e visionato dai suoi redattori. Si tratta di una nota destinata ai membri del Parlamento tedesco, in cui si spiega che la Commissione europea presenterà una proposta per le cosiddette “risorse proprie” il prossimo mercoledì 16 luglio. Le “risorse proprie”, che costituiscono la principale entrata del bilancio europeo, sono costituite principalmente da contributi diretti degli Stati, in parte dai dazi di importazione e altre misure. Ma ora potrebbe esserci una nuova entrata. Nel documento citato dal sito, infatti, si legge che “nuove fonti di risorse proprie si potrebbero sviluppare dove appropriato, per esempio attraverso le imposte sul tabacco”, sebbene poi si aggiunga che la questione è ancora soggetta a consultazioni interne.
La proposta, che dovrebbe fare parte del Quadro finanziario pluriennale dell’Unione, dovrà poi essere approvata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. E qui si annuncia un negoziato difficile, perché chiedere ai Paesi europei di rinunciare agli introiti derivanti dalla vendita dei prodotti del tabacco è un passo molto azzardato. Non solo. Diversi Stati, fra cui Italia, Grecia e Romania, avevano comunque già espresso il loro scetticismo sulle norme proposte per le accise sui prodotti sostitutivi con nicotina.
Intanto si registra la reazione veemente del ministro delle finanze svedese Elisabeth Svantesson, altro Paese fortemente contrario alle proposte della Commissione. “Fughe di notizie – ha scritto sul suo profilo X – indicano che la Commissione europea presenterà una proposta per una nuova direttiva sulla tassazione del tabacco la prossima settimana. La proposta che circola è del tutto inaccettabile per il governo svedese”. “Sembra che la proposta della Commissione europea – ha spiegato in un secondo e terzo intervento – comporterebbe un forte aumento delle tasse sullo snus bianco e, inoltre, la Commissione vorrebbe che le entrate fiscali andassero all’Ue e non alla Svezia. Il governo vuole che spetti a ciascun Paese dell’Ue tassare tabacco e nicotina in base alla loro relativa pericolosità. E per noi è ovvio che il gettito fiscale debba andare a beneficio della Svezia e non alla burocrazia dell’Ue”. Svantesson ha concluso assicurando di essere pronta a battersi per lo snus svedese, quando la Commissione presenterà la sua proposta.
Insomma, il futuro della Direttiva sulle accise dei prodotti del tabacco appare tutt’altro che certo e questa mossa della Commissione, se sarà confermata, lo rende ancora più complesso.

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