L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

L’industria americana ricorda a Trump la promessa di salvare il vaping

La Vta lancia una campagna di spot televisivi e social per combattere una situazione addirittura peggiorata.

Salverò di nuovo la sigaretta elettronica!”, scriveva Donald Trump sul social Truth nel settembre del 2024. Erano le ultime settimane della campagna elettorale che lo avrebbe riportato alla Casa Bianca e il candidato ricordava come nel 2019, durante il suo primo mandato, aveva posto bloccato le intenzioni di vietare gli aromi nelle sigarette elettroniche a sistema aperto. “Questo ha a aiutato molte persone a smettere di fumare – continuava Trump nel suo post – Kamala e Joe vogliono proibire tutto, uccidendo le piccole attività commerciali di tutto il Paese. Salverò di nuovo il vaping!”.
Da allora sono passati nove mesi. Donald Trump ha vinto le elezioni ed è diventato presidente degli Stati Uniti, un nuovo commissario, Martin Makary, è stato scelto per la guida della Fda, che regolamenta anche i prodotti del vaping. Eppure per il settore della sigaretta elettronica nulla è cambiato. Anzi, secondo gli operatori, le cose sono addirittura peggiorate rispetto all’amministrazione Biden. L’agenzia, spiegano, non ha autorizzato alcun nuovo prodotto da quando il nuovo presidente si è insediato, continuando a emettere rifiuti alla commercializzazione dei prodotti dei piccoli produttori americani di sigarette elettroniche.
Non solo. Gli addetti ai lavori lamentano anche che i controlli alle frontiere non si concentrano più principalmente sulle sigarette elettroniche usa e getta non autorizzate, come accadeva durante il mandato di Biden, ma si sono estesi fino a bloccare quasi tutte le spedizioni di sigarette elettroniche cinesi, inclusi prodotti a sistema aperto (ricaricabili) e accessori come resistenze e atomizzatori di ricambio, che sono la linfa vitale dei negozi di sigarette elettroniche locali e dei venditori online.
È dunque ora di ricordare al presidente la sua promessa, che gli assicurò l’appoggio elettorale del settore del vaping. Per questo l’associazione di categoria statunitense, la Vapor Technology Association, ha annunciato il lancio di una campagna mediatica rivolta direttamente a Donald Trump. Il budget investito è di oltre un milione di dollari e consentirà di trasmettere annunci su canali tv come Fox News, Newsmax, Bloomberg, Nbc e Espn e sulle piattaforme digitali. Gli spot, spiegano dall’associazione, sono “progettati strategicamente per raggiungere i decisori chiave” all’interno dell’amministrazione, con il messaggio che “la Food and drug administration e la Customs and border protection degli Stati Uniti stanno agendo contro la volontà del presidente Trump di salvare l’industria dello svapo aromatizzato”.
L’industria chiede, inoltre, che venga adottata per i prodotti del vaping una procedura di autorizzazione alla commercializzazione semplificata e praticabile per le piccole imprese, rispetto a quella attuale che è la stessa del tabacco. L’associazione non chiude comunque il credito con il presidente, dà la colpa a quelli che definisce burocrati e afferma che “le azioni della Fda non sono in linea con le priorità dichiarate dal Presidente Trump, ed è ora che l’agenzia corregga la rotta e segua l’agenda del Presidente Trump”. Sperando che sia davvero così.

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