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Ora ci casca anche la Csu, il partito conservatore cristiano bavarese alleato di governo della Cdu del cancelliere Friedrich Merz con cui costituisce il gruppo parlamentare comune dell’Union. Questo partito, che in Baviera governa ininterrottamente dalla fine della seconda guerra mondiale ma finora non si era distinto per iniziative particolari sul mondo del vaping, ha deciso di fare di tutte le erbe un fascio. E ha lanciato nel parlamento regionale della Baviera una proposta di equiparare l’utilizzo di sigarette elettroniche, e-shisha e riscaldatori di tabacco al fumo di tabacco tradizionale. L’obiettivo dichiarato dal partito sarebbe quello di estendere in modo coerente la protezione dai rischi per la salute, specialmente a favore di bambini e adolescenti. Attualmente, il divieto di fumare tabacco in vigore dal 2008 in edifici pubblici come scuole, ristoranti e aeroporti non si applica ai dispositivi elettronici. Senza aver interpellato esperti di dipendenze dal tabacco e riduzione del danno che pure abbondano in Germania, il capogruppo della Csu al parlamento della Baviera Klaus Holetschek ha sottolineato come la protezione della salute non debba presentare lacune, aggiungendo la poco scientifica considerazione che questi prodotti non rappresentano semplici articoli di lifestyle innocui.



