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Estonia/Lituania – Studio: le alternative senza combustione riducono drasticamente i danni da fumo
Un’importante revisione scientifica, condotta da ricercatrici lituane ed estoni, evidenzia come i prodotti senza combustione offrano un profilo di rischio notevolmente inferiore rispetto alle sigarette tradizionali. Lo studio, intitolato “Exposure to Toxic Compounds Using Alternative Smoking Products: Analysis of Empirical Data”, è firmato da Sandra Sakalauskaite, Linas Zdanavicius, Jekaterina Šteinmiller e Natalja Istomina ed è stato pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health. Le ricercatrici baltiche dimostrano che sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco (Htp) riducono l’esposizione a sostanze chimiche nocive di oltre il 90%. Lo studio, sottoposto a revisione paritaria, ha analizzato dati provenienti da 15 studi indipendenti e privi di legami con l’industria, e punta i riflettori sul ruolo cruciale dell’assenza di combustione. Questo meccanismo, evitando le altissime temperature che generano migliaia di composti tossici, risulta essere la chiave per una drastica riduzione di agenti cancerogeni come idrocarburi policiclici aromatici, nitrosammine e monossido di carbonio. Le autrici confermano che, sebbene questi prodotti alternativi non siano privi di rischi, il loro potenziale nella riduzione del danno per i fumatori adulti che non abbandonano la nicotina appare molto concreto. Dettagli e approfondimenti su questo articolato lavoro nell’articolo di Sigmagazine.
Lotta al fumo: le alternative senza combustione riducono drasticamente i danni
Malesia – Governo al lavoro per uniformare a livello nazionale le norme sul vaping, commercianti in allerta
Il governo malese sta studiando un divieto federale sulla vendita e sull’uso di sigarette elettroniche e dispositivi per lo svapo. Lo ha confermato il ministro della Salute in una dichiarazione ufficiale di qualche giorno fa. Una commissione speciale sta lavorando al quadro normativo, basandosi sulla legge del 2024 sul controllo dei prodotti del tabacco, già in vigore da ottobre. L’obiettivo è uniformare le regole in tutto il Paese, superando i divieti locali già adottati da alcuni stati. Il problema è la diffusione di prodotti illeciti facilitata dalla frammentazione delle norme. Il settore del vaping è però in allerta, soprattutto i rivenditori che operano sotto normative diverse. Un eventuale divieto bloccherebbe i dispositivi a sistema aperto, oggi poco regolamentati, con ripercussioni su scorte, marketing e licenze. La commissione definirà esenzioni, sanzioni e tempistiche, ma il processo è ancora in fase iniziale.
Brasile – Esperti suggeriscono di legalizzare le sigarette elettroniche (vietate dal 2009)
Presto le sigarette elettroniche saranno legalizzate in Brasile? L’ipotesi non è del tutto peregrina, giacché un gruppo di esperti di sanità pubblica ha suggerito ai legislatori di rivedere il divieto in vigore dal 2009. Il motivo: per la prima volta dal 2007 nel Paese è tornato a crescere il numero di fumatori, secondo un sondaggio del Ministero della Salute che ha messo in allarme le istituzioni dopo decenni di progressi nella lotta al tabagismo. Parallelamente, il mercato nero delle sigarette elettroniche continua a espandersi, con circa 4 milioni di adulti – pari al 2,6% della popolazione – che ne fanno uso nonostante il divieto. La diffusione dei prodotti attraverso canali clandestini solleva preoccupazioni sanitarie e rafforza le reti illegali, spingendo esperti e legislatori a valutare appunto una revisione delle norme. Alcuni indicano come esempio Paesi quali Regno Unito, Svezia, Giappone e Canada, dove la regolamentazione ha contribuito a ridurre il numero di fumatori. Un’eventuale apertura segnerebbe un cambio di rotta, dando al Brasile un nuovo ruolo di riferimento nel dibattito internazionale sulla riduzione del danno.
Il Brasile riflette sulla possibilità di legalizzare le sigarette elettroniche
Germania – Baviera, attacco politico alle sigarette elettroniche: i conservatori vogliono equipararle al tabacco
Ora ci casca anche la Csu, il partito conservatore cristiano bavarese alleato di governo della Cdu del cancelliere Friedrich Merz con cui costituisce il gruppo parlamentare comune dell’Union. Questo partito, che in Baviera governa ininterrottamente dalla fine della seconda guerra mondiale ma finora non si era distinto per iniziative particolari sul mondo del vaping, ha deciso di fare di tutte le erbe un fascio. E ha lanciato nel parlamento regionale della Baviera una proposta di equiparare l’utilizzo di sigarette elettroniche, e-shisha e riscaldatori di tabacco al fumo di tabacco tradizionale. L’obiettivo dichiarato dal partito sarebbe quello di estendere in modo coerente la protezione dai rischi per la salute, specialmente a favore di bambini e adolescenti. Attualmente, il divieto di fumare tabacco in vigore dal 2008 in edifici pubblici come scuole, ristoranti e aeroporti non si applica ai dispositivi elettronici. Senza aver interpellato esperti di dipendenze dal tabacco e riduzione del danno che pure abbondano in Germania, il capogruppo della Csu al parlamento della Baviera Klaus Holetschek ha sottolineato come la protezione della salute non debba presentare lacune, aggiungendo la poco scientifica considerazione che questi prodotti non rappresentano semplici articoli di lifestyle innocui.
Paesi Bassi – Allarme vaping illegale: il mercato olandese inondato da prodotti cinesi
Arrivano dai mercati cinesi, eludendo i controlli, le sigarette elettroniche aromatizzate illegali che stanno conquistando sempre più giovani olandesi. A rivelarlo è un’inchiesta congiunta di due realtà olandesi che si occupano di giornalismo investigativo: Argos e The Investigative Desk. Argos è un programma radiofonico trasmesso su NPO Radio 1, The Investigative Desk (in olandese: De Onderzoeksredactie) è un’organizzazione no-profit e una cooperativa di giornalisti investigativi specializzati. Secondo l’inchiesta giornalistica, i dispositivi illegali, spesso con livelli di nicotina eccessivi, avrebbero anche causato ricoveri ospedalieri. Nonostante la serietà della situazione, il ministero degli Esteri olandese non avrebbe ancora formalmente sollevato la questione con Pechino, nemmeno durante la recente visita della ministra Veldkamp. I produttori cinesi esporterebbero i dispositivi in Europa, nascondendo le spedizioni in oggetti di uso comune o usando etichette false.
Singapore – Vaping equiparato alle droghe, ma Caphra protesta: errore equiparare prodotti del mercato nero a e-cig regolari
Il governo di Singapore impone un giro di vite contro lo svapo, che sarà trattato alla stregua di un reato di droga con pene severissime che prevedono anche il carcere. Lo ha dichiarato il primo ministro Lawrence Wong in un discorso pubblico. La mossa, secondo le dichiarazioni di Wong, sarebbe una risposta al numero crescente di casi di dispositivi contaminati con sostanze pericolose, in particolare l’etomidato, collegato a crisi epilettiche e comportamenti alterati. Le autorità stanno già segnalando un’impennata nei sequestri, con valori milioni di volte superiori a quelli del 2019, a dimostrazione della portata del fenomeno. Con le nuove norme, l’etomidato verrà classificato come droga di Classe C, con riabilitazione obbligatoria per i consumatori e pene detentive per i recidivi, mentre spacciatori e importatori rischiano pene fino a 20 anni di prigione e la fustigazione. La decisione sta però incontrando la ferma opposizione della Coalizione per la riduzione del danno da tabacco (Caphra), che avverte come questa criminalizzazione rischi di affossare le evidenze scientifiche globali sulla riduzione del danno. Caphra, associazione attiva nella regione dell’Asia-Pacifico, contesta la equiparazione tra i prodotti del mercato nero contaminati e i dispositivi a nicotina legittimi, paragonandola al vietare tutto l’alcol perché alcuni criminali vendono metanolo, sostenendo che il proibizionismo non farà che alimentare il mercato illegale.
Belgio – Pacchetti anonimi estesi a tutti i prodotti del tabacco dal 2026
Il Belgio estenderà l’obbligo dei pacchetti anonimi a sigari, cigarilli, cartine per sigarette e a tutti i prodotti erboristici da fumo a partire dal 1° giugno 2026. Il ministro della Salute Frank Vandenbroucke ha annunciato la misura per chiudere le scappatoie che consentono alle industrie di pubblicizzare i propri marchi attraverso prodotti finora non regolamentati. L’obiettivo principale è ridurre l’appeal tra i giovani e contrastare le tattiche di marketing, come le confezioni di cigarilli che imitano i pacchetti di sigarette. I piccoli rivenditori beneficeranno di una deroga di un anno, con scadenza fissata per il giugno 2027. Parallelamente, il governo valuta anche il bando totale del fumo sulle terrazze dei locali a partire dal gennaio 2026.



