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Stati Uniti – Studio rivela l’effetto boomerang dei divieti sugli aromi
L’effetto controproducente delle leggi restrittive sugli aromi nei liquidi per sigarette elettroniche è l’oggetto di uno studio americano pubblicato su Jama Network. Intitolato “State E-Cigarette Flavor Restrictions and Tobacco Product Use in Youths and Adults”, lo studio è stato condotto da dieci ricercatori provenienti da diverse istituzioni sanitarie del Massachusetts e dalla Ewha Womans University di Seoul, coordinati da David Cheng. Gli autori hanno analizzato l’impatto dei divieti sui liquidi aromatizzati per sigarette elettroniche introdotti in sette Stati americani tra il 2019 e il 2023. Risultato: mentre il vaping è diminuito tra giovani e adulti, si è registrato un preoccupante aumento del fumo tradizionale, specialmente tra i 18-24enni. La ricerca, basata su dati nazionali, ha mostrato che il calo dell’uso di e-cig (–6,7% tra i giovani adulti) è stato accompagnato da una ripresa delle sigarette convenzionali (+3,7% nello stesso gruppo), suggerendo un “effetto sostituzione”. I ricercatori evidenziano come le politiche restrittive, se non bilanciate da misure educative e di supporto, rischino di spingere i consumatori verso opzioni più dannose e sollevano dubbi sull’efficacia dei meri divieti. L’invito a politici e operatori sanitari è di studiare strategie più articolate nella lotta al tabagismo, evitando soluzioni punitive che possano rivelarsi controproducenti.
L’effetto boomerang di vietare gli aromi per sigaretta elettronica
Germania – Allo studio legge per migliorare riciclo delle sigarette elettroniche usate
Il governo tedesco ha approvato un disegno di legge che punta a semplificare il riciclo di sigarette elettroniche (e piccoli elettrodomestici), migliorando le informazioni per i consumatori e ampliando i punti di raccolta per una gestione più efficace dei rifiuti. L’obiettivo è favorire il recupero di materiali preziosi e ridurre l’impatto ambientale. Parallelamente verranno introdotte restrizioni sul protossido d’azoto, vietandone la vendita e il possesso ai minori come sostanza ricreativa. La proposta arriverà poi in parlamento per il dibattito e la votazione.
Uzbekistan – Studio svedese evidenzia il costo delle politiche proibizioniste sui prodotti alternativi al fumo
L’Uzbekistan paga un prezzo altissimo per le sue politiche restrittive sulle alternative meno dannose alle sigarette, con 30mila morti l’anno legate al fumo, mentre i tassi di tabagismo rimangono invariati da oltre un decennio. Lo rivela lo studio “Tale of Two Nations” di Smoke Free Sweden, che confronta l’approccio proibizionista dell’Uzbekistan con la riduzione del danno adottata dalla Svezia, dove la prevalenza maschile di fumatori è scesa al 4,9%, un quarto di quella uzbeka (20,4%). Il dottor Gintautas-Yuozas Kentra, cardiologo ed esperto di riduzione del danno, spiega che il divieto non fa che alimentare mercati illegali, senza risolvere il problema, mentre la Svezia dimostra come l’accesso a prodotti più sicuri (snus, sigarette elettroniche e pouch) abbia tagliato del 54% i fumatori dal 2012. L’Uzbekistan, invece, vieta i pouch e sta valutando restrizioni su vaping e tabacco riscaldato, lasciando ai cittadini solo sigarette e nasvay, una forma di tabacco da masticare tossico. Intanto, il mercato nero prospera e le malattie legate al fango restano elevatissime. Secondo Smoke Free Sweden, se Tashkent invertisse la rotta, entro il 2060 potrebbero essere evitate 464mila morti. Il problema, sottolinea Kentra, è la mancanza di consapevolezza tra decisori e opinione pubblica: “Prevale la disinformazione, persino tra gli operatori sanitari”.
Kazakistan – È vietato importare e-cig illegalmente, ma molti kazaki non lo sanno: la procura ribadisce le regole
L’Ufficio del procuratore generale del Kazakistan ha confermato che l’importazione illegale di sigarette elettroniche è ora un reato penale punibile con pene detentive fino a due anni, secondo una modifica legislativa introdotta nel 2024. Dall’inizio del 2025 sono già stati registrati 16 casi di contrabbando, con 9 procedimenti giudiziari avviati. Le autorità hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione negli aeroporti, stazioni e dogane per informare i cittadini sul divieto, installando anche punti per la consegna volontaria dei dispositivi. Nonostante gli sforzi, molti residenti sembrano ancora inconsapevoli delle nuove sanzioni, mentre il governo ribadisce il divieto assoluto su import, produzione e vendita di questi prodotti.
Unione Europea – Tassa su tabacco e sigarette elettroniche: il fronte dei dissidenti si allarga al Portogallo
La proposta della Commissione europea di inasprire la tassazione su sigarette e prodotti alternativi, tra cui e-cig e tabacco riscaldato, divide sempre più Bruxelles: dopo Italia, Grecia e Romania, anche il Portogallo esprime forti riserve, temendo perdite fiscali fino a 1,5 miliardi e critica l’equiparazione tra prodotti tradizionali e alternative a rischio ridotto. Lisbona contesta l’approccio indiscriminato della Tedor, la nuova tassa del 15% sui prodotti del tabacco pensata per finanziare il bilancio Ue 2028-2034, sostenendo che penalizzare anche i prodotti meno dannosi vanificherebbe le strategie di riduzione del danno, oltre a favorire il già fiorente mercato nero. La Commissione difende l’armonizzazione fiscale tra i 27 Paesi membri dell’Ue come strumento per scoraggiare il consumo di tabacco, ma il fronte dissidente chiede distinzioni tra sigarette tradizionali e alternative meno dannose, avvertendo che una tassazione eccessiva rischia di colpire l’industria legale senza ridurre realmente i danni alla salute. I prossimi mesi saranno cruciali per capire se Bruxelles troverà un compromesso o rivedere una strategia che rischia di spaccare l’Europa sul tema della lotta al tabagismo.
Tassa europea su tabacco e sigarette elettroniche: cresce la tensione a Bruxelles
Spagna – La Catalogna spinge per vietare il fumo sulle spiagge
La Catalogna sta spingendo per includere il divieto di fumare sulle spiagge nella nuova legge nazionale sul tabacco. La proposta relativa, ancora in uno stadio di elaborazione iniziale, prevede già il divieto di fumo su terrazze di bar, campus universitari e veicoli di lavoro, ma il segretario alla salute pubblica catalano Esteve Fernández chiede un passo ulteriore. “È essenziale proteggere la salute e ridurre l’esposizione al fumo passivo”, afferma, sottolineando inoltre anche l’impatto ambientale dei mozziconi, tossici e a lento degrado. Un tema di cui ci siamo occupati su questa rubrica anche nelle estati scorse. Intanto, mentre Barcellona ha vietato il fumo in spiaggia dal 2022 (ma con controlli inizialmente blandi), una ventina di comuni catalani hanno già adottato restrizioni su 80 litorali.



