L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Australia, proibizionismo e tasse soffocano le politiche antifumo

I prezzi alle stelle dei prodotti del tabacco hanno potenziato le attività criminali e il mercato nero.

Secondo i dati pubblicati dall’Australian Bureau of Statistics, nell’ultimo anno le vendite legali di sigarette in Australia sono diminuite del 22%; tuttavia, gli esperti del settore sottolineano che il fatto che il tasso di fumo complessivo non rispecchia tale dato mette in luce il crescente predominio del mercato nero. Il Tesoro prevede che le accise sul tabacco scenderanno a 7,1 miliardi di dollari australiani (3,6 miliardi di euro) quest’anno, in calo del 57% rispetto al picco del 2019-20 di 16,3 miliardi di dollari australiani (8,2 miliardi di euro), nonostante anni di forti aumenti fiscali.
Gli aumenti delle accise di oltre il 280% dal 2013 hanno fatto salire il prezzo di un pacchetto da 25 sigarette a circa 50 dollari australiani (25 euro), spingendo molti fumatori verso alternative illegali che costano meno della metà. L’Australian Border Force stima che la criminalità organizzata controlli il 75% del commercio, contrabbandando l’equivalente di 3 miliardi di dollari australiani (1,5 miliardi di euro) in tabacco non tassato solo lo scorso anno. Oltre 120 punti vendita del Victoria sono stati incendiati dal 2023 in guerre tra bande, sintomo che la criminalità organizzata sta vedendo nel commercio dei prodotti del tabacco una importante risorsa economica da sfruttare.

 

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