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Nel cuore dell’Unione europea si sta giocando una partita decisiva sul futuro della salute pubblica e della regolamentazione del consumo di nicotina. Nel mezzo del dibattito ci sono loro: le sigarette elettroniche, da anni al centro di polemiche, entusiasmi e – soprattutto – studi scientifici sempre più solidi.
È ora di dirlo con chiarezza: le sigarette elettroniche non sono una moda passeggera né un vizio mascherato. Sono, sempre più, un’opzione concreta per ridurre i danni legati al fumo tradizionale. In un continente dove il fumo causa oltre 700 mila morti ogni anno, ignorare strumenti innovativi di cessazione o sostituzione sarebbe politicamente e scientificamente miope.
La Tpd è sotto la lente d’ingrandimento di legislatori, scienziati e stakeholder del settore. La sua revisione rappresenta un’occasione cruciale per aggiornare la regolamentazione alla luce delle evidenze più recenti. Tra le proposte sul tavolo c’è la necessità – urgente – di distinguere normativamente tra prodotti a combustione e prodotti a rischio ridotto. Equipararli, come avviene ancora oggi in molte legislazioni nazionali, è una forzatura scientifica e un errore politico. Ma la normativa non si gioca solo sul piano della regolamentazione sanitaria. Anche la fiscalità ha un ruolo determinante nella diffusione – o nella marginalizzazione – delle sigarette elettroniche. La Ted, anch’essa in fase di revisione, offre l’opportunità di correggere un altro paradosso: quello di tassare prodotti molto meno dannosi quasi quanto quelli più letali. All’interno del giornale troverete la proposta uscita dalla Commissione e sulla quale il Parlamento sarà chiamato a confrontarsi. L’Europa ha davanti a sé una scelta complessa, ma inevitabile. Da un lato c’è la necessità di proteggere i giovani e non abbassare la soglia d’attenzione sui rischi dell’uso improprio della nicotina. Dall’altro, c’è l’obbligo etico di offrire ai fumatori adulti tutti gli strumenti possibili per uscire dalla dipendenza dal tabacco. La soluzione non può essere il proibizionismo, né tantomeno l’immobilismo. Serve un approccio pragmatico, basato sull’evidenza scientifica.
Le sigarette elettroniche possono diventare un alleato strategico nella lotta contro uno dei più gravi problemi di salute pubblica del nostro tempo. La scienza lo dice. Ora tocca alla politica ascoltare.



