L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 7 al 13 settembre

Dall'America all'Asia, passando per l'Europa, si è scatenata una nuova ondata di divieti e repressioni contro gli strumenti a rischio ridotto

SpagnaAnche le sigarette elettroniche nel mirino: divieto di fumo e svapo in spiagge, stadi e terrazze di bar
Il governo di minoranza spagnolo ha presentato un disegno di legge per estendere il divieto di fumo a diversi spazi aperti, tra cui spiagge, stadi e le terrazze di bar e ristoranti. La normativa per la prima volta include anche le sigarette elettroniche. Secondo le dichiarazioni della ministra della Sanità Monica Garcia, la nuova legge mira a tutelare la salute pubblica. Critiche arrivano dai settori della ristorazione e del turismo, che temono ripercussioni sulle attività commerciali e ricettive. La proposta, pur inserendosi in un trend europeo di restrizioni sempre più severe sui prodotti del tabacco, si caratterizza per l’estensione alle sigarette elettroniche e quindi equipara il fumo allo svapo, contraddicendo la letteratura scientifica in materia e dando un colpo alle politiche di riduzione del danno. La legge dovrà ora essere approvata dal parlamento e potrebbe subire modifiche.

Hong KongVia libera alla legge anti-fumo, vietato anche il possesso di sigarette elettroniche
Il Consiglio legislativo di Hong Kong ha approvato con un’ampia maggioranza di 74 voti a favore nuove severe misure di controllo del tabacco, che includono il divieto di detenzione di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, l’estensione delle aree non fumatori, il divieto della vendita ai minori e la proibizione delle sigarette tradizionali aromatizzate, fatta eccezione per quelle al mentolo. I legislatori hanno giustificato la legge sostenendo la necessità di proteggere i giovani dal marketing mirato dei prodotti aromatizzati. Il tentativo è di abbassare l’attuale tasso di fumatori del 9,1% portandolo sotto il 5%. Ma l’inclusione delle sigarette elettroniche e la loro omologazione di fatto al fumo, oltre ad essere anti-scientifica, rischia di rendere utopistico questo obiettivo.

GlobalNasce Prohibition Does Not Work, nuova alleanza internazionale contro i divieti sulle e-cig
Un’ampia coalizione di fondazioni internazionali ha dato vita a Prohibition Does Not Work, un’organizzazione che intende battersi a livello globale per promuovere politiche di riduzione del danno e contrastare il proibizionismo sui prodotti alternativi al fumo. L’organizzazione sta denunciando con forza come i divieti, anziché proteggere la salute pubblica, stiano alimentando un fiorente mercato nero controllato dalla criminalità organizzata. Esperti come Tim Andrew della Tholos Foundation e Brian Marlow dell’Australian Taxpayers’ Alliance stanno mettendo in guardia i governi sulle conseguenze disastrose di queste politiche, che includono un aumento della violenza e la privazione per i fumatori di alternative più sicure. L’alleanza sta quindi sostenendo con decisione regolamentazioni basate sull’evidenza scientifica, affermando che la vera priorità dovrebbe essere salvare vite, non vietare. L’obiettivo finale rimane quello di supportare i fumatori adulti nel passaggio a prodotti senza combustione, garantendo loro accesso a informazioni accurate e soluzioni controllate.

Una nuova organizzazione contro divieti su e-cig e prodotti alternativi

 

AustraliaCaphra: politiche anti-fumo alimentano mercato nero senza ridurre il tabagismo
Le tasse sul tabacco più alte al mondo e le restrizioni sui prodotti da svapo hanno trasformato la strategia australiana di controllo del fumo in un “fallimento per la salute pubblica”. È l’allarme lanciato da Caphra (The Coalition of Asia Pacific Tobacco Harm Reduction Advocates), associazione che sostiene la riduzione del danno da tabacco nella regione dell’Asia-Pacifico, che denuncia un mercato nero del tabacco da 6,3 miliardi di dollari, mentre i tassi di fumatori adulti rimangono stabili all’11% dal 2019. “I prezzi proibitivi non hanno fatto smettere di fumare, ma hanno arricchito le reti criminali”, afferma la direttrice di Caphra, Nancy Loucas, sottolineando come le gang organizzate intascano 2,3 miliardi l’anno in accise evase, finanziando traffici di droga e violenza. Dal 2020 si è registrato un aumento del 46% del contrabbando di sigarette. La mancanza di alternative legali più sicure, come lo svapo regolamentato, ha spinto i consumatori verso il mercato illegale e privato i fumatori di un riconosciuto strumento per ridurre o smettere del tutto di fumare. Proprio di recente un allarme sull’esplosione del mercato nero del tabacco è stato lanciato dall’Australian Border Force, che ha snocciolato dati inquietanti. Gli esperti di Caphra chiedono una revisione delle politiche, e citano il successo della vicina Nuova Zelanda, dove la legalizzazione dello svapo ha dimezzato i tassi di fumo al 6%, dimostrando che tasse e divieti senza vie d’uscita alimentano solo l’illegalità.

Stati Uniti – A Chicago la più grande operazione contro il contrabbando di e-cig: sequestrati 4,7 milioni di dispositivi
Il Dipartimento della Salute statunitense (Hhs) ha annunciato il sequestro a Chicago di 4,7 milioni di dispositivi non autorizzati, per un valore di 86,5 milioni di dollari. L’operazione, condotta in collaborazione con la Fda e la polizia doganale (Cbp), si configura come la più importante mai realizzata nel suo genere. Le spedizioni, principalmente di origine cinese, presentavano descrizioni fuorvianti e valori dichiarati inferiori, nel tentativo di eludere i dazi e i controlli sanitari. Le autorità stanno intensificando le azioni per fermare il flusso di questi prodotti, rischiosi in quanto illegali e privi dei controlli, e sequestrando finora quest’anno oltre 6 milioni di dispositivi. La Fda sta contemporaneamente notificando agli importatori il rispetto degli obblighi di legge, minacciando la distruzione delle merci non conformi.

GlobalOms, la sproporzione tra costi burocratici e fondi per la lotta al tabacco
Burocrazia mangia risorse a scapito dell’efficacia delle politiche sul campo. Il bilancio 2026-2027 della Convenzione quadro dell’Oms per la lotta al tabacco (Fctc) rivela una critica sproporzione tra le risorse destinate alla struttura burocratica e quelle impegnate sul campo. Oltre 8,5 milioni di dollari, quasi la metà del budget, sono assorbiti dagli stipendi del segretariato, inclusi compensi milionari per i dirigenti di alto livello, mentre solo poco più di 9 milioni sostengono azioni concrete come l’assistenza tecnica ai Paesi e le campagne di sensibilizzazione. Il paradosso è evidente considerando che interi programmi di prevenzione nei Paesi in via di sviluppo dispongono di budget inferiori allo stipendio biennale di un singolo funzionario di livello P5, l’equivalente di dirigenti di alto livello. Il meccanismo di finanziamento, che destina le quote obbligatorie degli Stati principalmente ai costi del personale, rende le attività operative dipendenti da donazioni volontarie, esponendo la lotta al tabacco a rischi di finanziamento mentre la struttura burocratica rimane garantita.

Oms, la guerra al tabacco tra stipendi d’oro e fondi risicati per le azioni sul campo

 

FranciaDal mese di marzo 2026 addio ai sacchetti di nicotina
La Francia ha stabilito il divieto totale per tutti i prodotti del tabacco a uso orale contenenti nicotina, come sacchetti, gel e pastiglie, a esclusione di quelli farmaceutici, a partire dal 1° marzo 2026. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale con un decreto d’urgenza e salutato dall’Associazione Alliance contre le tabac come cruciale per proteggere i giovani, concede a produttori e rivenditori sei mesi per smaltire le scorte. Tuttavia, la Confederazione dei tabaccai contesta la mancanza di un confronto parlamentare, avvertendo che il divieto rischia di alimentare mercati paralleli non controllati, privando nel contempo i fumatori adulti di alternative a ridotto rischio e minacciando il settore dei tabaccai in concessione.

Sacchetti di nicotina adieu! La Francia pone il divieto immediato

 

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