L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Con la sigaretta elettronica benefici reali anche per gli utilizzatori duali

Presentato lo studio Magnificat del Coehar: anche una sostituzione parziale del fumo con il vaping riduce il danno.

Ogni passo che allontana dalla combustione, porta benefici alla salute in termini di riduzione misurabile dell’esposizione a sostanze tossiche e a potenziale danno”. Così, in una sola frase, il professore Riccardo Polosa ha riassunto i risultati della ricerca Magnificat condotta dal Centro di eccellenza per l’accelerazione del danno dell’Università di Catania (Coehar) e presentato ieri durante un evento in live streaming moderato da Arielle Selya. Lo studio si è concentrato sui cosiddetti “utilizzatori duali”, coloro che allo stesso tempo fumano e utilizzano la sigaretta elettronica, allo scopo di valutare quali sono i rischi e i benefici di questo comportamento, che spesso è una fase transitoria prima del passaggio completo al vaping. I risultati di Magnificat indicano che meno fumo equivale a meno danno e che – per usare ancora le parole di Polosa – “anche una parziale sostituzione delle sigarette a combustione con quelle elettroniche porta benefici reali”.
Per Magnificat (Magnitude of cigarette substitution after initiation of e-cigarettes and its impact on biomarkers of exposure and potential harm in dual users) sono stati usati metodi innovativi nella ricerca. A differenza dei pochi lavori precedenti su questo tipo di utilizzatori, hanno spiegato i ricercatori, i dual users non sono stati analizzati come un gruppo omogeneo, ma suddivisi in quattro sottogruppi (poor switcher, moderate switcher, intensive switcher, quitter) in base alla frequenza di utilizzo dei diversi strumenti. Il quinto gruppo era costituito dai fumatori esclusivi. Marta Zakrzewska di Ztm Pratia, ha illustrato i criteri di inclusione: i partecipanti dovevano avere almeno 19 anni, fumare almeno quindici sigarette al giorno da almeno un anno, essere in buona salute fisica e mentale ed essere disposti a provare la sigaretta elettronica. Sono stati esclusi i fumatori che avevano intenzione di smettere entro un mese, che soffrivano di malattie psichiatriche, cardiovascolari e respiratorie o che erano sotto trattamento farmacologico.
I partecipanti sono stati sottoposti a esami clinici e al contempo hanno registrato quotidianamente in un diario elettronico se e quanto avevamo fumato o svapato. Come spiegato da Max Scherer, specialista in chimica analitica della tedesca Abf Gmbh, lo studio clinico ha controllato trenta biomarcatori di esposizione e sei di danno potenziale nel corso di quattro visite nell’arco di sei mesi. In particolare sono state esaminate le urine, il plasma e il respiro espirato dei partecipanti.
Simona Veigl, sempre di Abf, ha illustrato i risultati di queste analisi. E mentre, rispetto ai fumatori, i duali non mostravano diminuzioni significative nell’esposizione alla nicotina, tutti gli altri parametri erano favorevoli. L’esposizione ai Voc (composti organici volatili) diminuiva in maniera significativa con il crescere della sostituzione della sigaretta combusta con l’elettronica, così come l’esposizione alle nitrosammine specifiche del tabacco (Tsna) e agli idrocarburi policiclici aromatici (Pah). Allo stesso tempo, aumentava l’esposizione al glicole propilenico. Dunque lo studio conclude che l’uso della sigaretta elettronica non contribuisce all’esposizione alle sostanze tossiche collegate al tabacco e che la riduzione del numero di sigarette a combustione corrispondeva a una sostanziale riduzione dell’esposizione a costituenti dannosi e potenzialmente dannosi come Voc, Tnsa e Pah. Dunque negli utilizzatori duali il fattore che causa la massima esposizione a sostanze tossiche sono le sigarette a combustione.
Insomma, lo studio Magnificat fa chiarezza sul fatto che il passaggio anche parziale alla sigaretta elettronica comporta dei benefici, misurandoli concretamente e non basandosi su deduzioni. “È una prova del principio della riduzione del danno – ha concluso Riccardo Polosa – dimostra che meno fumo significa semplicemente e logicamente meno danno. Questo smentisce il pensiero binario che per molto, troppo tempo ha diviso la comunità del tobacco control, dimostrando che anche una parziale sostituzione delle sigarette a combustione comporta benefici fisiologici reali”.

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