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Fumo e svapo: percezioni distorte mettono a rischio la salute pubblica

Secondo uno studio britannico è necessaria una strategia comunicativa chiara, coerente e basata sull’evidenza scientifica.

Nel dibattito sulla riduzione del danno da fumo, uno dei messaggi più importanti da veicolare al grande pubblico è che le sigarette elettroniche sono significativamente meno dannose delle sigarette combustibili tradizionali. Eppure, secondo uno studio pubblicato su Nicotine and Tobacco Research dal titolo The Message That E-Cigarettes Are Less Harmful Than Combustible Cigarettes Is Not Getting Through”, questo messaggio fondamentale non sta raggiungendo le persone. Gli autori Neil McKeganey, Dylan Grier e Gabriel Barnard, tutti del Centre for Substance Use Research di Glasgow, mostrano come la percezione pubblica della pericolosità relativa delle e-cigarette rispetto al tabacco tradizionale sia sorprendentemente distorta.
La ricerca si basa su un’indagine condotta su un campione rappresentativo di fumatori e utilizzatori di sigarette elettroniche nel Regno Unito. I risultati mettono in luce una situazione paradossale: “Una proporzione crescente di fumatori e persino di svapatori ritiene che le sigarette elettroniche siano altrettanto dannose, o addirittura più dannose, delle sigarette combustibili”. Questo dato è in netta contraddizione con l’evidenza scientifica disponibile, che da anni indica come il vaping, pur non essendo privo di rischi, rappresenti un’alternativa significativamente meno nociva rispetto al fumo tradizionale.
Lo studio segnala che solo una minoranza di intervistati riconosce il minore rischio delle sigarette elettroniche, mentre la maggioranza sembra non avere un’opinione chiara o ritiene che i due prodotti siano equivalenti in termini di danno. “Questa confusione – spiegano gli autori – potrebbe compromettere seriamente gli sforzi di riduzione del danno legati allo svapo”. Il rischio concreto è che molti fumatori, credendo che non vi sia alcun vantaggio nel passare all’e-cigarette, scelgano di continuare a fumare sigarette tradizionali, che sono responsabili della maggior parte delle morti evitabili legate al consumo di nicotina.
Uno degli elementi più interessanti dell’analisi riguarda l’origine di questa disinformazione. Secondo McKeganey e colleghi, “i messaggi conflittuali provenienti da media, autorità sanitarie e organizzazioni anti-tabacco hanno generato un clima di incertezza nel pubblico”. Da un lato, alcune istituzioni – come Public Health England – hanno dichiarato che le sigarette elettroniche sono circa il 95% meno dannose del fumo, ma dall’altro lato, una parte del discorso pubblico continua a focalizzarsi su potenziali rischi e su eventi isolati, come i casi di malattie polmonari acuti avvenuti negli Stati Uniti nel 2019, associati però a prodotti contenenti Thc di origine illegale e non al normale vaping di nicotina.
Questa ambiguità comunicativa si riflette direttamente sul comportamento dei fumatori. Come riportano gli autori: “Se i fumatori non sono convinti che le e-cigarette rappresentino una scelta più sicura, sarà molto più difficile motivarli a smettere di fumare attraversoil passaggio al vaping”. Si tratta di un problema di salute pubblica di non poco conto, se si considera che milioni di persone nel mondo potrebbero beneficiare, in termini di riduzione del rischio, passando dal fumo combusto al vaping.
Lo studio sottolinea infine la necessità urgente di una strategia comunicativa chiara, coerente e basata sull’evidenza scientifica. Gli autori concludono che “è essenziale che i responsabili delle politiche sanitarie trovino un equilibrio tra il comunicare i potenziali rischi del vaping – specialmente per i non fumatori e i giovani – e il riconoscere il ruolo delle sigarette elettroniche nella riduzione del danno per i fumatori adulti”. Solo così sarà possibile fare chiarezza tra i consumatori e garantire che le scelte individuali siano informate da dati reali, e non da percezioni errate o paure infondate.
Nel contesto attuale, in cui il fumo di sigaretta resta una delle principali cause di morte evitabile nel mondo, la mancata trasmissione del messaggio corretto sul profilo di rischio relativo delle e-cigarette può rappresentare un’occasione mancata nella lotta al tabagismo. Far arrivare con chiarezza e responsabilità questo messaggio è un compito che riguarda tanto i professionisti della salute quanto i media e le istituzioni.

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