L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 19 al 25 ottobre

Mentre l'Irlanda applica la tassa sui liquidi da inalazione più alta d'Europa, la Francia va controcorrente e azzera l'imposta.

Regno UnitoObiettivo senza fumo del 2030 a rischio, occorre ritrovare lo spirito del pioniere
Il rallentamento nelle politiche di riduzione del danno comincia a far sentire i suoi effetti e il Regno Unito rischia di pagare caro l’abbandono del ruolo di battistrada. Secondo una nuova analisi di Haypp, in collaborazione con l’economista svedese David Sundén, difficilmente verrà raggiunto l’obiettivo di essere paese libero dal fumo entro il 2030, se gli attuali andamenti dovessero persistere. La soglia definita, in linea con i criteri dell’Oms, è di meno del 5% di fumatori quotidiani. Secondo le proiezioni, l’Inghilterra toccherà tale traguardo solo nel 2032, il Galles nel 2033, la Scozia nel 2034 e l’Irlanda del Nord addirittura nel 2037. Lo studio mette in luce la Svezia come modello globale, pronta a diventare senza fumo già nel 2025, grazie a un approccio di riduzione del danno che ha favorito alternative come bustine di nicotina e snus. Nonostante i prodotti del vaping abbiano contribuito alla diminuzione, il tasso di declino sta rallentando, evidenziando la necessità di ritornare a politiche più incisive. Markus Lindblad di Haypp ha sottolineato che il parlamento ha ora l’opportunità, con la discussione sul Tobacco and Vapes Bill, di virare verso strategie svedesi, sfruttando i prodotti a rischio ridotto per accelerare l’abbandono della combustione. Una strada che il Regno Unito aveva intrapreso per prima nel mondo, salvo poi smarrirsi negli ultimi anni.

Stati UnitiRiduzione del danno, la Taxpayers Protection Alliance accusa l’Oms di ignorare le prove scientifiche
La Taxpayers Protection Alliance (Tpa), think tank statunitense che promuove la riduzione delle tasse e della spesa pubblica a livello federale, ha pubblicato un nuovo policy brief intitolato “Fctc: The Wrong Lessons Learned”: una serrata critica verso la Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Fctc) dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il documento, redatto da Roger Bate, accusa il processo decisionale del trattato di essere diventato ideologico e refrattario al dibattito scientifico, specialmente riguardo i prodotti a rischio ridotto come le sigarette elettroniche e la nicotina orale. Secondo la Tpa, la Fctc è un processo “ostile al dissenso scientifico” che demonizza alternative più sicure, ignorando i successi reali nel facilitare la disassuefazione dal fumo per gli adulti. Il documento avverte che l’attuale impostazione della Fctc, se non corretta, rischia di danneggiare i progressi nella riduzione del danno a livello globale. L’autore chiede infine riforme, inclusa una maggiore trasparenza e una valutazione indipendente degli strumenti di cessazione, basata sui risultati e non sull’ideologia.

Sigaretta elettronica, l’Oms valuti i risultati e abbandoni l’ideologia

 

BelgioCop 11, appello Scohre all’Ue: stop a regolamentazioni penalizzanti sui prodotti a rischio ridotto
L’International Association on Smoking Control and Harm Reduction (Scohre), associazione con sede a Bruxelles, ha lanciato un forte appello all’Unione Europea in vista della prossima Cop11 della Convenzione quadro dell’Oms sul controllo del tabacco (Fctc). L’associazione critica l’attuale bozza di posizione Ue, che rischia di confondere la riduzione del danno con l’interferenza dell’industria. Secondo il presidente Ignatios Ikonomidis, l’eccessiva regolamentazione, che non distingue i prodotti combustibili dalle alternative a rischio ridotto come il vaping, è controproducente e potrebbe annullare i progressi nella salute pubblica. Scohre invita a un approccio proporzionato e scientifico: “Invitiamo i decisori politici a dare priorità alla scienza rispetto all’ideologia. L’Europa ha un’opportunità unica per guidare con una regolamentazione proporzionata e basata sulle evidenze, che distingua tra il tabacco combustibile e le alternative meno dannose”. Scohre ricorda come il successo svedese (dove si è riusciti a portare il tasso di fumo al 5%, il più basso in Europa) sia stato ottenuto proprio grazie all’adozione di alternative a basso rischio. Penalizzare i prodotti alternativi con divieti e tassazione pesante scoraggia i fumatori adulti e alimenta il mercato nero.

Scohre: alla Cop11 l’Ue rischia un passo falso sulla sigaretta elettronica

 

Stati UnitiAccademici americani: il vaping è una svolta storica per la salute pubblica
Le sigarette elettroniche rappresentano una cruciale innovazione nella storia del consumo di nicotina. È la sintesi di un recente articolo pubblicato su Jama Health Forum, intitolato “E-Cigarettes in Historical Context-Innovation, Risk, and Regulation”, e firmato da Michael F. Pesko, Rachel Y. L. Fung, Jamie Hartmann-Boyce e Neal L. Benowitz. Gli autori sottolineano che la causa diretta della maggior parte dei decessi legati al fumo è la combustione, non la nicotina. L’avvento del vaping, eliminando tale processo, ha offerto per la prima volta ai consumatori un’alternativa a rischio notevolmente inferiore per la somministrazione rapida di nicotina. Nonostante le evidenze scientifiche ne confermino i benefici potenziali per la riduzione del danno, solo il 10% dei fumatori adulti negli Usa percepisce correttamente che le e-cigarette sono meno dannose delle sigarette tradizionali. Questa discrepanza è esacerbata da regolamentazioni ambigue e messaggi fuorvianti che ostacolano la transizione dal fumo al vaping (nell’articolo si ricorda la vicenda legata al caso Evali). Oggi, le sigarette elettroniche rappresentano un’opportunità unica per rivoluzionare l’industria del tabacco. Secondo gli autori, il settore del vaping deve ora affrontare e vincere una doppia sfida: favorire l’accesso per i fumatori adulti interessati a ridurre i rischi e, allo stesso tempo, impedire l’uso da parte dei giovani che non hanno mai fumato.

Meno dannose, più ostacolate: il caso delle sigarette elettroniche

 

FranciaLa commissione finanze boccia la tassa sui liquidi da inalazione
La commissione delle finanze dell’Assemblea nazionale francese ha respinto la proposta del governo Lecornu di introdurre un’imposta sui prodotti da vaping. Grazie a un emendamento dei repubblicani, i liquidi per sigaretta elettronica manterranno quindi una tassazione zero. Per chi si fosse smarrito nel caotico panorama della politica francese dopo l’implosione del sistema partitico tradizionale, i repubblicani (Les Républicains, LR) costituiscono un partito di centro-destra fondato nel 2015, erede dell’Unione per un movimento popolare di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy e quindi erede della tradizione gollista. Tornando al vaping, la decisione, vista dal settore come un segnale di coerenza scientifica e di difesa della salute pubblica, evita di scoraggiare l’uso di uno strumento riconosciuto per la riduzione del danno rispetto al fumo tradizionale. Il deputato centrista Cazeneuve ha affermato: “La sigaretta elettronica non è il problema, ma parte della soluzione”, sottolineando che la lotta al tabagismo non si vince con nuove tasse. Il voto francese invia un forte messaggio politico europeo in controtendenza rispetto al fiscalismo cieco.

Dalla Destra francese un segnale di pragmatismo in tempi di fiscalismo cieco

 

IrlandaAccisa da record sui liquidi da svapo, è la tassa più alta d’Europa
Il governo irlandese ha fissato l’accisa più alta dell’Unione europea sui liquidi da svapo, introducendo dal 1° novembre 2025 un balzello di 50 centesimi di euro per millilitro, che farà triplicare i costi al consumatore. Un incremento che potrebbe non solo scoraggiare l’uso della sigaretta elettronica come mezzo per smettere di fumare, ma anche spingere una parte dei consumatori verso il mercato illecito. Questa mossa drastica, accompagnata da divieto sugli usa e getta e ulteriori restrizioni, mira a limitare l’accesso giovanile ma viene criticata come “logica retrograda” da associazioni di settore come la New Nicotine Alliance Ireland. In questo modo si elimina il vantaggio economico delle e-cig sul tabacco, spingendo gli utenti verso il fumo tradizionale o il mercato nero. Esperti come il medico Garrett McGovern avvertono che equiparare fiscalmente lo svapo alla sigaretta tradizionale offusca le differenze di rischio e vanifica anni di strategia sulla riduzione del danno in un paese che annovera ancora il 18% di fumatori. Quando le politiche si basano sul dogmatismo invece che sul pragmatismo vanno a scapito di una reale efficacia per la salute pubblica.

L’Irlanda impone la tassa sulle sigarette elettroniche più alta d’Europa

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