L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 28 settembre al 4 ottobre

La consueta rubrica settimanale con i principali fatti del vaping da tutto il mondo.

IrlandaStop alla vendita di prodotti da svapo tramite distributori automatici
Entrata in vigore alla fine di settembre la nuova normativa che vieta la vendita di prodotti alternativi del tabacco e della nicotina (sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco) tramite distributori automatici e vendite self-service. Il ministro della Salute Jennifer Carroll MacNeill ha definito la misura “un altro traguardo significativo” nella strategia nazionale per il controllo del tabacco, giustificandola con l’obiettivo di limitare l’accesso ai minori. L’applicazione della legge è affidata agli ufficiali ambientali sanitari dell’Health Service Executive, che condurranno ispezioni in tutto il Paese. L’Irlanda si allinea così ai due terzi dei Paesi aderenti alla Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco. L’Irlanda è sempre meno un Paese per svapatori. Il settore del vaping registra con la nuova legge un ulteriore giro di vite, dopo le recenti posizioni del premier Micheál Martin, che aveva definito lo svapo la vendetta delle Big Tobacco.

SpagnaLa riforma restrittiva di Madrid trova il muro di diversi Paesi dell’Ue
Il progetto di legge spagnolo che introduce divieti restrittivi sui prodotti alternativi a base di nicotina sta sollevando forti critiche e incontra l’opposizione di diversi Paesi europei, che hanno formalmente contestato la proposta davanti alla Commissione europea, la quale dal canto suo ha dato il via libera alla riforma. Il nodo centrale del contendere è l’approccio di Madrid, che privilegia il divieto piuttosto che la regolamentazione. Il progetto prevede, infatti, il divieto di aromi, una limitazione drastica per i sacchetti di nicotina e l’eliminazione dal mercato delle sigarette elettroniche usa e getta. Tra i Paesi che hanno segnalato possibili violazioni del diritto comunitario e mancanza di proporzionalità nelle misure adottate figurano Italia, Svezia, Grecia, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Croazia. Le critiche al testo arrivano anche dall’industria e dalle autorità garanti della concorrenza.

Tabacco e sigarette elettroniche, l’Italia sfida la Spagna: no a divieti indiscriminati

 

RussiaDa marzo 2026 licenza obbligatoria per la vendita di prodotti per lo svapo, si attende l’approvazione della Duma
Il governo russo ha approvato un disegno di legge che renderà obbligatoria una licenza per la vendita di tutti i prodotti da svapo a partire dal 1° marzo 2026. La nuova normativa, modellata sul sistema già in vigore per il settore alcolico, mira a rafforzare i controlli di mercato e contrastare il consumo giovanile. L’obbligo di licenza riguarderà la vendita all’ingrosso, quella al dettaglio fisso e tramite consegna a domicilio. Le sanzioni per le violazioni, come la vendita ai minori, potranno includere la revoca della licenza stessa. Le autorità stanno inoltre valutando misure più severe, come l’iscrizione obbligatoria nel sistema di tracciabilità digitale “Chestny Znak” e la responsabilità penale per il commercio illegale su larga scala. Il provvedimento è ora al vaglio della Duma per il dibattito e l’approvazione finale, ritenuta dagli osservatori scontata.

NepalAzione penale per maxi-contrabbando di e-cigarette, richieste multe per 100 milioni di dollari
Stretto da altre prioritarie emergenze sociali e politiche (le proteste giovanili delle scorse settimane sono ancora tema di attualità), in Nepal passano in secondo piano nella cronaca nazionale le notizie legate al vaping. Tuttavia il mercato nero è un problema anche in questo angolo di Asia centrale. Le autorità nepalesi hanno infatti denunciato un’organizzazione dedita al contrabbando di sigarette elettroniche, con l’accusa di aver introdotto illegalmente nel paese oltre 310.000 dispositivi, causando un’evasione fiscale di circa 10 milioni di dollari. La procura ha richiesto pene detentive e sanzioni finanziarie che superano i 100 milioni di dollari nei confronti di 12 imputati, ritenuti responsabili di aver orchestrato il traffico camuffandolo da commercio legittimo. Il gruppo, utilizzando quasi 100 container per il trasporto, avrebbe eluso i controlli doganali e contraffatto documenti per occultare le operazioni. L’indagine, coordinata dal Dipartimento per le indagini fiscali, è ancora in corso mentre parte dei dispositivi sequestrati giacciono ancora nei magazzini doganali in attesa delle fasi processuali.

Stati UnitiReport Aei chiede riforma normativa Fda per rilanciare alternative a fumo
Un rapporto dell’American Enterprise Institute (Aei), intitolato intitola “Regulating the Tobacco and Nicotine Market in the American Public Interest: A Reform Agenda for the FDA”, denuncia le barriere normative che ostacolano i prodotti a rischio ridotto. Autori del report nomi molto noti del dibattito sulla riduzione del danno da fumo, come la psichiatra Sally Satel, l’esperto di politiche sul tabacco Clive Bates, Brad Rodu, docente di medicina presso l’Università di Louisville e Donald Kenkel, economista della salute della Cornell University. Secondo gli esperti, il processo autorizzativo noto come Pmta (Premarket Tobacco Product Application) della Food and Drug Administration risulta così oneroso da soffocare l’innovazione e limitare l’accesso legale a alternative meno dannose per i fumatori adulti. Il mercato statunitense è così dominato per l’85% da prodotti non autorizzati, mentre le sigarette tradizionali restano ampiamente disponibili. La relazione dell’Aei propone 15 riforme concrete per riequilibrare il settore, chiedendo all’agenzia di autorizzare migliaia di prodotti smoke-free e snellire le procedure. L’obiettivo è creare un mercato legale, competitivo e diversificato che risponda alla domanda degli adulti, contrastando al contempo il commercio illecito.

Stati Uniti, l’Fda frena la sigaretta elettronica e favorisce il mercato illegale

 

Trinidad e TobagoVerso una regolamentazione per la riduzione del danno da fumo
Il Ministero della Salute dello Stato caraibico ha avviato la raccolta di dati per regolamentare i prodotti a rischio ridotto, come sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato e bustine di nicotina. Una mossa che segna un deciso cambio di strategia dopo anni in cui le politiche, basate su divieti, non hanno ridotto il tabagismo. Quasi un adulto su cinque nel Paese fuma ancora, con circa 900 decessi annuali legati al tabacco. L’obiettivo è puntare invece sulla riduzione del danno offrendo alternative meno nocive a chi non riesce a smettere di fumare. Attualmente, l’assenza di una legge specifica per lo svapo crea un vuoto normativo, lasciando consumatori e operatori nell’incertezza. Il nuovo corso si ispira a evidenze internazionali e  potrebbe fare di Trinidad e Tobago un esempio nella regione, adottando una politica pragmatica basata sull’evidenza scientifica e su una maggiore tutela dei fumatori..

Trinidad e Tobago apre la strada a una nuova strategia sul tabacco: dal divieto alla riduzione del danno

 

AustraliaIl fatturato del mercato nero del tabacco supera vendite legali
La politica sanitaria (e fiscale) australiana nei confronti del tabacco accumula fallimenti su tutti i fronti. Il mercato illegale del tabacco ha ormai superato le vendite legali, diventando una minaccia prioritaria per la salute pubblica. La denuncia arriva direttamente dal ministro della Salute Mark Butler. Il fenomeno, controllato dalla criminalità organizzata, è esploso dopo un decennio di pesanti aumenti fiscali che hanno portato il prezzo di un pacchetto di sigarette a 28 dollari australiani. Questa politica, mirata a ridurre il fumo, ha invece avuto l’effetto contrario, alimentando un mercato nero multimiliardario che, secondo gli esperti, finanzia anche altre attività criminali. Il ministro Butler ha identificato nell’applicazione della legge, più che nella politica fiscale, la sfida principale, sottolineando la capacità delle gang di produrre sigarette a costi irrisori. L’Associazione Medica Australiana avverte che i tassi di fumo potrebbero essere di nuovo in risalita. Inoltre, la politica di repressione nei confronti delle alternative meno dannose ha privato i fumatori della possibilità di affrontare con successo percorsi di disassuefazione dal fumo. Un ulteriore fallimento della politica antifumo australiana.

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