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Cop11, l’Unione europea tenta un colpo di mano con divieti e restrizioni

Spinta dalla Danimarca, secondo molti osservatori l'Ue sarebbe pronta a contraddire e scavalcare la posizione adottata dagli Stati solo pochi giorni fa, trascurando tutte le evidenze scientifiche a favore della riduzione del danno

Nella totale mancanza di trasparenza si è giunti al quarto giorno di lavori della Cop11 della Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Fctc) dell’Oms. Qualche notizia si ha dal Journal che quotidianamente l’Fctc pubblica. Dall’edizione odierna, per esempio, si apprende che nella giornata di ieri la Commissione A, presieduta dal mauriziano Damini Mohur, ha approvato il punto 4.1 dell’agenda, riguardante “Misure di controllo del tabacco orientate al futuro (in relazione all’Articolo 2.1 della Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco): rapporto del Gruppo di esperti” (Forward-looking tobacco control measures (in relation to Article 2.1 of the WHO FCTC): report by the Expert Group). Nel documento dell’Fctc compaiono molte misure estreme, fra cui il divieto di “tutti gli agenti aromatizzanti e altri additivi nei prodotti del tabacco”. Il Journal riferisce che il testo è stato “discusso, emendato e approvato”, senza specificare in quali parti sia stato emendato. La decisione non è ancora stata messa a disposizione sul sito ufficiale, quindi non resta che attendere.

La commissione europea è chiamata a redigere le revisioni delle direttive tabacco (Tpd) e accise (Ted)

Nel frattempo circolano voci (e relativi documenti) che indicano che l’Unione europea, spinta fortemente dalla Danimarca, starebbe tentando un colpo di mano. Un documento svelato dal sito Pouch Patrol mostra che l’Ue offrirebbe il suo appoggio a una Decisione proposta da Brasile, Maldive, Panama e Thailandia (tutti Stati proibizionisti in tema di riduzione del danno) in riferimento agli articoli 5.2b e 5.3 della Convenzione, intitolata “Attuazione di misure per prevenire e ridurre il consumo di tabacco, la dipendenza da nicotina e l’esposizione al fumo di tabacco, e tutela di tali misure dagli interessi commerciali e da altri interessi particolari dell’industria del tabacco, alla luce della narrativa dell’industria del tabacco sulla ‘riduzione del danno’”.
Nel documento si chiede di “adottare misure per prevenire e ridurre la dipendenza da nicotina, tra cui:

(i) adottare misure quali vietare o limitare la fabbricazione, l’importazione, la distribuzione, la presentazione, la vendita e l’uso di tutti i prodotti nuovi ed emergenti contenenti nicotina, compresi le Ends, le Ennds (e-cig con e senza nicotina, ndr) e le bustine di nicotina;

(ii) garantire che tali misure si applichino a tutti i prodotti nuovi ed emergenti contenenti nicotina in qualsiasi forma, sia essa di origine naturale o sintetica, comprese le analoghe della nicotina; e

(iii) garantire che tutte le disposizioni pertinenti della Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco siano attuate per quanto riguarda i prodotti nuovi ed emergenti contenenti nicotina in modo coerente con l’approccio normativo adottato”.

Nel paragrafo successivo si chiede l’applicazione di “misure per monitorare, prevenire e respingere con fermezza le narrative di ‘riduzione del danno’ (o ‘rischio ridotto’) utilizzate dall’industria del tabacco e da coloro che operano per promuoverne gli interessi, al fine di favorire la commercializzazione e la diffusione di prodotti del tabacco e della nicotina nuovi ed emergenti e di evitare o ridurre la regolamentazione di tali prodotti”, specificando le strategie di riduzione del danno debbano essere guidate esclusivamente dalla sanità pubblica.

La Cop11 in corso di svolgimento a Ginevra

L’Unione, nel documento proposto dai danesi, supporta la decisione con alcuni emendamenti. Le misure devono essere “efficaci” e la loro adozione vincolata dalla locuzione “come appropriato ai sensi delle legislazioni nazionali”. Più avanti, al punto (i), si propone di aggiungere la locuzione “normative complete” dopo misure e si ammorbidisce il testo sostituendo “quali” con “che potrebbero comprendere”. In tutto il testo l’Ue toglie il “tutti” prima di “nuovi prodotti” e riformula il punto (iii) come segue: “valutando quali misure applicabili ai prodotti del tabacco ai sensi di altre disposizioni della Fctc dell’Oms possano anche essere adottate e attuate per i prodotti nuovi ed emergenti contenenti nicotina, secondo necessità e in modo coerente con l’approccio normativo adottato”. Se queste formulazioni, o qualcosa in linea con esse, saranno accettate – si legge nel documento – l’Unione europea non si opporrà all’adozione di queste decisioni.
Una manovra, quella dell’Ue, che secondo molti osservatori contraddice e scavalca pienamente la posizione adottata dagli Stati solo pochi giorni fa e che trascura tutte le evidenze scientifiche a favore della riduzione del danno, mettendosi sulla scia di Paesi che fanno del proibizionismo la loro politica. “È uno scandalo vero e proprio – commenta il direttore dell’associazione di consumatori World Vapers’ Alliance, Michael Landl – La Commissione europea e la Danimarca non hanno alcun mandato per introdurre ulteriori divieti. Stanno tradendo le loro promesse, ignorando la scienza e attaccando milioni di europei che si affidano a sigarette elettroniche e pouches per smettere di fumare. Questo è un abuso di potere. Gli Stati membri dell’Ue devono porre immediatamente fine a questa agenda. Se questi burocrati vogliono la proibizione, devono passare attraverso il processo democratico e presentarsi davanti ai loro elettori, non imporre accordi segreti con l’Oms”. Staremo a vedere se gli Stati che si sono opposti alla linea dura, a cominciare dall’Italia, impediranno questo passo.

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