L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Messico, legge shock: chi ha una sigaretta elettronica rischia più di uno spacciatore

Le pene per chi viene trovato in possesso di un vaporizzatore personale superano quelle per il traffico di metanfetamine e cocaina.

La Commissione Salute della Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge che introduce il divieto totale di commercializzazione e promozione di sigarette elettroniche e vaporizzatori in tutto il Messico. La proposta prevede pene da uno a otto anni di carcere e multe tra 11 mila e 226 mila pesos messicani (700-12.500 euro), per chi vende o pubblicizza questi prodotti. I legislatori dell’opposizione hanno contestato duramente l’idea di introdurre sanzioni penali per chi possiede tali dispositivi, definendo il provvedimento eccessivo e punitivo. Secondo loro, sarebbe più opportuno creare un quadro normativo che regolamenti le vendite senza criminalizzare i consumatori.
Ana Isabel González, deputata del Partito Rivoluzionario Istituzionale, ha avvertito che sanzioni troppo severe potrebbero favorire il mercato nero e le vendite clandestine, aumentando i rischi proprio per i giovani che la legge vorrebbe tutelare. Le ha fatto eco il deputato Juan Ignacio Zavala (Movimiento Ciudadano) definendo il testo uno dei più punitivi mai presentati in Aula, spiegando che il suo partito ha votato contro perché considera la misura repressiva anziché regolatoria. La deputata Amancay González, anch’essa del Movimiento Ciudadano, ha espresso una posizione simile: pur riconoscendo la possibile presenza di sostanze tossiche nelle sigarette elettroniche e la necessità di limitarne l’uso, ha criticato la norma definendola una politica criminale contro lo svapo. Ha inoltre evidenziato che chi traffica droghe pesanti come metanfetamine o cocaina rischia sei anni di carcere, il che renderebbe paradossalmente più grave acquistare una sigaretta elettronica che vendere stupefacenti.
Il disegno di legge passerà ora alla discussione plenaria della Camera dei Deputati e successivamente al Senato, dove potrebbe essere definitivamente approvato.

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