© Sigmagazine, rivista d'informazione specializzata e destinata ai professionisti del commercio delle sigarette elettroniche e dei liquidi di ricarica - Best edizioni srls, viale Bruno Buozzi 47, Roma - P. Iva 14153851002 - Direttore responsabile: Stefano Caliciuri - Redazione: viale Angelico 78, Roma - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma al numero 234/2015 - Registro Operatori della Comunicazione: 29956/2017
Le sigarette elettroniche prive del contrassegno fiscale dei Monopoli di Stato tornano al centro dell’attenzione dopo l’ennesimo sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza. A Cecina (Li), i militari della Compagnia locale hanno individuato in un esercizio commerciale dispositivi non autorizzati, ritenuti potenzialmente pericolosi per i consumatori. Le sigarette elettroniche usa e getta – circa 2 mila – sono state sottoposte a sequestro amministrativo e al titolare è stata contestata una sanzione pecuniaria.
L’intervento è parte di una più ampia operazione condotta dalle Fiamme Gialle a tutela della sicurezza dei prodotti e contro la contraffazione. Nel corso dei controlli, infatti, i finanzieri hanno scoperto anche un imponente traffico di giocattoli irregolari. Oltre 8 mila articoli sono stati sequestrati, tra cui più di 2 mila peluche Labubu, ormai diventati oggetti di culto nel mondo del gioco e della moda. L’elevata richiesta e la scarsa disponibilità di questi pupazzi hanno favorito la nascita di un mercato parallelo, dove i pezzi originali si distinguono per dettagli precisi, come il numero di denti o il foglietto illustrativo e sono reperibili solo tramite canali certificati. Dopo il sequestro dei pupazzi e la denuncia del titolare all’autorità giudiziaria, le indagini hanno portato rapidamente a individuare la filiera di distribuzione, conducendo a un punto vendita all’ingrosso situato a Pisa. L’operazione ha portato anche al sequestro di altri 6 mila articoli tra portachiavi, palloni da calcio e giocattoli recanti marchi contraffatti riconducibili a Disney, Marvel e a varie squadre di Serie A e internazionali. La merce, destinata alla vendita al dettaglio, riproduceva impropriamente segni distintivi registrati, integrando le ipotesi di contraffazione e commercio di prodotti non sicuri.



