L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 16 al 22 novembre

Un riassunto ragionato dei lavori della Cop11 che questa settimana ha animato il dibattito politico-scientifico sulla riduzione del danno da fumo.

Era inevitabile che la rubrica di questa settimana venisse monopolizzata dallo svolgimento a Ginevra della Cop11 della Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Fctc) dell’Oms, peraltro giunta alle battute finali proprio nei giorni di uscita di Svapoworld. Si è scelto di seguirla riprendendo cronologicamente, in una sintesi ragionata, tutte le cronache apparse su Sigmagazine. un’edizione monografica pensata per raccontare (e conservare nell’archivio digitale) i fatti – e soprattutto i misfatti – di un appuntamento che catalizza l’attenzione di tutto il mondo del vaping per l’ostilità ormai conclamata di questo grande corpaccione globale che è l’Organizzazione mondiale della sanità. Nella quale lobbismi e interessi di parte prevalgono sulla scienza e sulle politiche per la salute. Ma così va il mondo.

 

SvizzeraCop11: e l’Ue rimase senza voce sul futuro dei prodotti alternativi al fumo
Cronache dalla Cop11 (1). Non si è ancora partiti e già qualcuno inciampa. Decisiva e inattesa l’autoesclusione dell’Unione europea dal voto alla Cop11 dell’Oms, che ha lasciato Bruxelles fuori dal dibattito sulle alternative al fumo tradizionale. Dopo mesi di contrasti interni, la presidenza danese non è riuscita a ricucire la frattura fra i Paesi fautori della linea dura e quelli favorevoli alla riduzione del danno. Francia, Irlanda e Finlandia da un lato spingono per divieti estesi e confezioni neutre totali, mentre Germania, Italia e Grecia dall’altro (sostenuti da un pugno di Paesi est-europei) chiedono un approccio pragmatico basato sui dati scientifici. L’assenza di una posizione comune ha privato a Ginevra (e rischia di privare in futuro)  l’Ue di peso politico e apre spazio ad altri attori nella definizione globale delle politiche sul tabacco. Un passo commentato con giudizi opposti da organizzazioni anti-tabacco e associazioni favorevoli alla riduzione del danno, come raccontato dall’articolo di Sigmagazine.

Cop11, l’Ue rinuncia al voto e si autoesclude dal dibattito sulle alternative al fumo

 

SvizzeraCop11: solo Nuova Zelanda e Serbia difendono la sigaretta elettronica
Cronache dalla Cop11 (2). Alla sessione d’apertura, soltanto Nuova Zelanda e Serbia hanno preso posizione a favore delle strategie di riduzione del danno. La rappresentante neozelandese ha ricordato il calo record dei fumatori dal 2019 grazie all’accesso regolamentato al vaping. La delegazione serba ha difeso la sovranità nazionale e chiesto regolamentazioni basate sulla scienza, opponendosi a “misure estreme” che abbiano impatto eccessivo sull’economia e superino i limiti costituzionali. Deludenti invece gli interventi di Regno Unito e Giappone, che hanno evitato di citare i successi nel contrasto al fumo legati ai prodotti a rischio ridotto. Diversi Paesi, dal Messico al Kenya, hanno invece respinto esplicitamente la narrativa della riduzione del danno. La sessione si è chiusa con appelli retorici contro l’industria del tabacco e poche aperture al dialogo sui nuovi prodotti. Per gli operatori del settore, un segnale preoccupante sul futuro della politica sanitaria globale.

Oms, Cop11: solo Nuova Zelanda e Serbia difendono la sigaretta elettronica

 

SvizzeraCop11: elogi da Smoke Free Sweden per il coraggio della Nuova Zelanda
Smoke Free Sweden elogia la vice ministra della Salute Casey Costello per aver difeso le alternative alla nicotina contro la disinformazione di gruppi di pressione. Nel suo intervento sul controllo del tabacco, Costello ha definito “ridicolo” l’Indice di interferenza dell’industria del tabacco, ribadendo che l’obiettivo sanitario primario resta ridurre il fumo. In meno di dieci anni, i fumatori adulti nel suo Paese sono scesi al 6,9%, grazie anche al sostegno ufficiale al vaping come strumento di cessazione. Ciononostante, la Nuova Zelanda è scivolata al 53° posto nell’indice finanziato dalla fondazione Bloomberg Philanthropies, fondata dal multimilionario anti-vaping Michael Bloomberg.

 

SvizzeraCop11: cresce il fronte pro-vaping tra i Paesi in via di sviluppo
Cronache dalla Cop11 (3). Dopo l’avvio sulle linee impostate dall’Oms, il dibattito si è finalmente spostato sulla riduzione del danno, merito soprattutto delle delegazioni dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo. La delegazione di Saint Kitts and Nevis ha invocato un approccio pragmatico, paragonando il tema a quanto già avvenuto nella lotta all’Hiv. Macedonia del Nord e Gambia hanno chiesto politiche basate sull’evidenza scientifica e maggiore trasparenza nei lavori. Anche Mozambico, Gibuti e Albania si sono allineati alla richiesta di apertura verso l’innovazione del vaping. Mentre Oms e Belgio restavano fermi nel rigetto dei prodotti a rischio ridotto, il malcontento dei piccoli Stati segnalava crepe nella linea Fctc e la necessità di un confronto più inclusivo. La cronaca più dettagliata nell’articolo di Sigmagazine.

Alla Cop11 si allarga la fronda dei sostenitori della sigaretta elettronica

 

SvizzeraCop11: silenzio e proteste sulle e-cig
Cronache dalla Cop11 (4). Nel terzo giorno, a Ginevra cala il buio sui lavori: dopo la sospensione delle dirette streaming, la Conferenza sulle politiche del tabacco dell’Oms prosegue a porte chiuse e senza trasparenza, generando critiche nel settore del vaping. Assenti le associazioni di consumatori e di medici favorevoli alla riduzione del danno, mentre numerose organizzazioni non governative ostili alla sigaretta elettronica, spesso finanziate dalla sfera Bloomberg, esercitano forti pressioni sui delegati. Nel contesto, la Global Alliance for Tobacco Control punisce la Nuova Zelanda – Paese simbolo della lotta al tabacco – per aver difeso la sigaretta elettronica, assegnandole il “Dirty Ashtray Award”. Intanto, l’Unione europea respinge i divieti sulle e-cig e sottolinea la legittimità della riduzione del danno nelle sue politiche. Per molti osservatori di settore, la mancata trasparenza rischia di favorire una visione ideologica contraria alle alternative senza combustione.

Cala il buio sui lavori della Cop11, mentre si attivano le Ong anti e-cig

 

SvizzeraCop11: gli esperti avvertono l’Oms, serve pragmatismo sul vaping
Durante la Conferenza delle parti del Fctc, scienziati e accademici guidati da Clive Bates hanno invitato l’Oms ad abbandonare l’approccio ideologico e a basarsi sulle evidenze. Gli esperti, tra cui David Nutt dell’Imperial College, hanno sottolineato che il fumo causa otto milioni di morti l’anno, ma che le alternative senza combustione possono ridurre drasticamente i rischi. Denunciano, invece, la chiusura dell’Oms verso il vaping e la riduzione del danno. “L’Oms continua a insistere sul fatto che i fumatori dovrebbero semplicemente smettere, anche se sappiamo che milioni di fumatori semplicemente non lo faranno e milioni continueranno ad acquisire questa abitudine”, ha detto Nutt, “non esistono altri settori della sanità pubblica in cui la semplice richiesta di astinenza o il tentativo di imporre l’astinenza attraverso il divieto siano considerati una strategia credibile”. L’appello rivolto alla Cop11 spinge verso politiche più realistiche e salvavita.

 

SvizzeraCop11: dietro le quinte l’Unione Europea spinge per strette sul vaping, tra dubbi e tensioni
Cronache dalla Cop11 (5). Le porte sono chiuse, occasione perfetta per manovre dietro le quinte. Si distingue l’Ue, evidentemente non paga di essersi presentata a Ginevra senza una linea comune. Così al quarto giorno di lavori crescono le preoccupazioni del settore del vaping per la linea che proprio l’Ue starebbe preparando dietro le quinte. Secondo documenti circolati tra gli addetti ai lavori, Bruxelles – sostenuta dalla Danimarca – avrebbe aperto alla proposta di un gruppo di Paesi proibizionisti, pronta a includere nuove restrizioni su prodotti con nicotina. Nel Journal dell’Fctc si apprende che la Commissione A ha già approvato una sezione chiave sulle misure future di controllo del tabacco, che comprendeva indicazioni severe sugli aromi. E il documento trapelato mostra che la proposta chiede di valutare divieti su produzione, vendita e uso di e-cig e pouches, includendo anche nicotina sintetica. Nel testo sostenuto dall’Ue compaiono emendamenti che rendono più flessibile la formulazione, ma che non rimuovono l’impianto restrittivo. La posizione europea, giudicata da molti come un passo in contrasto con le evidenze sulla riduzione del danno, ha suscitato reazioni dure da parte delle associazioni dei consumatori. passano le ore e il settore attende di capire se gli Stati membri contrari alla linea dura, Italia in testa, bloccheranno l’iniziativa.

Cop11, l’Unione europea tenta un colpo di mano con divieti e restrizioni

 

 

Articoli correlati