L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 2 all’8 novembre

Mentre nel Regno Unito si festeggia lo storico sorpasso della sigaretta elettronica sul fumo tradizionale, in tutta la Francia si manifesta contro la riforma del mercato del vaping introdotta in legge di bilancio.

Regno UnitoStorico sorpasso nel 2024: più vaper che fumatori, confermata l’efficacia della riduzione del danno
Cerchiate in rosso il calendario: il 2024 segna un cambio epocale nel mercato del consumo di nicotina britannico. Per la prima volta i consumatori di sigarette elettroniche superano i fumatori tradizionali. I dati ufficiali dell’Office for National Statistics (Ons) rivelano che gli utilizzatori di e-cig ammontano a circa 5,4 milioni (10% della popolazione adulta), mentre i fumatori scendono a 4,9 milioni (9,1%), il minimo storico dal 2011. Questo sorpasso testimonia il successo della strategia di riduzione del danno sostenuta dalle istituzioni britanniche, con il fumo in costante calo, in particolare tra i giovani (8,1% nella fascia 18-24 anni). La tendenza è trainata dagli ex fumatori, con un aumento degli utilizzatori giornalieri di sigarette elettroniche che consolida lo svapo come principale alternativa alla combustione. Il calo senza precedenti della prevalenza del fumo ha portato il professor John Britton, docente emerito di epidemiologia presso l’Università di Nottingham, a definire i dati come la conferma di una politica britannica valida: “Questo processo impedirà milioni di morti premature nei prossimi decenni”, ha commentato Britton.

Il sorpasso: nel Regno Unito i consumatori di sigarette elettroniche superano i fumatori

 

FranciaMigliaia in piazza contro la stretta sul vaping
Migliaia di persone hanno manifestato in decine di città francesi contro la proposta di assimilare la sigaretta elettronica ai prodotti del tabacco. La riforma, inserita nell’articolo 23 della legge di bilancio, introdurrebbe accise sui liquidi per le e-cig, il divieto di vendita online e nuove licenze per i negozi specializzati. Per la filiera del vaping, che conta 3.500 punti vendita e 20 mila addetti, si tratterebbe di un colpo durissimo. Secondo Fivape, principale sindacato interprofessionale francese del vaping indipendente dall’industria del tabacco, la misura rischia di cancellare migliaia di posti di lavoro e di favorire il ritorno al fumo tradizionale. Il governo difende il progetto come parte del piano “Génération sans tabac” sottolineando la coerenza della strategia.

La Francia scende in piazza per difendere la sigaretta elettronica

 

GermaniaParlamento approva nuova legge: e-cig restituibili ovunque e senza limiti
Il Bundestag, il parlamento tedesco, ha approvato una riforma che introduce la restituzione gratuita delle sigarette elettroniche in tutti i punti vendita, anche senza acquisto di un nuovo prodotto. Il provvedimento ridisegna la filiera tedesca del vaping tra sostenibilità e nuove responsabilità commerciali. La misura copre infatti non solo i modelli usa e getta ma anche quelli ricaricabili e i dispositivi a tabacco riscaldato. I rivenditori del vaping dovranno quindi organizzarsi per la raccolta diretta dei dispositivi esausti. Parallelamente, il Bundestag sostiene una risoluzione che invita a valutare un divieto dei prodotti monouso.

 

India/BangladeshIl proibizionismo rafforza il mercato nero del vaping
Il divieto assoluto di sigarette elettroniche nei due Paesi asiatici, nato per arginare il fumo tra i giovani, evidenzia le contraddizioni del proibizionismo nel settore dello svapo. Nonostante la legge in India sia in vigore dal 2019, i prodotti per il vaping restano facilmente reperibili sul mercato nero, naturalmente privi di controlli su sicurezza e qualità. In Bangladesh si punta a un futuro “smoke-free” entro il 2040, ma il blocco delle alternative meno dannose rischia di vanificare l’obiettivo, rafforzando il contrabbando e scoraggiando la disassuefazione. I dati locali mostrano come l’86% dei cittadini veda nelle sigarette elettroniche e nei prodotti a rischio ridotto una valida alternativa per smettere di fumare o diminuire i danni associati al consumo di tabacco combusto. Un’efficace politica di salute pubblica richiede strategie fondate sulla riduzione del rischio, che promuovano la regolamentazione dei prodotti alternativi al fumo anziché il divieto totale.

Nel tentativo di eliminare il fumo, i governi finiscono per rafforzarlo

 

ThailandiaPreoccupazioni per il divieto accelerato sul vaping
Il governo thailandese ha approvato in tempi record un emendamento alla legge sul controllo del tabacco che introduce un divieto totale delle sigarette elettroniche. La decisione, presa pochi giorni dopo la morte della Regina Sirikit, ha sollevato critiche per la rapidità del processo e l’assenza di confronto pubblico. I gruppi sostenitori della riduzione del danno sono sulle barricate. Asa Saligupta, di Ends Cigarette Smoking Thailand, ha parlato di “processo distorto e ideologico”. Secondo Caphra, l’associazione che propugna politiche di harm reduction nella regione dell’Asia-Pacifico, il bando ignora le prove scientifiche e rischia di spingere i consumatori verso prodotti illegali. La misura impatta sugli utenti di vaping nel Paese che sono passati da 78 mila nel 2021 a oltre 400 mila nel 2024.

 

SveziaEsperti: la disinformazione sul vaping minaccia la salute pubblica
La paura e la cattiva informazione sulle sigarette elettroniche stanno ostacolando la riduzione del danno da fumo e il salvataggio di milioni di vite. È la denuncia lanciata a Stoccolma da esperti internazionali di salute pubblica. Secondo nuovi dati pubblicati da Our World in Data, solo un fumatore su otto in Europa è oggi consapevole che lo svapo è meno nocivo del tabacco combusto, un dato in aumento negli ultimi anni a dispetto delle sempre più numerose ricerche scientifiche che certificano il contrario. “È una tragica inversione”, avverte Delon Human, promotore dell’iniziativa Smoke Free Sweden. La Svezia, grazie all’accesso regolato a sigarette elettroniche, snus e nicotina orale, ha portato il fumo quotidiano al 5,3%, il tasso più basso d’Europa. Gli uomini svedesi registrano una mortalità per tumore polmonare inferiore del 61% alla media Ue. Per Human, il messaggio è chiaro: “Equiparare lo svapo al fumo è una menzogna che costa vite umane. La disinformazione distrugge la fiducia e senza fiducia i fumatori non cambieranno”. Vietare o demonizzare il vaping costa vite umane.

Miti, paure e bugie: così il vaping viene condannato ingiustamente

 

ArgentinaSigarette elettroniche, una soluzione contro il fumo anche per l’America Latina
Si è riacceso il dibattito in Argentina sul vaping come opportunità per la salute pubblica grazie alla presentazione a Buenos Aires del libro “Control and Reduction of Tobacco-Related Harm” di Heino Stöver, esperto tedesco di salute pubblica e figura di riferimento nel campo della sanità e delle politiche di riduzione del danno. Il volume, ora disponibile in spagnolo, propone politiche innovative di riduzione del danno, sottolineando i limiti del proibizionismo nel contesto argentino. Nonostante nel Paese siano vietate le sigarette elettroniche e i prodotti alternativi, la prevalenza del fumo rimane elevatissima, con 23,3% di fumatori e miliardi di sigarette consumate ogni anno. Secondo la ricerca citata, le alternative a minor rischio potrebbero raddoppiare l’efficacia nella cessazione rispetto alle terapie tradizionali. Stöver invita a superare i moralismi, seguendo l’esempio di nazioni che già registrano morti in calo grazie a strategie basate sull’evidenza scientifica. Una strada per l’Argentina e per l’intera America Latina.

Sigaretta elettronica, una grande opportunità anche per l’America Latina

 

Regno UnitoVaping, il paradosso delle politiche anti-tabacco
Le strategie più aggressive contro il fumo tradizionale nel Regno Unito hanno provocato l’effetto inverso di suscitare confusione e ostacoli per chi cerca alternative come lo svapo. È questa la tesi che emerge dall’articolo dell’analista britannico Christopher Snowdon, intitolato “Anti-smoking own goals” e pubblicato sulla rivista The Critic. Snowdon sottolinea che, fra il 2013 e il 2025, la percentuale di britannici che ritiene le sigarette elettroniche altrettanto o più dannose del fumo classico è cresciuta dall’8% al 56%, coinvolgendo anche larga parte dei medici. La nuova ondata di divieti e tasse ha finito per rafforzare il potere del tabacco combusto, scoraggiando la transizione verso prodotti a rischio ridotto e penalizzando i tentativi di cessazione. Snowdon denuncia come sia la disinformazione, sia un quadro normativo e fiscale estremamente restrittivo, stiano spingendo molti fumatori lontano dalle soluzioni meno nocive. L’effetto, a suo avviso, è un vero boomerang: le politiche nate per proteggere la salute hanno reso più difficile l’abbandono del fumo, proprio nel momento in cui il settore del vaping mostra il suo potenziale per ridurre i danni.

Dal fumo alla sigaretta elettronica, come la salute pubblica ha perso la bussola

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