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Regno Unito – Cochrane, revisione conferma efficacia e sicurezza delle e-cig
L’ultimo aggiornamento della revisione sistematica Cochrane, coordinato da Jamie Hartmann-Boyce, conferma che le sigarette elettroniche con nicotina sono più efficaci delle tradizionali terapie sostitutive come cerotti o gomme da masticare per smettere di fumare. Su oltre 30 mila partecipanti e 104 studi, emerge che, per ogni 100 fumatori, tre in più cessano il fumo con le e-cig rispetto ai prodotti sostitutivi convenzionali. Anche il confronto con dispositivi senza nicotina avvantaggia nettamente le e-cig con nicotina. In termini di sicurezza, non sono emersi gravi effetti avversi e quelli lievi tendono a diminuire nel tempo. Gli autori sottolineano tuttavia l’importanza di distinguere i prodotti regolamentati da quelli illegali. Ma a distanza di tredici anni dal primo rapporto, la conclusione di Cochrane è sostanzialmente immutata ma più corobusta: vi sono evidenze solide del ruolo delle sigarette elettroniche come aiuto alla cessazione del fumo.
Cochrane: le sigarette elettroniche funzionano e sono sicure
Regno Unito – Dal pionierismo al proibizionismo, il capovolgimento britannico sul vaping
Per oltre un decennio, il Regno Unito ha guidato il mondo nel promuovere la riduzione del danno da tabacco, favorendo pragmaticamente le sigarette elettroniche come alternativa al fumo. Tuttavia, il recente disegno di legge sul tabacco e le e-cigarette, ora in discussione alla Camera dei Lord, segna un netto cambiamento verso una linea più restrittiva e proibizionista. Nonostante evidenze scientifiche robuste confermino l’efficacia e la sicurezza delle e-cig, Londra ha deciso di imboccare la strada delle restrizioni. Il risultato è un progressivo abbandono del ruolo di pioniere, con un mercato che migra verso l’illegalità e un incremento preoccupante del fumo in alcune aree urbane. Un quadro che mette a rischio i risultati conseguiti in anni di strategia basata sull’evidenza scientifica.
Londra rinnega il suo modello antifumo e volta le spalle alla sigaretta elettronica
Global – Scienziati chiedono una svolta pragmatica nel controllo del tabacco
A vent’anni dalla Convenzione Oms sul controllo del tabacco, il bilancio resta deludente: il numero dei fumatori nel mondo cala troppo lentamente. Lo denunciano Karl Fagerström, Viktor Mravcik, Andrzej Fal, Guillermo Gervasini e Nicolas Roberto Robles nell’articolo “Two decades of global tobacco control: time for a rethink”, pubblicato su Internal and Emergency Medicine. Gli autori invocano un cambio di paradigma, integrando la riduzione del danno nelle politiche sanitarie. Secondo i dati riportati, l’obiettivo dell’Oms di ridurre la prevalenza del fumo del 30% entro il 2025 non sarà raggiunto, così come l’ambizioso traguardo fissato dall’Unione europea (meno del 5% di fumatori entro il 2040). Esperienze come Svezia, Nuova Zelanda e Giappone mostrano al contrario che l’adozione di prodotti a rischio ridotto può dimezzare la prevalenza del fumo. Gli scienziati sottolineano che vietare o tassare le alternative come le sigarette elettroniche equivale a favorire il mercato delle sigarette. “I tassi di successo nel tentativo di smettere – scrivono – potrebbero migliorare incoraggiando l’uso di metodi più efficaci”.
Non basta vietare: perché la lotta al fumo deve aprire alla riduzione del danno
Svizzera – L’allarme di Etter (Università di Ginevra): l’Oms impone una deriva ideologica nella lotta al fumo
Il professor Jean-François Etter, docente onorario di sanità pubblica all’Università di Ginevra, accusa il Segretariato della Fctc di aver trasformato la lotta al tabacco in una crociata contro la nicotina. Secondo l’esperto, i documenti preparatori della Cop11 mirano a includere e-cig e prodotti senza combustione nelle stesse restrizioni del tabacco. Una “grave distorsione” degli obiettivi della Convenzione, che cita la nicotina solo nel contesto della disassuefazione dei fumatori. Etter denuncia una visione ideologica che assimila la riduzione del danno a interferenze dell’industria. Negare i minori rischi dei prodotti non combustibili è, per il docente, “pericoloso e antiscientifico”. Politiche fuorviate potrebbero privare i fumatori di alternative più sicure, avverte. L’appello alla comunità internazionale: riportare scienza e le strategie di riduzione del danno al centro delle decisioni dell’Oms.
Oms, una deriva ideologica sulla riduzione del danno: l’allarme del professor Etter
Svizzera – A Ginevra la Good Cop sfida i dogmi dell’Oms sul vaping
Parallelamente alla Cop11 dell’Oms, un gruppo di associazioni internazionali lancia la Conference of the People, evento alternativo promosso da Taxpayers Protection Alliance. L’obiettivo è ribaltare la narrativa istituzionale sul tabacco, chiedendo politiche fondate su dati scientifici e non su pregiudizi ideologici. Sul podio scienziati ed esperti di riduzione del danno. Tra i 38 relatori da 22 Paesi figurano tra gli altri il cardiologo Konstantinos Farsalinos, l’esperto Clive Bates, il docente messicano Roberto Sussman, il dottore canadese Mark Tyndall e l’ex direttore dell’Oms Tikki Pang, voci di riferimento del dibattito internazionale. La conferenza accende i riflettori sulle strategie di riduzione del rischio e sull’uso dei nuovi dispositivi di nicotina come strumenti di salute pubblica.
Good Cop, la conferenza che sfida i dogmi dell’Oms sul vaping
Svizzera – Ultimi fuochi prima della Cop11, l’Oms rilancia la critica alle sigarette elettroniche
Alla vigilia della Cop11 a Ginevra, l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato un documento che riafferma la sua posizione contraria alla riduzione del danno tramite sigarette elettroniche e prodotti affini. Il segretario generale Tedros Ghebreyesus accusa il marketing di questi prodotti di alimentare la dipendenza giovanile e mette in dubbio la loro efficacia come strumenti di cessazione del fumo. L’Oms esorta i governi a regolamentare tali prodotti allo stesso modo del tabacco combusto, ignorando le differenze di rischio e i risultati positivi riscontrati nei Paesi che sostengono politiche di riduzione del danno. Un punto centrale resta il forte focus sul rischio per i minori e la critica nei confronti delle associazioni pro-vaping, considerate vicine all’industria del tabacco. La solita soluzione che taglia il problema con l’accetta e fa di tutta l’erba un fascio. Un’esternazione che non aggiunge nulla di nuovo, ma che probabilmente ha lo scopo di orientare le posizioni dei delegati alla Conferenza delle parti.
L’Oms all’attacco della sigaretta elettronica prima della Cop11
Francia – Bat contesta il fallimento della politica antifumo e chiede approccio diverso per le nicotine pouches
Vale sempre la pena seguire gli effetti di politiche fiscali aggressive, anche quando non riguardano direttamente le sigarette elettroniche ma, come in questo caso, quelle tradizionali. Bat France, in audizione di fronte ai legislatori, ha sostenuto ad esempio che l’eccessiva tassazione e la politica di divieti (da ultimo, le restrizioni di fumo all’aperto entrate in vigore il 1° luglio scorso) stanno fallendo nel ridurre il tasso di fumatori, che si mantiene ostinatamente al di sopra del 30%, e rischiano anzi di alimentare il mercato illecito. Sébastien Charbonneau, direttore degli affari pubblici e regolamentari, ha criticato aspramente anche l’annunciato divieto delle nicotine pouches senza tabacco, avvertendo che questa mossa spingerebbe i consumatori verso il mercato nero, ripetendo gli errori del passato. L’azienda ha invece esortato il nuovo governo ad adottare un approccio pragmatico e bilanciato, centrato sulla riduzione del danno, che permetta ai fumatori adulti di accedere legalmente alle alternative meno dannose. Bat ha richiesto un quadro normativo rigoroso, che includa il divieto di vendita ai minori e limiti per nicotina e aromi, ma che si basi su dati scientifici.
Stati Uniti – Task force federale da 200 milioni per combattere il mercato illegale del vaping
Gli Stati Uniti lanciano una nuova offensiva contro le sigarette elettroniche irregolari con una task force interagenziale (che riunisce Dipartimento di Giustizia, Dipartimento della Sicurezza Interna e Fda) e un fondo complessivo di 200 milioni di dollari. L’iniziativa è inserita nella legge di bilancio firmata da Donald Trump, con la quale si è posto fine allo shutdown federale di 43 giorni. L’obiettivo è coordinare controlli, sequestri e azioni legali per contrastare la distribuzione di e-cig e liquidi non autorizzati provenienti in gran parte dalla Cina. La strategia segna il passaggio da un approccio emergenziale a una gestione strutturata del problema, capace di tutelare il mercato legale e la sicurezza dei consumatori. Su Sigmagazine un lungo servizio sulle nuove misure.
Una task force da 200 milioni di dollari per dare la caccia alle sigarette elettroniche irregolari
Russia – Niente svapo sulla Prospettiva Nevskij: San Pietroburgo spinge per il divieto totale
L’Assemblea legislativa della città rilancia la linea dura contro le sigarette elettroniche con l’obiettivo vietarne la vendita. L’iniziativa, che secondo i suoi più accesi sostenitori pietroburghesi godrebbe del consenso del Cremlino, anticipa un possibile divieto nazionale del quale aveva parlato tempo fa Vladimir Putin. “Serve proteggere la salute pubblica”, ha dichiarato il senatore Andrei Kutepov, citando la mancanza di prove definitive sugli effetti a lungo termine. Se approvato, San Pietroburgo diventerebbe la prima regione russa a vietare il vaping, segnando un precedente cruciale che potrebbe influenzare la politica nazionale in materia di salute pubblica e regolamentazione del tabacco.
Nuova prospettiva sulla Nevskij: San Pietroburgo dice addio alle sigarette elettroniche



