L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

La stretta fiscale sulle sigarette elettroniche aumenta il consumo di tabacco

Un team di ricerca ha analizzato la situazione in Cina dove, dopo il rialzo dei prezzi, due terzi degli utilizzatori hanno abbandonato le e-cig, per passare o tornare a fumare sigarette tradizionali.

L’aumento delle tasse sulle sigarette elettroniche deciso dalla Cina nel 2022 ha effettivamente ridotto l’uso delle e-cig, ma con un effetto collaterale importante: molti ex utilizzatori hanno iniziato o ripreso a fumare sigarette tradizionali. È quanto emerge dalla pubblicazione scientifica “Changes in e-cigarette use and related behaviors following the 2022 e-cigarette tax increase in China: A prospective longitudinal observational study” curata dai ricercatori cinesi Tingzhong Yang e Sihui Peng in collaborazione con lo statunitense Randall R. Cottrell.
Il team di ricerca
 ha seguito per dieci mesi un gruppo di adulti cinesi già utilizzatori di sigarette elettroniche, intervistati prima e dopo l’entrata in vigore della nuova imposta.
Dal novembre del 2022, infatti,  le sigarette elettroniche sono state tassate come le sigarette tradizionali, con un forte aumento dei prezzi. Nei mesi successivi, l’uso di sigarette elettroniche è diminuito in modo netto: dopo cinque mesi aveva abbandonato il vaping circa un terzo dei partecipanti, dopo dieci mesi oltre due terzi non usavano più e-cig. Tuttavia, solo una minoranza ha davvero smesso di fumare del tutto. Circa tre quarti di chi ha abbandonato la sigaretta elettronica è invece passato o tornato al tabacco tradizionale.
Secondo i ricercatori, questo fenomeno è legato al fatto che, nonostante l’aumento delle tasse sulle e-cig, le sigarette tradizionali restano complessivamente più economiche. Di fronte a prezzi più alti, molti consumatori scelgono quindi il prodotto alternativo più accessibile, anche se più dannoso per la salute. Lo studio mostra anche che, sebbene la frequenza di utilizzo delle e-cig sia diminuita, chi ha continuato a usarle tendeva a farlo in modo più intenso.
L’aumento delle tasse non ha cambiato in modo significativo la percezione dei rischi per la salute, ma ha modificato il clima sociale: amici e colleghi sono diventati meno favorevoli all’uso delle sigarette elettroniche e l’esposizione alla pubblicità di questi prodotti è diminuita.
La conclusione è chiara: tassare le sigarette elettroniche può ridurne l’uso, ma se non si interviene allo stesso tempo sul mercato delle sigarette tradizionali si rischia di spostare i consumi anziché ridurli davvero. Secondo gli autori, per ottenere benefici reali per la salute pubblica servono politiche coordinate che includano tasse più alte sui prodotti del tabacco tradizionale, campagne informative e, soprattutto, un maggiore sostegno a chi vuole smettere di fumare sostenendo anche la diffusione degli strumenti di somministrazione della nicotina a rischio ridotto.

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